Scommesse mobile in Italia: le app dei concessionari ADM, dispositivo per dispositivo
Il conto lo apri in dieci minuti con lo SPID, la ricarica parte dal telefono, il palinsesto sparisce in tre tocchi. Poi resti in attesa davanti a una schermata che non dice quanto quaranta minuti di coda siano costati davvero. Dieci app italiane qui sotto fanno la stessa cosa con strumenti diversi, e distinguerle è il lavoro di questa pagina.

3 Novembre 2026 — verifica delle concessioni effettuata sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).
Dispositivi, schermi e il modo in cui si naviga davvero
Il mercato delle scommesse da telefono ha un pregiudizio incorporato, e va detto subito: chi lo progetta pensa a un uomo in piedi, in coda, con una mano sola libera. Da lì vengono le interfacce a tre tocchi, i saldi sempre visibili, le notifiche che arrivano mentre il portiere batte il rinvio. Chi scommette da un divano con un tablet in grembo e la partita sul televisore usa la stessa app in un modo che nessun designer ha in mente, ed è il primo motivo per cui due persone con lo stesso conto hanno opinioni opposte sulla stessa applicazione.

Le parole del mestiere non aiutano a sciogliere il nodo. «Scommesse da mobile», «scommessa mobile», «mobile app per le scommesse»: tre modi per dire che la schedina la compili su uno schermo invece che su un bancone con la penna legata alla catenella. Il prodotto non cambia. Cambia il contesto in cui lo usi, ed è lì che nascono le differenze che poi contano davvero: la mano libera, la batteria al 12%, il treno che entra in galleria proprio mentre stai confermando una multipla da quattro eventi.
L’app di un concessionario ADM è, giuridicamente, la stessa cosa del suo sito. Stessa concessione, stessa identificazione, stessi strumenti di limite, stesso collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi. Questo è il punto da cui partire quando si confrontano le applicazioni, perché cancella in un colpo la domanda più frequente: non esiste un «prodotto mobile» separato con regole proprie. Il canale cambia, il conto è lo stesso.
Se il vincolo è il denaro e non lo schermo, la scelta si sposta: conviene leggere la sezione sui bonus di primo deposito più avanti, perché è lì che le app si dividono in due famiglie molto distanti tra loro.
Touch ID, SPID, CIE: prima di scommettere c’è una porta
L’accesso è la prima cosa che un’app ti chiede di imparare, e le soluzioni sono più varie di quanto ci si aspetti. Sisal Matchpoint permette di entrare nel conto gioco con Touch ID, oltre che con le credenziali classiche, e da lì si piazzano le scommesse direttamente dal telefono. Al capo opposto, il conto Goldbet si apre con le credenziali di Goldbet — nessuna scorciatoia biometrica, ma nemmeno un doppio sistema da tenere allineato.

Chi non ha mai aperto un conto incontra il passaggio più serio nell’identificazione. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica con documento: il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la verifica dell’identità è la parte del processo che nessuna app può rendere divertente. Chi ha già lo SPID lo considera lavoro di due minuti; chi non ce l’ha e non ha mai richiesto la CIE scopre che la prima scommessa mobile costava una settimana di pratiche prima ancora di essere una scommessa.
Il pagamento è l’ultimo passaggio di quella porta, e anche qui le strade divergono. Il conto Lottomatica accetta PostePay e PayPal tra i metodi per depositi e prelievi, Goldbet fa la stessa cosa, bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay. Nessuna di queste combinazioni è migliore in assoluto: cambia l’attrito. Un bonifico ha orari, un portafoglio elettronico no.
Vale la pena fermarsi sui soldi che si spostano, perché l’app non lo dice mai in modo esplicito: i punti vendita ricariche che portano contanti sul conto di gioco — tabaccai, ricevitorie — possono versare solo su richiesta del titolare, con gli strumenti già registrati presso il concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non permettono prelievi. Chi pensa di ritirare un incasso passando dal tabaccaio sotto casa scopre il limite nel momento peggiore, cioè dopo aver vinto.
La classifica delle app ADM: su cosa si misura una applicazione per scommettere
Manca il numero di partenza. Una classifica onesta delle app di scommesse dovrebbe mettere in cima la voce che nessun operatore pubblica: quanto costa il mercato che stai giocando. Nessuna delle dieci schede qui sotto porta un margine, un payout o una quota, perché nessun operatore lo mette per iscritto nel proprio listino di app. Chi ti dice che un’app è «la migliore» senza quel numero ti sta vendendo la cosa che le app sanno fare meglio, e cioè la grafica.
Restano, come misure reali, le cose che un’app finalmente dichiara: quanti eventi offre, cosa fa che un sito non fa, con quali metodi si ricarica, con quali strumenti protegge il conto, e come chiude il quadro l’autoesclusione, che è l’unico strumento con un contenuto regolatorio duro alle spalle e vale la pena guardarlo per intero.
I criteri: cosa fa una buona app di scommesse su un telefono
Il primo metro è la copertura del palinsesto dichiarata dall’operatore stesso, non la sensazione di ricchezza della home. Sisal indica più di 1.000 eventi al giorno e oltre 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. bet365 parla di decine di migliaia di mercati live e di una Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi all’anno. Sono numeri di ordini di grandezza diversi, dichiarati da fonti diverse e non direttamente comparabili: servono a dire se una piattaforma ha un reparto live serio, non a stabilire una graduatoria fra i due.
Il secondo metro è la funzione che il bancone non ha. SNAI verifica un biglietto giocato al punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Lottomatica fa la stessa cosa con Bet Scanner. Sisal va oltre: si possono prenotare scommesse dal telefono e ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Questo è il ponte fra i due mondi, ed è la cosa che le app italiane hanno che le app straniere non hanno motivo di costruire.
Il terzo metro è il sostegno alla decisione, quella roba che non decide niente ma ti evita di scorrere per due minuti. Eurobet raccoglie le schedine in corso e concluse in una pagina My Bets. bet365 aggiunge statistiche sportive, notifiche personalizzate e un Live Golf Tracker. Chi gioca dieci schedine a settimana apprezza la prima cosa; chi insegue un torneo di golf minore apprezza la seconda. Nessuna delle due fa vincere, ed è bene ricordarlo ogni volta che una schermata promette «analisi».
Il quarto metro è il tipo di scommessa, e qui la sorpresa è che la varietà è più larga di quanto il calcio lasci immaginare. SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento. Eurobet allarga il palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese. Un lettore che cerca la quota sul vincitore di un’elezione trova pane in un’app e aria nelle altre.
Il quinto metro, quello che nessuno mette in vetrina, è che cosa fare quando la scommessa non è sportiva. Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca all’ippica i giochi di casinò e Sisal Tipster. I Virtuali di Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Chi apre l’app alle due di notte per un mercato che non esiste trova lì il suo prodotto — ed è un prodotto che in Italia ha una sua disciplina, con un’imposta calcolata in modo diverso da quella delle scommesse sportive. Ne parliamo nella sezione sulle regole.
La tabella del confronto
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul mobile |
|---|---|---|
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Verifica del biglietto cartaceo inquadrando il QR Code; conto gestito dall’app con più modalità di ricarica; assistenza sette giorni su sette |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID, CIE o registrazione classica; bonus di benvenuto sport pari al 100% del primo deposito, fino a 5.000 € |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Accesso con Touch ID; prenotazione delle scommesse e ricarica o prelievo nel punto vendita più vicino |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pagamenti con carta di debito, PayPal e Apple Pay; conto utilizzabile dal sito o tramite l’app |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Depositi e prelievi con PostePay e PayPal tra gli altri metodi; Bet Scanner per l’esito dei biglietti giocati in negozio |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Accesso con le credenziali di Goldbet; ricariche e prelievi con PostePay, PayPal e altri metodi |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Principali campionati nazionali ed europei, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
Un avvertimento sui codici, perché la tabella tenta di leggerli come una pagella. Il numero di concessione non misura niente: non è un voto di anzianità, non è una licenza più o meno solida, non dice quanto è grande l’operatore. È un identificativo di sito, e serve a una cosa sola — cercare quel numero nell’elenco pubblico dell’ADM e vedere se c’è. Quando un’offerta ti sembra stranamente generosa, il codice è l’unica riga della tabella che vale la pena verificare di persona.
Il secondo avvertimento riguarda la colonna di destra: nessuna di quelle voci è una promessa. Sono condizioni e funzioni come le descrive l’operatore, e la metà di esse si applica solo dopo che hai già aperto il conto. Un’app ricca di mercati e povera di strumenti di controllo è un’app che ti conosce meno di quanto dovrebbe.
Come funziona una scommessa sportiva da mobile
Il meccanismo è semplice al punto da sembrare ovvio, e proprio per questo quasi nessuno lo guarda in faccia. Una scommessa a quota fissa è un prezzo che accetti: se la giocata passa, ti tornano la puntata e il guadagno insieme. Su un’app la puntata si sceglie toccando un importo predefinito, ed è per questo che le scommesse da telefono sono mediamente più piccole di quelle giocate al bancone. Le cifre tonde che l’interfaccia ti mette davanti sono una forma di consiglio che nessuno ha chiesto.
Due mercati coprono la grande maggioranza di quello che si tocca su uno schermo. Il primo è l’esito finale, che in Italia si scrive 1X2: 1 la squadra di casa, X il pareggio, 2 la trasferta. Il secondo è il numero di goal, che si gioca come Under/Over su una linea — «oltre 2,5 gol», «meno di 2,5» — oppure come GG/NG, cioè goal/no goal, dove la domanda è se segnano entrambe. Sono mercati che non chiedono di indovinare il risultato esatto, e questo li rende più digeribili per chi scommette da un telefono mentre fa altro.
Poi c’è la struttura della giocata, e qui la scelta conta più di quanto sembri. La singola è una partita e una quota: la più trasparente, la più difficile da mascherare. La multipla lega più eventi nello stesso biglietto, tutte le selezioni devono passare, e le quote si moltiplicano fra loro. Il sistema è la via di mezzo: più giocate combinate in modo che un errore non bruci tutto il biglietto, con una spesa che cresce molto in fretta — ed è la ragione per cui i sistemi si trovano in app che poi ti chiedono di controllare il limite di spesa in registrazione. Non è una coincidenza.
Quanto paga una scommessa, però, si può dire con esattezza, e la formula è quella che vale per ogni singola di questa pagina: la vincita è pari alla puntata moltiplicata per la quota. Con 10 € su una quota di 1,85, se la giocata passa tornano 18,50 €, dei quali 8,50 € sono guadagno netto. Il conto è arido e va tenuto a mente proprio per questo: la quota non è una promessa di probabilità, è il prezzo che l’operatore ti riconosce se hai ragione.
Su una multipla il ragionamento cambia forma. Le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e la puntata si applica a quel prezzo. Due eventi a 1,85 danno una quota combinata di 3,42 (1,85 × 1,85), quindi 10 € giocati restituiscono 34,20 € in caso di esito positivo. Tutte le gambe devono passare; basta una sconfitta, anche di misura, e il biglietto vale zero. È la funzione che le app ti mettono davanti con più entusiasmo, ed è quella che paga di meno in termini di probabilità di incassare qualcosa.
Cosa dicono le quote sul margine del bookmaker
Nessuna app scrive il proprio margine accanto alla quota, e non è una dimenticanza. Per vederlo bisogna leggere tre prezzi dello stesso mercato in modo diverso da come li legge chi scommette, cioè come tre pezzi di un unico prezzo che l’operatore vende.
Si prende l’inverso di ogni quota, si somma e si ottiene la quota di puntate che il mercato restituisce. Su tre esiti a 2,00 il conto è elementare: 1 diviso 2,00 fa 0,5; tre volte 0,5 fa 1,5; la quota di restituzione è 1 diviso 1,5, cioè il 66,7%, e il margine è il restante 33,3% — un mercato da 1X2 a tre strade identiche, l’esempio da manuale che serve a capire il meccanismo e non una quota che troverai in palinsesto. Su un 1X2 reale le quote stanno più o meno a 2,50–3,40–2,80; l’inverso di ciascuna si somma a circa 1,05 e il payout che ne esce è intorno al 95%, con il libro che si tiene poco meno del 5%. La differenza tra un mercato e l’altro, e tra due operatori sullo stesso mercato, sta lì.
Perché questa è la pagina in cui il margine va nominato e non solo calcolato: nessuna delle dieci app qui sopra pubblica il proprio payout, e nessuna delle dieci schede che seguono porta un numero di margine. Chi vuole sapere quanto costa il proprio mercato deve fare il conto da sé, con le quote che ha davanti, oppure confrontare due operatori sulla stessa partita nello stesso momento. Le quote si muovono di continuo — un prezzo letto ieri non vale oggi — e per questo il calcolo va rifatto al momento della giocata, non ripescato da una tabella.
Concessioni, identificazione e la vigilanza dell’ADM
Il mercato italiano delle scommesse non è un mercato aperto, ed è la sua caratteristica più importante da capire. Non si apre un conto e si comincia a raccogliere giocate: servono una concessione statale, assegnata per gara pubblica, e un sito .it autorizzato. Il regolatore è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nella vulgata del settore si chiama ancora AAMS e che dal 2024 si inquadra nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024).
Quel testo ha ridisegnato il perimetro. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; e il bingo. Una concessione dura al massimo nove anni e non si rinnova (art. 6, comma 3), il concessionario deve essere una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, presentare un piano di investimento e impegnarsi sui limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata del rapporto (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — perché la concessione è legata al sito, non all’azienda.
Da qui nasce l’errore più comune di chi confronta app. Una riga nell’elenco non dimostra che quel concessionario offra scommesse sportive. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Chi vuole la certezza la prende dal sito o dall’app dell’operatore, dove il numero di concessione e la ragione sociale sono dichiarati nei termini. E il rovescio della medaglia: un brand che non compare fra le 52 righe non è per questo automaticamente fuori legge — semplicemente non è lì, come non ci sono, al 25 ottobre 2026, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.
Verificare un operatore con concessione ADM
Il controllo si fa in tre passaggi e non serve nessun intermediario. Si apre l’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM e si cerca il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini. L’elenco è legato a un dominio .it per ogni riga: se il numero non c’è, o se il sito su cui stai giocando non è quello della riga, la risposta è già arrivata.
Il secondo passaggio riguarda l’identificazione, che in Italia non è un dettaglio amministrativo ma la porta d’ingresso del conto di gioco. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati; SPID e CIE sono fra i metodi che alcuni operatori mettono a disposizione accanto alla registrazione con documento. Un lettore che apre il conto con lo SPID non incontrerà mai quella scadenza. Chi carica il documento e poi si dimentica della pratica scopre cosa significa «conto sospeso» nel giorno in cui prova a prelevare.
Il terzo passaggio è il più scomodo e riguarda ciò che un’app non ti mostrerà mai: l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibita l’accesso, entrambi pubblici. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: non cancellati, oscurati.
Sulla pubblicità il quadro è più severo di quanto il lettore si aspetti. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20% del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3): il divieto riguarda la promozione, non l’informazione.
L’applicazione non è uniforme. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica della norma). Esiste anche una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — ma resta una proposta: alla data di verifica il divieto è in vigore.
Cosa si può giocare davvero su un sito autorizzato
Il prodotto principale è la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede accanto ad essa il totalizzatore. Se qualche brand online offra concorsi pronostici sportivi non è dato sapere. Il concetto che governa tutto il resto è il palinsesto: l’articolo 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno in quel programma approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di giocata stiano nel palinsesto non è dato sapere, e non c’è un elenco consultabile dei mercati live.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’art. 2, lett. v): scommesse su eventi simulati al computer, corse di cavalli e altre competizioni mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori vivono lì, ed è la ragione per cui un’app di scommesse sportive ha dentro anche il calcio virtuale e i levrieri.
Sull’ippica conviene essere precisi, perché si tratta di due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, rientrano nell’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale sono un’altra voce (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) e richiedono una concessione propria. Se un brand prenda online i concorsi dell’ippica nazionale non è dato sapere.
Il live merita una riga a parte, per la ragione più banale: lo offrono tutti i grandi operatori e nessuno spiega come funziona davvero. Le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note e non esiste un elenco dei mercati live. Il «live» che vedi in app è quindi, per il lettore, una promessa senza contratto pubblico: quel che si può fare è leggere le condizioni sul mercato specifico prima di confermare.
C’è poi un gioco che quasi nessuno associa alle scommesse. L’exchange, o «punta e banca», è ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Le regole cambiano in modo sostanziale — la documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del settore del 2024 riporta che sui guadagni il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028.
Su due categorie vale la pena scrivere la parola «non so» invece di tacere. Sulle scommesse su eventi che coinvolgono minori esiste una delibera di un direttore dell’ADM, che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto includa gli esports non è dato sapere. E non esiste un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che mordono sono i limiti che il giocatore si dà e quello di deposito che sceglie in registrazione.
La tassazione delle scommesse sportive in Italia
Facciamo undici mesi fa, o un anno fa: la domanda «le vincite sono tassate?» arriva sempre dopo la prima vincita, mai prima della prima scommessa. La risposta breve è che il giocatore non paga nulla sui soldi pagati da un concessionario ADM, perché l’imposta è a carico del concessionario e opera alla fonte: ricevi la somma netta e non dichiari niente. Questa lettura è quella riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per qualunque caso reale la conclusione resta la stessa: consultare un commercialista.
L’imposta che l’operatore versa è l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5% se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5% se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite versate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43% e al 47%. Gli eventi simulati pagano il 24,5% su quanto raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21% e al 25% non è entrata in vigore. Se gli accrediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
La divaricazione tra 20,5% e 24,5% spiega una cosa che altrimenti sembra casuale: un’app conviene all’operatore più di una ricevitoria, e la pressione commerciale sul canale mobile non è un capriccio grafico. Per il giocatore la differenza è invisibile, perché non compare nella quota; per l’operatore è la ragione per cui l’app è il canale su cui investe.
Per chi gioca fuori dal perimetro ADM la disciplina si ribalta. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». È il modello di tassazione che cambia, non un dettaglio.
Giocare responsabile: cosa serve sapere prima di aprire il conto
La parte che nessuna app mette nella prima schermata è quella che decide se un conto resta un passatempo o diventa un problema, e in Italia non è affidata al buon cuore dell’operatore: è scritta in una legge. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede gli strumenti — limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo determinato, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore con protocolli approvati dall’ADM (lett. b); messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno (lett. f). L’articolo 15, comma 2 aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2% dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Quel che rende la norma concreta è il momento in cui ti viene chiesto di scegliere. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo serve un’attesa di sette giorni. La figura del limite che l’ADM fissa nella gara non è nota. Il lettore che vuole capire come si comporta davvero una piattaforma guardi lì: il ritardo di sette giorni è un deterrente progettato, non un disservizio, e vale molto più di qualsiasi promessa di «gioco controllato» scritta in una home page.
Cosa significa autoescludersi e come funziona il RUA
L’autoesclusione è l’unico strumento di questa pagina che non ha sfumature. Dal 2018 esiste il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, che blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche: una volta dentro, il blocco non si aggira scegliendo un altro operatore, perché gli operatori con concessione sono tutti collegati allo stesso registro.
Le durate e le forme sono quelle che gli operatori scrivono nei propri termini. Admiralbet indica l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026, secondo quanto riporta una testata di settore, le forme parziali di esclusione partono con durate da 7 a 270 giorni, oppure indeterminate con revoca possibile dopo nove mesi. Le due cose convivono: il perimetro delle durate che l’operatore descrive e le forme parziali che il settore riporta come avviate nel 2026.
Il punto che un lettore deve tenere a mente è l’altro lato del confine. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e chi si è autoescluso lì non è protetto da nulla. Un blocco che funziona su tutta la rete legale e su nessuno dei siti oscurati è un blocco a metà, ed è la ragione per cui la scelta di dove aprire il conto viene prima di qualunque altra.
Chi ha bisogno di parlare con qualcuno trova un numero gratuito: per i residenti in Italia gli operatori indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una linea pubblica, non un servizio dell’operatore, e non richiede di spiegare niente a nessuno prima.
Gli strumenti di controllo dentro le app
La teoria legislativa si giudica da come si presenta sullo schermo, e qui le app si dividono in due modi di intendere la tutela. Il primo è la tutela come scelta obbligata. In registrazione Admiralbet chiede di impostare i limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; il limite ridotto ha effetto immediato, quello aumentato dopo sette giorni. È una richiesta che arriva prima che tu abbia un conto, e si sente.
Il secondo modo è la tutela come pannello che apri quando vuoi. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia la stessa app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La differenza rispetto al primo modello non è nella quantità di funzioni, è nel momento: un limite che scegli quando stai vincendo vale più di dieci che imposti quando hai già perso, e il modello che ti obbliga a scriverlo subito ha un vantaggio strutturale su quello che si fida della tua buona volontà.
Vale la pena dire cosa manca, perché è la cosa che un lettore cerca in ogni app e non trova. Nessun operatore pubblica il margine dei propri mercati, e quindi nessuna app ti dice quanto costa giocare. Un’app perfettamente trasparente sui limiti di deposito e perfettamente opaca sul prezzo che applica resta un buon posto dove mettere un tetto alla spesa e un posto qualunque per decidere se giocare.
Le dieci app di questo confronto
Le schede che seguono descrivono cosa ogni applicazione mette sul tavolo e a chi serve, con una regola di lettura: i codici di concessione vengono dall’elenco ADM, tutto il resto dai termini e dalle descrizioni degli operatori. Nessuna scheda ti dice che un’app è la migliore in assoluto, perché quel titolo non esiste. Esiste l’app giusta per un modo di scommettere, e spesso non è quella che ha il bonus più grande in vetrina.
SNAI — il conto si gestisce dal telefono e il negozio resta collegato
SNAI compare nell’elenco dell’ADM con la concessione n. 16032 a Snaitech Spa. La sua app sportiva copre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e offre la funzione Cash Out per chiudere una schedina prima della fine dell’evento. La profondità dei mercati secondari è la parte che distingue questa app: chi cerca il numero dei tiri in porta di una singola squadra trova il mercato, cosa che su molte app semplicemente non esiste.
Il legame con la rete fisica è la seconda gamba. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket; il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità; l’assistenza è indicata a disposizione sette giorni su sette. Per i nuovi utenti dell’app c’è un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Del bonus non conosciamo né l’importo né i requisiti di puntata, e questo è il tipo di silenzio che un lettore deve interpretare come «da leggere nei termini prima di ricaricare», non come «regalato».
Dove questa app vince il confronto è nella continuità: il biglietto di carta resta leggibile dallo schermo, il conto si amministra dal telefono, il negozio non diventa un mondo separato. È la scelta naturale per chi gioca abitualmente in ricevitoria e vuole un’app che non gli chieda di rinunciare a quel giro di cose.
BetFlag — conta con SPID o con la CIE, e il primo deposito vale fino a 5.000 €
Betflag S.p.a. compare con la concessione n. 16008. La registrazione è la caratteristica su cui vale la pena insistere: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica con documento, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Per chi è già dentro il sistema SPID l’apertura è questione di minuti; per chi non lo è, questa app è quella che ti costringe a fare le pratiche per bene prima della prima puntata.
Sul fronte dell’offerta, il Welcome Bonus Sport è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il tetto è alto, ed è esattamente la ragione per cui va guardato con attenzione: un bonus di quella forma, accreditato sul conto, non è denaro che si preleva alla prima vincita. Un bonus accreditato sul saldo è denaro che si gioca, e chi ricarica 2.000 € pensando di poterli ritirare liberamente domani ha frainteso la natura dello strumento. Prima di scegliere l’importo conviene leggere i requisiti di puntata che l’operatore applica — sono la variabile che cambia tutto il valore dell’offerta.
La coerenza fra identificazione forte e bonus generoso non è una coincidenza difensiva: è la stessa politica. BetFlag è la scelta di chi non ha fretta di aprire cinque conti, e preferisce un percorso di verifica serio a un accesso facile.
Betsson — pre-match, live e i mercati che coprono il resto
Betsson, con la concessione n. 16027 ad Azzurri Limited, porta un’app che copre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il repertorio è quello dell’operatore internazionale che ha dovuto adattarsi al perimetro italiano: ampio, ma con una attenzione particolare alla copertura delle tipologie di giocata più usate da chi scommette da telefono.
È la scheda più difficile da commentare, e va detto. Non ci sono qui funzioni distintive che un’altra app non abbia, né strumenti particolari che la separino dalle concorrenti. Quello che offre è una copertura dichiarata ampia sul pre-match e sul live, l’insieme di mercati base e derivati che un giocatore esperto si aspetta di trovare, e un’app che fa il suo lavoro senza inventarsi un’identità. Per un lettore che scommette su mercati standard, in un numero di eventi alto ma non estremo, e non cerca né il casinò né le funzioni di scansione dei biglietti, questo è un pacchetto sobrio.
Il verdetto, quindi, è un verdetto di sufficienza piena e niente di più: se il criterio è «voglio una app che copra tutto il calcio e mi lasci giocare quello che voglio giocare», Betsson risponde. Se il criterio è «voglio una cosa che le altre non hanno», allora questa non è la scheda giusta e conviene guardare più avanti.
Sisal — il ponte fra l’app e il punto vendita
Sisal Italia S.p.a. è in elenco con la concessione n. 16020. L’app Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile: un dettaglio di usabilità che sembra piccolo e che chi scommette ogni giorno sente. Sul palinsesto, l’operatore indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. È la dichiarazione più esplicita fra quelle disponibili, ed è quella che rende la versione mobile di questa app la più completa sul lato visione.
La parte che vale davvero, però, è il rapporto con la rete vendita. Con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. A questo si aggiungono oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto serve essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
La crescita, però, ha un prezzo che il lettore paga da solo: un palinsesto di quella ampiezza premia chi ha un metodo. Chi scommette a caso con lo stesso entusiasmo su calcio, trotto e virtuale in una sera non sta usando meglio l’app di chi ne usa un decimo. Ed è il caso di dirlo forte: un catalogo enorme non è un’informazione.
StarCasinò — il calcio come seconda offerta
StarCasinò, concessione n. 16026 ad Azzurri Limited, è la scheda che questa pagina deve leggere con più attenzione, perché l’app dichiara di permettere di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L’ordine delle parole non è casuale: il casinò è il primo prodotto, lo sportbook è la porta accanto. Di questa app sappiamo quello, e su altri aspetti — registrazione, limiti, autoesclusione, metodi di pagamento — non abbiamo nulla da aggiungere oltre a quanto la concessione n. 16026 già stabilisce.
Chi cerca «la migliore app di scommesse» non troverà qui il suo posto: l’app non promette una profondità di palinsesto che non ha dichiarato, e la scelta di un titolo principalmente casinò-first comporta un prodotto sportivo pensato per essere un’alternativa, non il centro della scena. Un lettore che però passa metà del tempo sulle slot e vuole poter piazzare una giocata sul derby senza cambiare applicazione ottiene esattamente questo, con l’accortezza di ricordare che i due prodotti hanno imposte, dinamiche e tetti diversi.
Se il criterio è la specializzazione sportiva, questa è la scheda da saltare. Se il criterio è non avere due applicazioni sul telefono, è la scheda che risolve il problema con l’intrattenimento prima della scommessa.
AdmiralBet — i limiti impostati in registrazione
Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione n. 16048. L’elemento che caratterizza questa scheda è la registrazione: AdmiralBet chiede in quel momento limiti personali su ricarica, spesa e tempo di gioco, validi su base quotidiana, settimanale e mensile, e stabilisce che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo sette giorni. È l’unica delle app di questa pagina di cui conosciamo per intero il percorso di auto-imposizione, ed è un elemento che pesa.
L’offerta commerciale è modesta rispetto al campo: l’app indica un Bonus prima ricarica Scommesse fino a 500 € di Real Bonus, e un’assistenza clienti attiva tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00. Cinquecento euro sono una cifra credibile, e chi ha memoria di certe vetrine da 5.000 € apprezza la differenza. La finestra di assistenza, invece, non copre la notte — un dettaglio che conta per chi gioca dopo mezzanotte e scopre che il canale è chiuso proprio quando serve.
Il punto forte di questa scheda non è il bonus, però. È che i tre limiti li hai già scritti quando l’app ti presenta la prima quota, e la settimana di attesa per alzarli rende quell’impostazione una decisione presa una volta, non un parametro da rinegoziare ogni sera. Per un lettore che vuole una protezione che non dipenda dalla sua forza di volontà, qui c’è l’unica risposta strutturata del confronto.
bet365 — la profondità dei mercati live e la Diretta TV
bet365, concessione n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc, è il caso in cui la scala è la caratteristica. L’app parla di decine di migliaia di mercati live e di una Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Sono numeri che nessun’altra scheda di questa pagina avvicina, e vanno letti per quello che sono: una dichiarazione sulla quantità di cose che si possono giocare e guardare, non sulla generosità delle quote. Nessun margine, nessun payout viene pubblicato.
Sul fronte degli strumenti di controllo, l’app indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. I pagamenti passano per carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app.
Il conto che va fatto, allora, non è «quanti mercati ci sono» ma «quanti ne servo». Un Live Golf Tracker è una funzione straordinaria per la persona giusta e un peso morto per tutti gli altri, e un palinsesto di decine di migliaia di mercati live rende ogni scheda più ricca e ogni decisione più lenta. Chi vive di giocate su eventi che nemmeno il calendario televisivo copre trova qui una profondità che altrove non esiste. Per tutti gli altri è un’app che rende la scelta più difficile di quanto la scommessa richieda.
Lottomatica — i pagamenti comodi e i Virtuali
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) detiene la concessione n. 16010. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Sul versante delle funzioni, Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. La copertura sportiva va da Serie A, Serie B, Champions League e Premier League a F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire live la partita.
La combinazione PostePay più PayPal è la più amichevole del confronto per chi non ha una carta di credito o non vuole usarla per giocare: sono due strumenti che in Italia si padroneggiano da anni, e la differenza si sente il giorno in cui devi prelevare e scopri che il metodo della ricarica non è quello del prelievo.
Il dettaglio dei Virtuali non va liquidato come riempitivo. Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio sono giocate di ippica virtuale con una struttura diversa da quella di un 1X2, e si giocano su un prodotto che ha una sua disciplina fiscale. Per un lettore che vuole capire la differenza tra scommessa sportiva ed evento simulato, questa app è il posto più comodo per farlo — con la consapevolezza che si sta giocando un’altra cosa, non la stessa cosa in formato piccolo.
Goldbet — il conto unico tra sito e app
Goldbet, concessione n. 16009 alla stessa Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) di Lottomatica, permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.
Il fatto che due brand di questa lista facciano capo alla stessa società è la cosa più istruttiva della scheda, e non per il motivo che si immagina. Non significa che le due app siano identiche: significa che il conto che apri è legato a quel brand, e che il codice di concessione identifica un sito, non un gruppo. Un lettore che apre un conto su uno e uno sull’altro si trova con due conti, due limiti di deposito e — questo è il punto che di rado si considera — due volte la stessa registrazione, la stessa identificazione e lo stesso percorso.
Il bonus di benvenuto, di cui non conosciamo importo né requisiti, è la parte meno interessante. La parte interessante è che qui la scelta tra due app dello stesso gruppo non si fa sul prodotto, che è lo stesso, ma sulla comodità: chi ha già le credenziali Goldbet non ha nulla da imparare, mentre chi arriva da un altro operatore parte dall’inizio come su qualunque altra app.
Planetwin365 — la copertura dei campionati e la larghezza degli sport
Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la dichiarazione più dettagliata su quali campionati sono coperti, e in un confronto in cui quasi tutti dicono «tutti i principali campionati» il dettaglio ha un valore pratico.
Il lettore che segue la Serie C lo sa già: le coperture dichiarate «tutti i principali campionati» spesso si fermano alla B, e un app che nomina la C e la Coppa Italia dice qualcosa di verificabile. Lo stesso vale per il numero di sport: più di 20 tipologie con risultati in diretta è un perimetro dichiarato, e un perimetro dichiarato è più utile di un aggettivo.
Non c’è molto altro nella scheda, e non è un difetto: una app che dice chiaramente cosa copre e con quali risultati aggiornati risolve il novanta per cento delle domande di chi scommette su campionati e sport meno gettonati. Le funzioni di contorno non sono meno ricche di quelle delle concorrenti; qui mancano piuttosto le cose che altri mettono in vetrina, e per un certo tipo di giocatore è un sollievo.
Due strade, due portafogli: scegliere l’app giusta per sé
La scelta tra le dieci applicazioni si riduce, alla fine, a quale delle due strade riconosci come la tua. La prima è quella dello sport come unico prodotto: SNAI, BetFlag, Betsson, bet365, Lottomatica, Goldbet e Planetwin365 stanno lì, con differenze che riguardano la ricchezza dei mercati, la copertura dei campionati e il legame con la rete vendita. La seconda è quella di chi vuole un’app dove lo sport convive con altro: Sisal con i suoi virtuali e i suoi punti vendita, StarCasinò con le slot, Lottomatica con l’ippica virtuale.
Su questa seconda strada la parola «app di scommesse» diventa ambigua, e vale la pena dirlo con chiarezza: un’app che offre anche slot e live casinò non è una app di scommesse con qualcosa in più, è un’app di gioco con qualcosa dentro. Chi vuole solo scommettere sportivo e non ha mai toccato un rullo trova nella prima famiglia tutto quello che serve, e un contorno più magro di tentazioni. Chi invece considera il casinò parte del proprio intrattenimento ordinario fa meglio a scegliere un’app che lo dichiari, piuttosto che scoprire la sezione slot tre mesi dopo.
La seconda discriminante è meno evidente e più costosa: il tetto che ti dai. Se vuoi che l’app stessa ti metta un limite addosso alla registrazione, AdmiralBet è la scheda che lo fa per intero, con i tre limiti giornalieri, settimanali e mensili e la settimana di attesa per alzarli. Se vuoi gli strumenti ma preferisci decidere tu quando aprirli, la scelta si allarga alle app che offrono periodi di pausa, limiti di versamento e autoesclusione come pannello. Nessuna delle due impostazioni è sbagliata; sono due rapporti diversi con la propria disciplina, e la maggior parte delle persone sa quale dei due le somiglia.
Resta un’ultima discriminante, quella che il mercato non pubblicizza: il prezzo che paghi per giocare. Nessuna delle dieci app dice quanto costa il proprio mercato, e quindi nessuna delle dieci merita di essere scelta sulla base di quello che dichiara. Quel che puoi fare è misurare: prendi tre quote dello stesso 1X2 su due app, fai il conto degli inversi, e guarda quale delle due ti restituisce di più. Dieci minuti di aritmetica ti daranno una risposta che nessuna recensione può darti, perché nessun operatore ha interesse a pubblicarla.
Domande frequenti sulle scommesse mobile in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei propri termini nell’elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, che lega ogni riga a un sito .it. Se quel numero emerge, il dominio autorizzato è quello della riga; la concessione è per sito, non per azienda.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota: con 10 € a quota 1,85 tornano 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto. Su una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un solo prezzo, quindi due eventi a 1,85 danno 3,42 e 10 € restituiscono 34,20 €.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prende l’inverso di ciascuna quota dello stesso mercato, si somma e si ottiene la quota di puntate restituita; il margine è quel che manca al 100%. Su un 1X2 con quote intorno a 2,50, 3,40 e 2,80 gli inversi sommano a circa 1,05, il payout è intorno al 95% e l’operatore trattiene poco meno del 5%.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: ridurlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. AdmiralBet chiede inoltre in registrazione limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco (quotidiani, settimanali e mensili). Il limite che l’ADM fissa nella gara non è pubblico.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le somme pagate da un concessionario ADM arrivano nette, perché l’imposta è a carico dell’operatore e opera alla fonte: la posizione riportata dalla stampa di settore è che il giocatore non dichiari nulla. Non è consulenza fiscale: per il proprio caso conviene consultare un commercialista, anche perché sui siti senza concessione le vincite sono redditi diversi.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non produce alcun effetto; è soggetto a inibizione a livello DNS e alla ricomparsa in mirror, e l’ADM richiama la Legge 401 del 1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi. Il conto resta privo di vigilanza ADM e di limiti obbligatori.
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