Scommesse sul baseball 2026: chi ha la concessione ADM e a quanto ammonta il conto
Dati verificati al 3 Novembre 2026, confrontati con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con le condizioni d’uso dei singoli operatori.

Il baseball è lo sport più noioso da guardare e il più interessante da quotare. Nove inning, tre eliminazioni per mezzo inning, quattro ball e si va in base: un gioco a episodi, dove il punteggio resta basso e ogni singolo lancio sposta la partita. Per un bookmaker è una manna, perché i mercati sono pochi rispetto al calcio e le quote si muovono lentamente, il che vuol dire margini costruiti con calma. Per chi scommette è una trappola più sottile: l’offerta italiana sul baseball è reale ma stretta, quasi sempre limitata alla Major League Baseball e a qualche torneo internazionale, e chi la sceglie per «spirito di varietà» finisce per pagare il proprio intrattenimento sotto forma di margine. Questa è la pagina che dice dove il baseball si può giocare legalmente in Italia, con quale concessione, e — soprattutto — quanto lascia sul tavolo ogni singola giocata.
La classifica: dieci bookmaker con concessione ADM a confronto
Prima di guardare una sola quota, una premessa che vale per tutto ciò che segue: nessuno di questi dieci nomi è un consiglio. Sono i concessionari di cui si conoscono i dati sportivi, elencati nell’ordine in cui li abbiamo letti, e la loro presenza qui non dice nulla su quanto siano generosi. L’ordine non è una graduatoria di qualità: è un elenco, e vale la pena dirlo perché ogni classifica di bookmaker sembra promettere un vincitore e questa non ne ha.

Quello che invece pesa, e che nessuna tabella può raccontare al posto del lettore, è la differenza fra la concessione e l’offerta. La concessione è un fatto amministrativo: si vede, si verifica, si legge nell’elenco. L’offerta è una promessa commerciale che sta nelle condizioni dell’operatore e cambia quando vuole l’operatore. Le due cose non si somigliano per niente, e chi confonde la prima con la seconda si convince che un sito sia affidabile in quanto offre molto, mentre sono due binari separati.
| Brand | Concessione ADM | Offerta e tutele |
|---|---|---|
| Planetwin365 | 16007, Pwo S.p.a. | Piattaforma generalista |
| AdmiralBet | 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione 7-270 gg, limiti personalizzabili |
| William Hill | 16044, William Hill Malta Plc | Bonus settimanale su multiple Serie A |
| Betfair | 16028, Betfair Italia S.r.l. | Betting exchange e sezione Supercombo |
| BetFlag | 16008, Betflag S.p.a. | Bonus 100% fino a 5.000 € |
| Betsson | 16027, Azzurri Limited | Piattaforma generalista |
| StarCasinò | 16026, Azzurri Limited | Piattaforma generalista |
| SNAI | 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple, sistemi e Cash Out |
| Goldbet | 16009, GBO Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match e sistemi |
| NetWin | 16035, Netwin Italia S.p.a. | Palinsesto con baseball esplicito |
La tabella mette insieme due cose di natura diversa, e la differenza si vede leggendo le colonne una dopo l’altra. Da una parte c’è il numero di concessione con il nome della società che lo detiene: quello è verificabile sull’elenco ADM, non dipende dalla pagina che stai leggendo e non cambia se l’operatore cambia look al proprio sito. Dall’altra c’è quello che le condizioni d’uso dell’operatore dicono su un punto che tocca il conto di chi gioca — l’identificazione, i limiti di ricarica, l’autoesclusione, la freebet settimanale. Le due colonne non hanno lo stesso peso legale, e chi legge solo la seconda sta valutando un’offerta commerciale con lo sguardo che dovrebbe riservare a un documento.
C’è un dettaglio che sfugge a chi apre l’elenco ADM per la prima volta: il concessionario quasi mai porta il nome del marchio. Dietro William Hill c’è William Hill Malta Plc, dietro Betsson.it e Starcasino.it c’è la stessa società, Azzurri Limited, e dietro Goldbet.it c’è Goldbet Better Organization Italy. Non è una stranezza burocratica: è la prova che la concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Una società può gestire più siti con numeri diversi, ed è per questo che un marchio che non compare nell’elenco non è automaticamente illegale, e uno che compare non è automaticamente un bookmaker sportivo.
Cosa cambia fra un numero di concessione e una promessa di benvenuto
Il numero di concessione identifica un sito autorizzato a raccogliere gioco a distanza. Nient’altro. Non dice quali giochi quel sito possa offrire, non dice se accetta scommesse sportive, non dice se ha un palinsesto ricco o povero di baseball. L’elenco dei concessionari autorizzati non ha una colonna per i giochi, e questo è il punto che rende inutile, ai fini della scelta, la verifica della sola presenza nell’elenco: il nome sta lì, ma quello che il sito vende lo si scopre soltanto aprendolo.

Su che cosa si scommette, poi, lo decide il palinsesto. La definizione è nell’art. 2 del D.Lgs. 41/2024: è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM autorizza gli eventi uno per uno. Il risultato pratico è che non esiste un catalogo nazionale del baseball: esiste ciò che ciascun concessionario ha messo in palinsesto e ADM ha approvato, e la disponibilità di un mercato sulla MLB non è un diritto, è una scelta dell’operatore.
Il calcolo prescritto per questa pagina serve proprio a capire dove finisce quella scelta. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su questa o quella partita — la quota di payout è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa il 95 %, e il margine è quel che resta, intorno al 5 %. Detta in modo più utile: su cento euro giocati su quel mercato, il bookmaker ne trattiene in media circa cinque e ne restituisce circa novantacinque, e la banda si sposta di qualche decimo di punto a seconda del mercato e dell’operatore, non certo in favore di chi gioca. Non è una rapina: è il prezzo del servizio. Ma è un prezzo che si paga a ogni singola giocata, anche su quella che si vince, e chi gioca il baseball «per curiosità» lo paga senza quasi accorgersene, perché cinque punti percentuali bruciano lentamente.
Il conto in tasca: quanto pesa il margine su una sessione
Prendiamo un lettore tipo: cento euro di ricarica al mese, tutti giocati in singole sul baseball a quota 1,90. Il margine del 5 % di cui sopra non si materializza in una vincita o in una perdita visibile — si materializza come rendimento atteso, cioè come quello che resta in tasca al bookmaker in media su quel volume. Su cento euro di giocate, l’attesa è di lasciarne circa cinque. Su milleduecento euro l’anno, sessanta. Non è la cifra che fa fallire nessuno, ed è esattamente per questo che è pericolosa: è invisibile, e resta invisibile finché non si guarda il saldo dopo un anno intero.
La conclusione utile non è «non giocare». È che il baseball è un mercato dove il margine si sente più che altrove, perché la quota media è bassa — 1,90 su un mercato a due esiti significa che non c’è molta varianza a mascherare il costo — e perché il numero di mercati disponibili è ridotto, quindi chi vuole giocare molto spesso finisce per giocare molte volte lo stesso mercato. Più giocate sullo stesso margine non diluiscono il costo: lo moltiplicano.
Baseball, mazza e guantone: le regole che servono per leggere una quota
Un mercato non si quota bene se non si sa che cosa si sta quotando, e il baseball ha un difetto di immagine che nasconde un vantaggio tecnico: le sue regole sono semplici e pubbliche, e chi le conosce legge le quote con meno rumore degli altri. Nove inning per partita, tre eliminazioni per ogni mezzo inning, e se alla nona il punteggio è pari si continua con inning supplementari. L’ultima World Series è finita esattamente così, in gara 7, all’undicesimo inning, con un 5-4 dei Los Angeles Dodgers sui Toronto Blue Jays.
Tre strike e il battitore è out, quattro ball e va in prima. Nove giocatori in campo per squadra, una rotazione di lanciatori che cambia la partita più di quanto non la cambi un singolo fuoricampo. Chi guarda il baseball come «il cricket degli americani» perde il punto centrale: è uno sport di attrito, dove il risultato dipende da quanto a lungo un lanciatore regge e da quanto spesso una difesa sbaglia, e proprio per questo i mercati tradizionali hanno senso.
calendar
Per chi scommette, quelle regole si traducono in tre famiglie di mercati. La prima è l’esito secco, con o senza handicap, che nel baseball funziona in modo diverso dal calcio perché il pareggio sostanzialmente non esiste dopo gli inning supplementari: la giocata è quasi sempre a due esiti, chi vince e chi perde, il che riduce lo spazio di manovra e rende la linea più tesa. La seconda è il totale, l’Under/Over sui punti complessivi della partita, che nel baseball è il mercato più interessante proprio perché il punteggio tipico è basso e ogni punto pesa: qui la differenza fra un pronostico e un altro è fatta di dettagli, il monte di lancio, il parco, il vento. La terza sono i mercati di dettaglio, costruiti sull’evento singolo invece che sulla partita: chi batte, quanti strike, quale squadra segna per prima.
Il dibattito infinito su questi mercati riguarda la quota giusta. Le medie stagionali dei battitori sono note, i parchi hanno dimensioni note, i lanciatori hanno statistiche pubbliche: chiunque abbia voglia di leggere una tabella può stimare una probabilità. Il bookmaker lo sa, ed è qui che il margine si fa più stretto — su un mercato che il pubblico conosce bene, un 5 % è già generoso. Sui mercati di nicchia, tipo quanti strike mette a segno un partente, quel margine si allarga senza che appaia da nessuna parte, perché il prezzo è costruito su un’informazione che il pubblico non ha. La regola generale, valida per il baseball e per qualsiasi altro sport, è che conviene diffidare dei mercati in cui ci si sente esperti soltanto perché si conosce il nome dei giocatori.
Concessione ADM: che cosa protegge davvero e quanto costa l’alternativa
In Italia un bookmaker che vuole raccogliere gioco da giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, la GAD, rilasciata da ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS (ex AAMS)». Non è un’autorizzazione aperta, è una concessione assegnata per gara pubblica: il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, detto «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ne fissa il quadro. Su questa pagina non c’è nessun brand straniero da nominare come alternativa, e non per prudenza: perché l’alternativa è una zona senza tutele, e descriverla come se fosse una scelta alla pari sarebbe già pubblicità.
normati
L’art. 6, comma 1 elenca ciò che si può offrire a distanza sotto concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e sulle corse dei cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più di uno, in qualsiasi combinazione, per un massimo di nove anni senza rinnovo, e la concessione tiene insieme tutto: il numero è per sito, non per gioco.
Questo spiega un fatto che sorprende chi si avvicina alla verifica: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è la prova dell’autorizzazione ma non è la prova del prodotto. L’elenco ha oggi 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, e non ha alcuna colonna per i giochi. Una società può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Dunque un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive: lo dimostra la sua pagina, il suo listino, la sua app. La concessione è una condizione necessaria, mai sufficiente.
I 52 posti e le nove stagioni: che cosa significa per chi gioca
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Per il giocatore il numero che conta non è il prezzo pagato dalle aziende: è la durata. Nove anni senza rinnovo automatico sono una cornice lunga, ma la concessione è rilasciata per sito e un sito può cambiare pelle o chiudere, mentre il marchio resta. La stabilità che un numero ADM suggerisce è una stabilità di autorizzazione, non una garanzia sulla qualità del servizio, sui tempi di prelievo o sull’offerta sportiva.
Due brand che non hanno una riga in quell’elenco alla data del 25 ottobre 2026 sono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Detto questo senza giri di parole: non ci sono fra i 52 concessionari, e per un lettore italiano significa RUA, vigilanza ADM, strumenti di limitazione obbligatori e foro italiano in meno. Da qui la regola pratica. Un sito che non compare nell’elenco non è una variante del mercato legale: è un’altra cosa, e vale la pena guardare che cosa comporta prima di depositare.
Il punto dolente è che l’offerta irregolare non è un’eccezione da manuale. Art. 22, D.Lgs. 41/2024: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il blocco lavora a livello di DNS e qualche operatore di rete è più lento di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
C’è poi il lato che riguarda direttamente chi gioca. ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non sono noti. Che la norma venga applicata di rado non la cancella, e chi pensa «tanto non succede niente» sta scommettendo su una statistica giudiziaria, non su una partita di baseball.
Che cosa blocca la pubblicità delle scommesse e come arriva comunque la promozione
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Sui numeri di questa vigilanza vale la pena essere onesti: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. È proposta, non legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni incluse: il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
C’è una distinzione che il dibattito pubblico sbaglia quasi sempre: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto di legge al bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risultano esistenti, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ed è lì che il costo si annida, in una riga di condizioni che nessuno legge.
Le tasse: chi le paga e chi deve dichiarare
Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore paga quella che in Italia si chiama imposta unica, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: il 20,5 % se il gioco è raccolto sulla rete fisica e il 24,5 % se raccolto a distanza, calcolata sulla differenza fra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima pagavano il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati, i Virtuali, pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Il giocatore, su un concessionario ADM, non subisce una tassazione sulla vincita: l’imposta è a carico del concessionario, il prelievo avviene alla fonte e chi incassa non deve dichiarare nulla. Lo scrive la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio resta quello di consultare un commercialista per il proprio caso concreto.
Discorso opposto per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. Andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. La partita non è soltanto etica: è fiscale, e si gioca in due anni diversi.
Gioco responsabile: gli strumenti, i tempi e il conto di chi li usa
Una pagina sulle scommesse che parla di limiti solo alla fine è una pagina che ha già deciso cosa vuole che tu faccia. Meglio il contrario, perché gli strumenti di contenimento in Italia non sono un’appendice morale: sono obblighi del concessionario, fissati dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che gli impone di offrire autolimitazioni su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
La parte che quasi nessuno legge è quella dei tempi, ed è la parte che costa se non la si conosce. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e dalle pagine degli operatori emerge un meccanismo simmetrico: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato entra in vigore dopo sette giorni. La logica è sana — il raffreddamento c’è per l’aumento, non per la riduzione — ma va detta al contrario di come la raccontano le inserzioni: il sistema ti protegge quando ti stringi, e ti fa aspettare una settimana quando vuoi allargarti. Chi non lo sa prova ad alzare il limite il venerdì sera e scopre lunedì che non è ancora attivo.
Poi c’è l’autoesclusione, che in Italia è una sola cosa e vale su tutto. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio: è un registro di sistema, non una casella nelle preferenze di un sito. Da questo deriva la conseguenza che conta: un sito senza concessione non è collegato al RUA, e chi si è autoescluso su un concessionario ADM non è protetto su un dominio estero. La protezione è della rete, non dell’utente.
Sul versante dei brand, gli strumenti si assomigliano ma non si sovrappongono. AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e vale la regola dei due tempi vista sopra, con l’aumento attivo dopo sette giorni.
Gli strumenti di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Che il riferimento sia messo in evidenza è positivo; che sia necessario ricordarlo la dice lunga su quanto spesso le persone arrivino al limite prima di cercarlo.
C’è una terza gamba, quella informativa, che nessuno nota e che pure esiste: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Un milione di euro l’anno di messaggi sul gioco consapevole, pagati da chi gestisce il gioco. È una cifra piccola rispetto ai volumi del settore, ed è comunque il segno che il tema non è lasciato al caso — anche quando la pubblicità diretta dei bonus è vietata e resta solo la comunicazione con il marchio, come consentito dall’art. 3, lett. m del Decreto Dignità.
Consigli, metodo e analisi: quello che una quota non dice
Nessuno sa chi vincerà una partita, e una pagina che lo sostenesse starebbe vendendo fumo. Il metodo, invece, si può descrivere, e sul baseball è più semplice che altrove perché i dati sono pubblici: medie battuta, ERA dei lanciatori, statistiche per parco, riposo della rotazione. Chi vuole ragionare sul baseball ha materiale più solido del tifoso di calcio, e questa è una buona ragione per farlo — non per credere di avere un vantaggio che il bookmaker non abbia già incorporato nella linea.
Il primo passaggio del metodo è il più noioso e il più decisivo: definire un budget come spesa, non come capitale da far crescere. La cifra che ha senso giocare in un mese è quella che si è disposti a perdere per intero senza cambiare niente della propria vita, e va fissata prima, non dopo. Qui gli strumenti di autolimite smettono di essere un obbligo e diventano quello che sono: un modo per rendere vincolante una decisione presa a mente fredda, perché un limite ridotto ha effetto immediato mentre per alzarlo bisogna aspettare sette giorni. Il ritardo è la parte utile del meccanismo.
Il secondo passaggio è sapere quanto si perde anche quando si vince, e per questo la pagina ha un conto già fatto: su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, il margine è intorno al 5 % e la quota di payout circa il 95 %. Da lì discendono due pratiche. La prima: guardare la quota del mercato che si vuole giocare e chiedersi quante volte è stata costruita con quel margine, perché su un mercato di nicchia il costo è più alto e non si vede. La seconda: capire che la singola e la multipla non sono la stessa cosa con due gradi di difficoltà, sono due prezzi diversi, perché il margine su ciascuna gamba si somma quando le gambe si moltiplicano.
Il terzo passaggio riguarda le fonti da leggere prima di giocare, e non sono i nomi dei giocatori. Sono la composizione della rotazione dei lanciatori e i dati del parco. Un partente che ha lanciato centodieci lanci tre giorni prima è una variabile che le medie stagionali non catturano, e sulle partite di MLB la rotazione è nota prima della partita. Chi guarda quella invece della classifica sta usando l’informazione che il mercato impiega qualche ora in più a prezzare.
Sull’analitica, il limite è il rumore. Le statistiche avanzate esistono e sono pubbliche, ma applicarle al mercato significa confrontarsi con un avversario che le usa già. Il modo di perdere più comune non è sbagliare previsione, è sbagliare fiducia: credere che una serie di dieci dati raccolti a mano valga come una linea costruita da chi vede tutti i flussi di gioco. Non vale. Conoscere il baseball è una condizione per non fare sciocchezze, non un vantaggio sul prezzo.
Tornei, calendario e quali mercati il palinsesto porta
Il baseball che un lettore italiano trova sui siti autorizzati è, in pratica, la Major League Baseball. La lega ha 30 squadre, 29 negli Stati Uniti e 1 in Canada, divise in parti uguali fra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare. Sono numeri che valgono per il calendario: una stagione regolare di 162 partite per squadra significa quasi sei mesi di partite ogni giorno, con serie di tre o quattro incontri consecutive fra le stesse due squadre. Per chi scommette è un vantaggio logistico, perché i mercati sono sempre aperti; per chi non lo sa è una trappola, perché la tentazione di giocare ogni sera è strutturale.
fondamen
La postseason restringe il campo e accende l’interesse. Porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni che si gioca in ottobre e si chiude con le World Series al meglio delle sette fra i due campioni di lega. La versione più recente l’hanno vinta i Los Angeles Dodgers per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1° novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in undici inning in gara 7; l’MVP è stato Yoshinobu Yamamoto. Chi ha guardato quella serie ha visto in sintesi perché il baseball si quota in modo diverso dagli altri sport: sette partite, una differenza di un solo inning, e la sensazione che il margine contasse meno del singolo lancio.
Sul fronte storico, il nome che i bookmaker mettono sempre in evidenza è quello dei New York Yankees, primi per numero di World Series vinte, con 27 titoli. È il dato che serve a spiegare perché le quote sulla MLB non sono quote di «squadra forte contro squadra debole»: la lega è costruita per livellare, con tetti salariali impliciti e un mercato dei giocatori che redistribuisce il talento, e la storia dei titoli non predice la stagione in corso. A livello internazionale il governo dello sport fa capo alla World Baseball Softball Confederation, la WBSC, che organizza le competizioni per nazionali.
Sul calendario delle competizioni internazionali e sul peso che hanno nei palinsesti italiani, la pagina si ferma qui, e per una ragione tecnica: ciò che un concessionario può quotare è il suo palinsesto approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno, come dimostra il caso di settembre 2026 in cui è stata autorizzata la Setka Cup. Non esiste, quindi, un elenco di tornei di baseball garantiti a tutti; esiste quello che il singolo operatore ha in listino, e chi cerca un torneo specifico deve aprire il programma dell’operatore che ha scelto.
C’è poi la zona dei Virtuali, che nel baseball ha un senso particolare. L’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Un operatore che nell’app dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti sta descrivendo esattamente questo prodotto, non una partita di baseball. Chi cerca baseball da giocare a ogni ora lo trova lì, ma è un’altra cosa, e il margine su un evento simulato non è confrontabile con quello di una partita reale.
La concessione e le condizioni: come verificare prima di depositare
La verifica che conta richiede due passaggi e nessuno dei due si fa leggendo una classifica. Il primo è la presenza nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato da ADM: si cerca il sito, si legge il codice e la società. Il secondo è l’apertura delle condizioni d’uso dell’operatore, dove la concessione viene dichiarata insieme alla società che la detiene, e dove stanno le regole che riguardano il conto: identificazione, limiti, prelievi, requisiti delle promozioni.
Il primo passaggio si fa in due minuti e dice una cosa sola. Il secondo è quello che cambia l’esperienza, ed è quello che quasi nessuno completa. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena: le procedure con SPID e con CIE esistono accanto alla registrazione classica con documento, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati. Sono trenta giorni che scadono in silenzio, e una vincita bloccata è esattamente il tipo di problema che nessuno legge nelle recensioni finché non gli capita.
Sui pagamenti la mappa italiana è abbastanza ampia da non creare problemi, ma ha una regola che conviene conoscere. Esistono i punti vendita ricariche, disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica, tabaccai e ricevitorie, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Fuori da questi, le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney; l’elenco preciso di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che elenchi i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma la sua entrata in vigore non è confermata.
Un’ultima nota di contesto che vale più di molte recensioni. Il mercato non è fatto solo dai dieci nomi che compaiono in questa pagina: altri concessionari esistono, e un marchio assente da queste righe non è per questo privo di concessione. Ma il ragionamento opposto è quello che fa più danni: trovare un nome nell’elenco non dice se quel sito ha un listino sportivo, figurarsi se ha il baseball. La concessione autorizza; l’offerta la decide l’operatore.
I dieci operatori con concessione ADM
Dieci marchi, dieci concessioni, e una cosa da ricordare prima di leggere: la concessione è un requisito di legalità, non un punteggio di qualità. Il baseball che ciascuno offre, poi, va cercato nel suo palinsesto, perché non tutti lo mettono in vetrina allo stesso modo.
Planetwin365, la concessione numero 16007 di Pwo S.p.a.
Planetwin365 opera con la concessione ADM numero 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il baseball rientra in quelle «più di 20 tipologie di sport», ed è esattamente il modo in cui il baseball entra nell’offerta di quasi tutti gli operatori italiani: come una voce di un elenco lungo, non come un reparto. Il catalogo dichiarato è chiaramente costruito attorno al calcio, e il resto segue la disponibilità del palinsesto approvato. Chi cerca un bookmaker con un reparto baseball dedicato qui non lo trova, e chi cerca invece un’offerta sportiva ampia e ordinata trova una delle più complete del gruppo.
Il verdetto: l’ampiezza dichiarata dell’app è il suo argomento migliore, e la sua debolezza sta nella stessa riga. Chi apre il sito per il baseball sta usando una quota marginale di un prodotto pensato per altro, e il palinsesto resta l’unica prova della disponibilità reale.
AdmiralBet, la concessione numero 16048 e i limiti impostati in registrazione
AdmiralBet porta la concessione ADM numero 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
È il marchio che in questa lista espone nel modo più esplicito il meccanismo dei tempi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Tre dimensioni di controllo su tre orizzonti temporali sono più di quanto offrano molti concorrenti, e la finestra dei sette giorni è il pezzo che rende il sistema non aggirabile in una serata storta.
Il verdetto: qui il pacchetto dei limiti, non la lista dei mercati, è il motivo per cui un marchio finisce in un confronto sul baseball. Chi vuole un tetto che regga anche quando la razionalità cala trova la mappa già disegnata; chi cerca il listino più ricco sul diamante guarda altrove.
William Hill, la concessione numero 16044 e la freebet legata alla multipla
William Hill detiene la concessione ADM numero 16044 tramite William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Vale la pena leggere questa promozione per quello che è, perché è l’esempio più chiaro di come un’offerta sportiva chieda, per esistere, una giocata che quasi nessuno fa. Cinque eventi a quota complessiva minima 10.0 significano una multipla lunga con margini già sommati gamba su gamba: il premio settimanale arriva condizionato a una giocata che per costruzione è la meno generosa del listino. La freebet, inoltre, è una freebet e non denaro: la sua puntata di solito non viene restituita in caso di vincita. Sul baseball questo conta perché una freebet costruita sul calcio non si traduce in una partita di MLB, e chi gioca baseball la settimana in cui spera nel premio deve comunque giocare la multipla sul calcio.
Il verdetto: la promozione è di quelle che pagano chi già gioca grosse multiple sul calcio, e non chi si avvicina al baseball. Il marchio ha una concessione solida e una meccanica chiara, ma il suo argomento commerciale punta altrove.
Betfair, la concessione numero 16028 e i mercati costruiti sull’evento
Betfair Italia S.r.l. opera con la concessione ADM numero 16028 sul proprio sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Betfair ha una storia particolare in Italia, perché l’exchange è un gioco previsto separatamente dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024: la piattaforma mette in contatto giocatori che possono fare la parte del giocatore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione del marchio è riportata prevedere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 indica che sul exchange il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il verdetto: la struttura dei mercati combo e delle puntate a quote maggiorate è il tratto distintivo, e la parte di exchange resta la ragione tecnica per aprire un conto qui. Un dettaglio non secondario per il baseball: la puntata minima di 2 € sull’exchange è una soglia bassa, e su un mercato poco liquido come una partita MLB notturna una soglia bassa non basta a trovare la controparte.
BetFlag, la concessione numero 16008 e il bonus sull’intero primo deposito
BetFlag S.p.a. detiene la concessione ADM numero 16008 sul proprio sito .it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Il 100 % del deposito accreditato su saldo, e non come freebet, è una distinzione che vale denaro. Un credito su saldo si gioca come denaro, ma resta un credito e non è prelevabile prima di essere giocato: la soglia dei 5.000 € è una cifra teorica che premia chi deposita grosso, mentre per chi mette dentro 50 € il discorso è più modesto. Sul lato identificazione, la doppia strada SPID e CIE accanto alla registrazione classica è una comodità concreta, perché sono le stesse credenziali che il lettore italiano usa per i servizi pubblici.
Il verdetto: il marchio combina una promozione semplice da capire con un’apertura del conto rapida, e la cifra di 5.000 € è un massimale, non un invito. Chi deposita poco trova qui la stessa struttura di chiunque altro, senza le complicazioni del bonus a freebet.
Betsson, la concessione numero 16027 di Azzurri Limited
Betsson opera con la concessione ADM numero 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La struttura dei mercati è quella standard di un grande operatore multi-prodotto, con l’etichetta del casinò che convive con quella dello sportsbook. La stessa società, Azzurri Limited, è anche dietro StarCasinò, e questo è un promemoria utile: due marchi diversi, due concessioni diverse, una sola azienda dietro le quinte. Per chi gioca non cambia nulla nella tutela — entrambi sono sulla rete ADM — ma cambia la lettura del confronto, perché la scelta tra i due non è la scelta tra due aziende.
Il verdetto: la combinazione di pre-match e live su un catalogo ampio è il punto di forza dichiarato, e il difetto è la mancanza di qualsiasi segnale specifico sul baseball. Il palinsesto resta l’unica risposta, e va consultata direttamente.
StarCasinò, la concessione numero 16026 e il prodotto che resta un casinò
StarCasinò detiene la concessione ADM numero 16026, sempre tramite Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio è chiaramente orientato al casinò, e questo è un fatto, non un giudizio. L’offerta sportiva c’è, ed è descritta in termini generici: eventi principali, varie tipologie. Per un lettore che cerca la partita di baseball il discorso è semplice: qui il baseball non è un argomento commerciale, è una voce dentro un catalogo costruito per chi gioca slot. Chi arriva da una ricerca sul baseball e atterra qui trova un prodotto che non è stato pensato per lui.
Il verdetto: il marchio resta una scelta ragionevole per chi alterna sport e casinò, e una scelta debole per chi cerca profondità sul baseball. Va detto chiaramente, perché la logica di una pagina di confronto è mostrare anche i casi in cui la risposta è «non questo».
SNAI, la concessione numero 16032 e il cash out sulle schedine
Snaitech Spa opera con la concessione ADM numero 16032 sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
SNAI è l’operatore con l’offerta più articolata in questa lista sul lato delle tipologie di giocata: singola, multipla e sistema sono tre cose diverse, e il sistema — che combina più selezioni in un numero di giocate multiple prestabilite — è il formato che in pochi espongono. La funzione Cash Out permette di chiudere una giocata prima della fine dell’evento, il che su un mercato a bassa quota come il baseball è uno strumento più interessante del solito: una partita che si mette male può essere chiusa prima dell’ultimo inning, e su una linea tesa il valore del momento conta.
Il verdetto: la profondità delle tipologie di scommessa è il vero tratto distintivo, e chi vuole costruire un sistema su più partite di MLB trova qui l’unico formato strutturato del gruppo. Il catalogo dei mercati elencati resta però orientato al calcio, e il baseball va verificato nel palinsesto.
Goldbet, la concessione numero 16009 di GBO Italy
Goldbet opera con la concessione ADM numero 16009, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul proprio sito .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La struttura dell’app riprende il modello classico del prodotto scommesse italiano, con il bonus di benvenuto legato all’installazione e alla registrazione. «Su tutti i campionati di calcio e su altri sport» è una formula che dice molto e specifica poco: il calcio ha una promessa di copertura totale, il resto no. Sul lato identificazione, Goldbet è fra i marchi che offrono anche l’accesso tramite CIE attraverso un fornitore SPID, accanto ai metodi con documento.
Il verdetto: è un prodotto ordinato, con cinque formati di giocata e un’apertura del conto flessibile, e la sua scommessa commerciale sta nel bonus di benvenuto più che nella profondità dei mercati. Il baseball rientra in quel «altri sport» senza alcuna garanzia, e chi lo prende come un impegno preciso sbaglia riga.
NetWin, la concessione numero 16035 e un listino che nomina il baseball
Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione ADM numero 16035 sul proprio sito .it. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Ed è l’unico marchio di questa lista a nominare il baseball in modo esplicito nell’elenco degli sport coperti. Non è una garanzia di profondità: un nome in un elenco non dice quanti mercati siano disponibili né con che margine. È però una differenza di sostanza rispetto a chi scrive «e altri sport», perché l’elenco dichiarato è la parte di offerta di cui l’operatore si assume la responsabilità pubblica. Il resto dell’app è costruito sull’intrattenimento ad alta frequenza: centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, che nel baseball significa un flusso continuo di partite simulate, non di partite della MLB.
Il verdetto: fra i dieci è l’unico che mette il baseball nel proprio elenco, e questo lo rende il primo nome da controllare per chi cerca specificamente quello sport. La contropartita è un catalogo dove il ritmo sostituisce la profondità, e il margine sui mercati virtuali non è quello di una partita reale.
La classifica come si costruisce, se la si vuole usare
Una classifica di bookmaker per il baseball ha senso solo se si accetta che i criteri pesino in modo diverso da persona a persona, e che il baseball non basti da solo a decidere. I tre criteri che reggono il confronto sono la concessione con il numero e la società, il palinsesto con il baseball dentro, e i limiti che l’operatore mette a disposizione del conto. Il primo si verifica sull’elenco ADM, il secondo nel listino, il terzo nelle condizioni d’uso. Il costo del margine non è un criterio di classifica perché quasi mai è dichiarato: si deduce dalla quota, e su un mercato a due esiti leggermente sopra 1,90 per lato si sta intorno al 5 %.
Chi legge questa pagina con l’obiettivo di scegliere fa prima a stabilire l’ordine dei propri criteri. Se conta il controllo sul proprio gioco, il pacchetto di limiti e autoesclusione pesa più del listino, e AdmiralBet ha la mappa più completa. Se conta il baseball e basta, l’elenco dichiarato di NetWin è il punto di partenza. Se conta la meccanica di giocata, il catalogo di SNAI con singole, multiple e sistemi e il Cash Out è il più strutturato. Se conta il bonus, la forma del credito su saldo di BetFlag si capisce più in fretta di un premio a freebet condizionato a una multipla da cinque eventi.
Il baseball, in tutto questo, resta un mercato di nicchia servito da operatori generalisti. La conseguenza più utile non è una raccomandazione, è un’abitudine: aprire il palinsesto prima di aprire il portafoglio, controllare quanti mercati di baseball ci sono davvero e con quale quota, e ricordare che ogni giocata — bella, meditata o impulsiva — porta dentro quel cinque per cento circa che non appare mai sullo scontrino.
Domande frequenti sulle scommesse sul baseball in Italia
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, che è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e autorizzato evento per evento. Non esiste quindi un catalogo nazionale del baseball: la disponibilità di una partita di MLB dipende dal listino del singolo operatore e va verificata lì.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice da 16000 a 16051 legato a un sito .it, e si confronta la società indicata con quella dichiarata nelle condizioni d’uso dell’operatore. La presenza sull’elenco non dimostra però che il sito accetti scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa a partire da puntata e quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntando 10 € a quota 1,90 si incassano 19 €, con 9 € di guadagno netto. Nelle multiple le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e il rischio cresce con esse.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, la somma degli inversi è circa 1,053: la quota di payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Più alta è la somma degli inversi, più caro è il mercato.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore, il prelievo avviene alla fonte e chi incassa non deve dichiarare nulla: è però una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri, secondo l’Agenzia delle Entrate, andrebbero invece dichiarate come redditi diversi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale o mensile, come prevede l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo sette giorni, e l’autoesclusione blocca tutte le piattaforme autorizzate in Italia.
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