Testa a testa scommesse 2026, guida al mercato che ha una sola partita
Aggiornato al 3 Novembre 2026; concessioni e codici di concessione verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Chi cerca questa giocata di solito ha già una mezza idea e un dubbio preciso: due nomi, un evento, una quota sola, e cosa succede se l’incontro finisce in parità. Il testa a testa è il mercato più semplice dell’intero palinsesto e insieme quello su cui si legge meno. Due squadre, due esiti, nessun pari. Tutto qui. E proprio per questo è il posto dove si vede meglio quanto costa davvero il prodotto che stiamo comprando, perché non c’è nessun terzo esito a confondere le acque: la quota che leggete è esattamente il prezzo che il bookmaker vi fa, e la differenza tra due prezzi è la differenza tra due conti.
I concessionari ADM che trovate più avanti sono dieci, in un ordine che è quello dei codici di concessione e non una classifica. Nessuno di loro è obbligato per legge a offrire le scommesse sportive — l’elenco di ADM dice chi ha una concessione, non cosa ci fa dentro — quindi la sorpresa arriva sempre dal lato del prodotto, non dal lato del permesso.
Che vuol dire testa a testa nelle scommesse
Il testa a testa è una scommessa a quota fissa su un confronto diretto tra due contendenti: scegliete uno dei due, e vincete o perdete con lui. Nel calcio arriva quasi sempre nella forma del mercato 1X2 letto a due, cioè esclusa la X: si gioca la squadra di casa per vincere o la squadra ospite per vincere, e il pareggio fa perdere entrambe. Nel tennis, nella pallavolo, nel basket a eliminazione o in un incontro di boxe il mercato esiste in natura, perché un pareggio non è previsto dal regolamento della disciplina. La logica è identica, cambia solo chi decide cosa sia un esito.
In inglese l’avrete visto scritto come head to head, match bet o head-to-head betting, e in una schedina italiana lo trovate sotto l’etichetta Esito Finale quando serve l’intero 1X2, oppure sotto Testa a testa o Vincente incontro quando il pari non è contemplato. Una distinzione che conviene tenere a mente è quella tra il testa a testa vero e il DNB, il draw no bet: lì il pareggio non fa perdere, la puntata torna indietro. Sono mercati diversi, con quote diverse, e in un confronto tra offerte la differenza non è un dettaglio da nota a piè di pagina.
Le regole di liquidazione le trovate nel regolamento scommesse di ogni singolo operatore e non sono uniformi. A parità di nome del mercato ci sono bookmaker che rimborsano la puntata se l’evento viene rinviato oltre le 48 ore e altri che la tengono ferma per giorni aspettando il recupero. In un testa a testa su un incontro di tennis il ritiro di un giocatore può valere la quota riportata a 1,00, può valere puntata rimborsata, può valere sconfitta: tre esiti diversi con lo stesso nome sul biglietto. Chi affronta questo mercato per la prima volta tende a leggere la quota e saltare la pagina «Regole scommesse». È il contrario di quello che conviene fare, perché il testa a testa è il mercato che lascia meno margine alle interpretazioni proprio nel momento in cui ne chiede di più.
Sul palinsesto ADM la questione dello sport disponibile ha un vincolo preciso. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e di tipologie di giocata che il concessionario predispone e che ADM approva, e una scommessa si può accettare solo sugli eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quello che un testa a testa sul campionato estone di tennis da tavolo ci dice, e ce lo dice con una certa eleganza involontaria, è che il catalogo non lo decide il gusto del bookmaker ma la firma su un provvedimento: una partita che non è nel palinsesto non è una partita su cui si può scommettere, per nessuno, online.
Formato di gioco, mercato e copertura
Il testa a testa è il mercato più coperto del palinsesto e nello stesso tempo il più stretto. Nel calcio lo trovate su ogni partita di Serie A, di Serie B, di Champions League e di Premier League, insieme all’1X2, agli Under/Over, al GG/NG, ai marcatori, ai Multigol, ai cartellini e ai rigori — l’app Lottomatica indica proprio questa copertura per il suo comparto sportivo, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire il live. Fuori dal calcio la copertura si restringe di colpo. Il tennis regge, il basket regge, la pallavolo e il tennis tavolo reggono, ma su questi ultimi due il testa a testa resta di fatto l’unico mercato proposto con una quota che abbia un senso, come si vede dal palinsesto quotidiano di Planetwin365.
La variante che sposta il testa a testa dal campo del pre-match a quello della partita in corso è il live. Lì la quota si muove con l’incontro e il confronto tra due operatori diventa molto più interessante, perché un bookmaker può essere più generoso sul pre-match e più stretto in-play, o viceversa, e la differenza tra i due prezzi vale più del bonus che state inseguendo. L’app Betsson copre pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo, e le quote e i risultati arrivano in tempo reale. Un testa a testa giocato al 60′ sullo 0-0 non è la stessa scommessa di quel mercato alle 15:00, anche se il nome sul biglietto è lo stesso.
Margine, payout e la quota che leggete
Una quota decimale non è una previsione, è un prezzo comprensivo di commissione. Su un mercato a due esiti con 1,90 da una parte e 1,90 dall’altra, la somma degli inversi è 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90, cioè 1,0526. Il payout di quel mercato è l’inverso, quindi il 95,0 %; il margine è quel che resta, il 5,0 %. Il band è stretto, e la condizione conta: vale per una quota di 1,90 per parte. Se le due teste del mercato salgono a 1,95 ciascuna lo stesso conto dà un payout del 97,5 % e un margine del 2,5 %, se scendono a 1,80 il payout precipita all’89,1 % e il margine sale al 10,9 %. È la stessa partita, lo stesso sport, lo stesso giorno: quello che cambia è solo quanto il bookmaker si tiene, e nel caso peggiore si tiene il doppio del caso buono.
Il testa a testa a due esiti non ha una X tra i piedi, e questo lo rende il mercato migliore per fare il conto del margine senza dover aggiungere una terza quota alla somma. L’altro modo di leggere la stessa cosa, che è quello che usano i fogli di calcolo dei professionisti, è la percentuale di ritorno: su qualunque scommessa il ritorno è dato dalla puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su 100 € a 1,90 la vincita è 190 €, di cui 90 € sono profitto. Su un mercato al 95 % di payout, se almeno un quinto della differenza non vi torna indietro sotto forma di quota migliore, state pagando il prodotto più di quanto valga.
E qui c’è una buona notizia che il mercato italiano non reclamizza abbastanza: su un evento approvato e su una quota fissata al momento della giocata, la vincita è quella, e non dipende da quanto era grande il banco dall’altra parte. La legge italiana richiama esattamente questo meccanismo, e lo richiama perché è il cuore del prodotto: la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Se quella quota sia stata costruita con un margine del 2,5 % o del 10 % è un problema del giocatore, non una variabile della liquidazione.
La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
Un chiarimento che vale più di tutta la classifica: una concessione non è una raccomandazione. L’elenco di ADM dice chi è autorizzato a raccogliere giocate in Italia, non quanto sia buono quel bookmaker, non quali mercati abbia, non se abbia le scommesse sportive. Ci sono concessionari che vivono di casinò e tengono un comparto sportivo per completezza. Altri hanno un palinsesto ricco e un’app mediocre, ed è il caso più frequente in questa lista. L’ordine che segue è quello dei codici di concessione, che è oggettivo e non discutibile, e non l’ordine in cui li consiglierei, che invece lo sarebbe.
Come li abbiamo valutati
I criteri sono quattro, e non hanno lo stesso peso. Il primo è il mercato: che tipi di giocata potete fare lì dentro, se c’è il singolo, la multipla, il sistema, se il testa a testa sta in una sezione larga o in una pagina sola. Il secondo è il costo dell’offerta di benvenuto: un bonus che si sblocca con un giro di tre volte il deposito in sette giorni è una cosa, un bonus che scade dopo sette giorni e diventa prelevabile solo con una multipla da cinque selezioni a quota minima 5,00 è un’altra. Il terzo è il meccanismo di uscita, cioè cash out, streaming e strumenti di gioco responsabile, che è quello che determina se il conto si usa una volta o si usa tutto l’anno. Il quarto è la trasparenza: numero di concessione, società concessionaria e regolamento scommesse pubblicati e leggibili.
Quello che non entra tra i criteri sono velocità di pagamento, qualità dell’assistenza e frequenza di quota bloccata a metà giocata: sono le tre cose che decidono davvero l’esperienza e sono anche le tre su cui non ho numeri pubblici da citare. Chi ve le vende come dati misurati sta misurando la propria esperienza, non la vostra.
La panoramica delle concessioni
La tabella qui sotto raccoglie quello che ciascun operatore dichiara nelle proprie condizioni e l’indicazione più concreta e più noiosa di tutte: chi risponde al suo conto se qualcosa va storto.
| Brand | Numero e società di concessione ADM | Cosa dicono i termini dell’operatore sulla giocata |
|---|---|---|
| NetWin | 16035, Netwin Italia S.p.a. | Sblocco del bonus con giro di 3 volte il deposito in denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento |
| William Hill | 16044, William Hill Malta Plc | Bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, in tranche da 10 € legate a multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5,00 |
| Sisal | 16020, Sisal Italia S.p.a. | Nelle giocate proposte figurano Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, oltre a tiri in porta, rigori ed espulsioni |
| Planetwin365 | 16007, Pwo S.p.a. | Diretta streaming con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| bet365 | 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che unisce i mercati più popolari in una sola giocata, pre-match e live |
| AdmiralBet | 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione richiede di impostare limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, giornaliero, settimanale e mensile |
| Betsson | 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo |
| Lottomatica | 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Copertura su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quotazioni e risultati in tempo reale |
| Goldbet | 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; tra i mercati calcio 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal e minuto del primo goal |
| SNAI | 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out |
Due curiosità che la tabella mostra e che vale la pena leggere per intero. La prima è la doppia concessione: Lottomatica e Goldbet hanno lo stesso numero di società, la Goldbet Better Organization Italy S.p.a., perché sono due siti di uno stesso gruppo — e i codici di concessione differiscono di una unità, 16010 contro 16009. Chi crede di avere due alternative ha in realtà una scelta sola con due interfacce. La seconda è il solo dato che una tabella di questo tipo non può mai dare: un sito può stare in elenco, avere la concessione e poi impegnarsi su un comparto diverso dalle scommesse sportive, perché ADM rilascia concessioni per categoria di gioco e non per prodotto, e l’elenco non ha una colonna che dica per cosa. Prima di aprire il conto, il posto dove guardare non è l’elenco: sono i termini dell’operatore, dove sta scritto il numero di concessione e la società che lo porta, e il modo in cui quel numero è pubblicato.
NetWin: il bonus che costa tre giri sul deposito
NetWin è un concessionario con una meccanica di sblocco la cui architettura si legge tutta in una riga e mezza. Il bonus Sport-50 chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo sono fuori. Il deposito richiesto sta dichiarato nel nome dell’offerta e nel termine dei sette giorni: quanto depositate determina quanto dovete rigiocare. Su un deposito da 50 € il giro da tre volte significa 150 € di scommesse, ma non in una giocata sola, perché ogni multipla deve avere almeno tre eventi con quota minima 2,00 ciascuno.
Il conto si fa in un minuto e va fatto. Un deposito da 20 € produce 60 € di turnover minimo, quindi con una multipla da 20 € bastano tre puntate, ma serve che ciascuna multipla abbia quota totale almeno 10,00 e almeno 3 eventi a quota 2,00 per evento: le tre puntate devono essere tre multiple di pari peso. Un deposito da 50 € sale a 150 € di turnover, quindi cinque puntate da 30 €, o quindici da 10 €, e il numero di biglietti astronomicamente cresce se le giocate sono piccole. Quello che rende il conto pesante non è il moltiplicatore, che tre è basso, ma la combinazione quota minima per evento e numero minimo di eventi. Costruire una multipla da tre eventi a quota 2,00 vuol dire accettare tre prezzi che il bookmaker ha fissato, non tre prezzi che avete scelto voi.
C’è poi una seconda coda che nel bonus medio non c’è. Dopo il giro di tre volte, NetWin chiede un ulteriore rigioco in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1,50 per evento e quota totale di almeno 5,00, sul solo mercato Esito Finale 1X2, entro 3 giorni. È una clausola singolare: obbliga a giocare proprio il mercato di cui parla questa pagina, su una struttura di quattro eventi e con una finestra di tre giorni per costruirla. Un conto con una concessione e un bonus così non è un cattivo conto: è un conto che chiede di pianificare le giocate prima di depositare e non dopo.
Sul lato della copertura, il bonus copre fino a 100 € per singola scommessa e l’eccedenza va coperta con il saldo reale, e il cash out non è disponibile sulle giocate piazzate in tutto o in parte con fondi bonus. Quest’ultima riga è quella che decide: un giocatore che usa il cash out come strumento ordinario di gestione — chiudere la giocata al 70′, ridurre la perdita su un live andato male — si trova con la funzione disattivata su tutta la parte di giocate fatte con il bonus, cioè esattamente sulla parte che gli serve giocare per sbloccarlo. La struttura del turnover e la disattivazione del cash out sono due clausole che stanno bene insieme solo dal lato del bookmaker.
William Hill: tranche di bonus e prima giocata obbligata
William Hill è il concessionario con l’offerta dal disegno più articolato, ed è quello che merita più attenzione proprio per questo. Il Benvenuto Sport assegna un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € fatto con carta o PayPal, depositato entro 7 giorni. Il bonus non arriva intero: è erogato in tranche da 10 €, legate a multiple di almeno cinque selezioni con quota minima 5,00 giocate con denaro reale.
Le tranche sono il punto che va capito bene. Chi versa 20 € e riceve 20 € di bonus in due pacchetti da 10 € deve giocare non una ma due multiple da almeno cinque selezioni a quota minima 5,00, e non è finita, perché il bonus cash scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile solo dopo una giocata su multipla di almeno cinque selezioni con quota minima 5,00. Depositare tutto e subito il centesimo in più del minimo, senza un piano di giocate, è il modo più rapido per far scadere una parte del bonus in cassaforte chiusa.
Sul lato dei metodi di deposito c’è un’altra limitazione che vale quanto la clausola di rigioco: i primi depositi fatti con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. Se il vostro rail preferito è uno di questi, il Benvenuto Sport semplicemente non esiste per voi, qualunque cosa dica la pubblicità — e questo è il punto in cui la scelta dell’operatore si decide prima di guardare la quota. La buona notizia è che i metodi tradizionali funzionano: carta e PayPal sono esplicitamente ammessi.
Il dettaglio tecnico che interessa a chi scommette davvero è dove finiscono le vincite. Su William Hill l’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni singola scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo su scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio, e le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte: in caso di vincita si incassa solo la vincita netta, non la vincita più la parte giocata. È una distinzione che sulla singola non si sente, sulla multipla fa la differenza, ed è il motivo per cui conviene giocare il bonus su mercati con quote decenti e non su una quota a 1,20 per «consumarlo». Sempre da queste parti c’è anche l’Extra Bet Club, una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A fino a 100 € per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0 — un’offerta di continuità, che vale la pena leggere solo se avete già intenzione di giocare quel tipo di biglietto.
Sisal: mercati con i propri nomi
Sisal gioca una partita diversa da tutti gli altri: invece di incoraggiare il prodotto con il moltipicatore, prova a distinguerlo con il nome. Nel comparto scommesse l’app propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal / No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il punto è che un testa a testa il quale vi lascia indifferenti su un conto può cambiare molto su un altro, e nel caso di Sisal la copertura stretta intorno al calcio è in certi casi più uno svantaggio che un vantaggio. Supercoppia e Supercombo sono giocate composite che chiedono una descrizione per essere capite: chi rischia una puntata su una combo di goal e cartellini ha una probabilità che vale la pena calcolare, e chi non lo fa sta giocando una multipla senza saperlo. La Supercoppia chiede un’interpretazione: è una struttura che unisce due partite, e vale la pena verificare nel regolamento se la quota comprende l’intera struttura o è legata a un evento principale.
Per chi cerca la varietà e non la quota più alta del mercato, l’offerta di Sisal è probabilmente la migliore della lista, e lo è per una ragione poco centrale ma concreta: avere nomi di mercato propri significa che qualcuno, in quel concessionario, ha progettato le giocate. Un difensore dei prezzi vi dirà che conta solo la quota, e su una singola ha ragione, ma quando la struttura del biglietto si fa sofisticata la differenza non sta più solo sul prezzo.
Planetwin365: la diretta streaming come argomento principale
Planetwin365 punta tutto sul live e sullo streaming, e lo dice con chiarezza: eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È l’unico operatore della lista in cui la trasmissione della partita è messa esplicitamente tra le funzioni principali, e questo lo rende il posto più comodo per chi scommette live sull’evento che sta guardando.
Quattro sport, però, non sono un catalogo. Il tennis e il basket ci sono, la pallavolo e il tennis tavolo sono guardabili, il calcio — strano ma vero — non è tra gli sport che il palinsesto quotidiano dichiara. Per chi passa da un mercato all’altro, questo è il limite più visibile del brand: la trasmissione è l’argomento principale del prodotto e non l’accessorio, quindi la profondità della copertura diventa più importante di quanto siamo abituati a considerare.
Per un giocatore di testa a testa questa è forse la combinazione più comoda della lista: un mercato a due esiti, una quota che si muove e la partita che state guardando. Per chi invece cerca un solo bookmaker per tutto l’anno, con calcio, mercati speciali e grandi tornei, quello che manca pesa più di quello che c’è.
bet365: mercati maggiorati e costruzione della giocata
bet365 arriva con la reputazione costruita sulle quotazioni, e nella sua stessa descrizione ci sono due numeri che la sostengono. La prima è «Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno», che è una dichiarazione di aggressività sul prezzo, non di varietà. La seconda è Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre-evento sia live.
Bet Builder+ è il vero argomento della pagina perché è il posto in cui il margine si fa sentire di più. Su una scommessa costruita unendo i mercati di una stessa partita, la quota finale non è il prodotto delle singole quotazioni: chi non se ne accorge paga la differenza tra le due. Su una partita di un campionato importante, con quote oneste sui singoli mercati, una costruzione a tre gambe fatta a mano può arrivare a un prezzo totale. Con Bet Builder+ il prezzo lo fa il bookmaker, e le sorprese di solito non sono a favore di chi scommette. Non è un argomento per non usarlo — la comodità di unire i mercati in un biglietto solo è reale — ma è l’argomento per controllare il prezzo prima di confermare.
Sul lato del gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per chi risiede in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
AdmiralBet: l’onboarding come strumento di tutela
AdmiralBet è l’unico concessionario della lista in cui la registrazione è essa stessa uno strumento di gioco responsabile, e questo basta a renderlo il candidato naturale per chi ha un budget preciso e vuole essere costretto a dichiararlo. In fase di iscrizione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato ha effetto dopo 7 giorni.
La finestra dei sette giorni per l’aumento è la clausola che smonta l’obiezione di chi vede i limiti come un vincolo esterno. Un giocatore che vuole alzare il tetto lo può fare in qualunque momento, deve solo aspettare una settimana. Per un conto costruito per un uso che non si vuole far esplodere, quella è la forma giusta.
Sull’autoesclusione AdmiralBet dichiara la scelta più estesa della lista: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il RUA ferma l’accesso su tutto il perimetro ADM, non solo su AdmiralBet: un’autoesclusione chiesta lì chiude la porta anche agli altri nove operatori di questa pagina.
Betsson: pre-match e live su un catalogo vasto
Betsson dichiara pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo. È la descrizione più ampia della lista, e per un testa a testa significa una cosa sola ma importante: che le partite su cui costruire la giocata sono molte, e che il mercato a due esiti è in mezzo a tutto il resto.
Sul prezzo, la descrizione non dice niente, e va detto: «migliaia di eventi» descrive una scelta, non un prezzo. Il rapporto tra il catalogo e il margine del mercato è quello che conta, e va letto evento per evento, non dalla scheda dell’operatore. Sul piano della ludicità Betsson è un conto da chi cerca quantità e varietà e non ha un singolo mercato su cui punta tutto l’anno.
Sul versante della tutela, l’operatore viene normalmente descritto come marchio internazionalmente attivo: il comparto regolamentato è quello ADM — le regole italiane su autoesclusione, limiti e RUA si applicano al .it e non hanno effetto fuori da quel perimetro.
Lottomatica: due contratti, una società
Lottomatica è, insieme a Goldbet, il caso più chiaro della lista. Marchio storico, concessione ADM, e un comparto sportivo app in cui la copertura dichiarata si legge da sola: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. È probabilmente la combinazione più completa della lista tra nome storico e copertura, e il fatto che il codice di concessione sia 16010 con la stessa società di Goldbet — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — non è una coincidenza: sono due brand dello stesso gruppo.
Per chi gioca sul calcio questa è la scelta più sicura della lista. La copertura è quella dei grandi campionati, il campionato italiano è presente per intero e l’app mette insieme quote, risultati e diretta. È il conto che va bene a chi scommette sul calcio e su pochi altri sport e non vuole cambiare operatore a ogni stagione.
Il rovescio è che Lottomatica e Goldbet non sono due alternative: chi passa dall’una all’altra per provare qualcosa di diverso si trova davanti alla stessa società. In una scelta tra operatori, questo riduce di fatto le opzioni reali da dieci a nove.
Goldbet: la doppia anima virtuale
Goldbet è la sorpresa della lista. È il secondo brand del gruppo Goldbet Better Organization Italy ed è anche il più grande produttore di gioco virtuale di questa pagina: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
La ragione per cui questo conta in una pagina sul testa a testa è strutturale. Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 e rientrano nella concessione per le scommesse sportive, quindi possono stare nello stesso conto. Un testa a testa virtuale su due cavalli in una corsa simulata è un mercato a due esiti come qualunque altro, e ha la proprietà di partire quando decidete voi. Non piace a tutti e va detto che non piace a me: il margine sui virtuali è notoriamente uno dei più alti del palinsesto, e la sensazione di controllo che dà il poter schiacciare il pulsante è esattamente quella che fa giocare più del dovuto. Ma per un lettore che vive in una provincia senza ricevitoria e vuole giocare «qualcosa» alle 23:00 di un martedì, questa è una risposta concreta che gli altri nove operatori non danno.
Per chi scommette sui campionati veri, Goldbet copre Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Un testa a testa su un derby è qui come su un libro tradizionale, e con le stesse clausole da leggere in fondo al regolamento. Per chi cerca quote speciali su un evento singolo, la varietà è più interessante di quella di un operatore generalista.
SNAI: combinare pronostici sulla stessa partita
SNAI chiude la lista con la funzione più interessante per chi legge questa pagina, e non è il cash out. My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È una scommessa costruita su misura, e sulla partita che state guardando.
Un testa a testa dentro una My Combo è esattamente il problema di margine di Bet Builder+ raccontato con parole diverse. Quando il prezzo lo fa la piattaforma invece del mercato, la convenienza dipende dalla singola combinazione e non dalla regola generale. Va provato, va confrontato con il prezzo delle stesse selezioni giocate separatamente, e va accettato o rifiutato sulla differenza, non sulla comodità.
Il resto dell’offerta è completo: singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento. Un operatore completo, senza fronzoli, con la qualità della struttura di gioco che è la sua firma storica.
Fondamenti: come si apre un conto e come si legge una quota
Per giocare un testa a testa su un concessionario italiano serve un conto di gioco, e per aprire un conto di gioco serve l’identificazione piena. Non è una formalità burocratica: è la ragione per cui il conto è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi e per cui un’autoesclusione funziona su tutte le piattaforme autorizzate in Italia. Un conto anonimo, per definizione, non può far parte di un sistema del genere.

Le strade per l’identificazione sono due e non sono equivalenti in velocità. La registrazione classica chiede il modulo compilato e la copia di un documento, e richiede un tempo di verifica. La scorciatoia è l’identità digitale: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet passa anche dal CIE attraverso un fornitore del servizio SPID. Chi ha già lo SPID attivo parte con un vantaggio pratico — è lo stesso strumento che usa per il fascicolo sanitario, e non è un caso che gli operatori lo propongano: la verifica è istantanea e il conto è operativo subito.
Senza SPID la strada resta valida ma più lenta, e vale la pena sapere come funziona perché è la prima fonte di frustrazione per chi apre il primo conto. Il conto va validato entro 30 giorni altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati — è il termine che le stesse pagine degli operatori indicano, e vale la pena leggerlo come una scadenza reale: il conto funziona, si gioca, e poi il prelievo si blocca proprio quando la vincita è arrivata. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette proprio la tutela dei minori tra i principi del settore.
Come si deposita davvero: ricariche, conto di gioco e strumenti
Il deposito su un conto italiano è la parte più noiosa e più importante dell’intera esperienza, perché è la parte che decide quanto velocemente il denaro esce. Le strade sono tre. La prima è il conto di gioco classico: carta, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico. La seconda sono i punti vendita ricariche, il canale di cui si parla meno e che serve più gente di quanto si creda.
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 regola i punti vendita ricariche: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già dati dall’intestatario al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro dei punti vendita costa 100 € all’anno al punto vendita. Chi non ha un conto bancario attivo con una carta funzionante può comunque depositare in tabaccheria, fino a quel tetto settimanale. La copertura reale di ogni canale la trovate nei termini dell’operatore, e ogni operatore tiene la sua lista.
La terza strada, la criptovaluta, è la più sopravvalutata dai lettori. Sui concessionari ADM il quadro è aperto e non esiste uno statuto che nomini una lista di strumenti approvati. Lo stesso art. 22, comma 1 prevede un regolamento da concordare con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di gestire denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata. Chi vi promette cripto su un bookmaker italiano sta vendendo qualcosa che non ha un quadro normativo definito alle spalle.
Normativa: concessione ADM, palinsesto e il conto che paga le tasse
L’autorità di riferimento è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio corrente viene ancora chiamata AAMS. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola importante è «concessione»: le licenze si assegnano con gara pubblica, non sono aperte a chiunque le chieda, e le regole dell’art. 6, comma 1 elencano i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — scommesse a quota fissa o a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

La durata della concessione è di nove anni al massimo e non c’è rinnovo automatico, come dice l’art. 6, comma 3. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La conseguenza pratica di un regime a scadenza è che il conteggio del tempo non si può rimandare in eterno: la voce «investimenti» la paga chi vuole restare in business, non il giocatore, ma le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata — come dice l’art. 4, comma 3 — e quindi una variazione delle regole va cercata nel prossimo bando, non nel prossimo deposito.
Concessione per sito, non per azienda, e niente colonna per il gioco
La concessione in Italia è legata al sito, non alla società, e questo pezzo di tecnicismo spiega più comportamenti degli operatori di quanto si sospetti. Un’azienda può avere più concessioni per più siti: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale con numeri diversi, e la Goldbet Better Organization Italy S.p.a. gestisce sia Goldbet sia Lottomatica. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it.
Quello che l’elenco non dice è la cosa che chiedono tutti e cioè se quel concessionario offra le scommesse sportive. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e nella stessa concessione possono convivere scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse in exchange e bingo in qualunque combinazione. Quindi una riga nell’elenco non dice niente sul fatto che abbiate il calcio, e la classifichetta «chi ha la concessione per le scommesse» è una classifica che nessuno può fare leggendo quell’elenco. La prova pratica sta nello sportello: il sito e l’app dell’operatore, che è il posto in cui si vedono i mercati.
Un dato che serve per non farsi raccontare storie: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco. Marchi internazionali hanno preso la via del mercato italiano solo con una concessione, e chi vi propone di giocare su una piattaforma che non c’è sta proponendo qualcosa che non ha titolo per accettare la vostra giocata in Italia.
Palinsesto, virtuali e ippica: che cosa si può giocare
Il palinsesto è il contratto tra il concessionario e ADM su cosa si può giocare. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi e tipologie di giocata che il concessionario predispone e ADM approva, e su un evento fuori palinsesto la scommessa non si può accettare. La conseguenza per il giocatore è controintuitiva: la profondità del catalogo di un bookmaker dipende meno dal suo marketing e più dalla velocità con cui ADM accoglie gli eventi — l’autorizzazione della Setka Cup a settembre 2026, con bet365 primo partner, è la dimostrazione che si procede evento per evento e non a blocchi.
La parte più ricca delle regole è quella che divide le cose che sembrano una cosa sola. Le scommesse sulle corse dei cavalli e i giochi di ippica nazionale sono due prodotti diversi nel testo di legge: le prime stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse a quota fissa sugli eventi sportivi; i secondi stanno alla lett. c) e all’art. 2, lett. h), hanno i nomi che conoscono i vecchi giocatori di ippodromo — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — e richiedono una concessione separata. Non esiste una prova che online un concessionario offra i secondi: la giocata ippica che si fa online è quasi sempre la prima cosa, la corsa con la sua quota.
Una nota va anche al betting exchange, che in Italia è un gioco a sé. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo prevedono come gioco separato, dove il giocatore può fare il bookmaker o il giocatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair — il marchio descritto come il primo con la concessione 16028 — riporta regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «punta» di 200 centesimi a passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 afferma che sul banco il giocatore non deve niente sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è un’informazione che sta nei termini di ciascuno.
Pubblicità, bonus e il divieto del Decreto Dignità
La disciplina più conosciuta e più spesso citata a sproposito è quella sulla pubblicità. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018 — il Decreto Dignità — è in vigore, e ADM lo cita nella sua pagina del 28 febbraio 2024 con le parole della legge: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, comprese le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa, le affissioni e internet. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Il filo sottile che quasi nessuno spiega è che il divieto riguarda la pubblicità e non il bonus. Il bonus di benvenuto esiste, è legale e sta nelle condizioni dell’operatore; quello che non si può fare è comprarne pubblicità e sponsorizzazioni. È per questo che un’offerta si scopre quasi sempre dai termini e non da uno striscione allo stadio. E il decreto stesso, nella parte in cui promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile — art. 3, lett. l) — ammette messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il logo del concessionario, dell’art. 3, lett. m) e dell’art. 15, comma 3.
Il quadro applicativo è in movimento. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della misura. Sul tavolo, ma non in vigore, c’è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per allentare il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni: non è legge, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Chi paga l’imposta e che cosa non dovete dichiarare
Questa è la parte in cui il gioco cambia forma, e vale la pena leggerla con attenzione perché è quella che nessun operatore mette in evidenza. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è regolata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite (stampa di settore). Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, prima erano al 43 % e al 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Il punto che interessa un lettore non è quale aliquota paghi l’operatore, è chi la paga davvero. La stampa riporta che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è prelevata alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Il dato è di stampa e non è confermato su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va trattato come quello che è: per l’interpretazione ufficiale conviene consultare un commercialista. Quello che invece è un testo dell’Agenzia delle Entrate è la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, che tratta le vincite online come «redditi diversi» dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: la lettura pratica è nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come la esprime l’amministrazione: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Siti oscurati, RUA e rischi dell’operatore non concessionario
L’ultimo pezzo della normativa è quello che fa la differenza tra un conto e un problema, ed è anche il pezzo che un confronto onesto deve mettere per primo. Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello di DNS, e non sempre e non subito: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati». Per un sito non concessionario il quadro è peggiore della chiusura del dominio, ed è ADM a dirlo con una pagina del 28 febbraio 2024 citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore come la scrive ADM; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. L’art. 4, comma 4-bis copre poi la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto a questo punto si fa da sé, e non ha bisogno di essere sbilanciato per risultare chiaro. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze estere che in Italia non hanno alcun valore; quella zona va descritta per quello che è, una zona non protetta. E il dettaglio che chiude il ragionamento è il più piccolo e il più decisivo: un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto — la protezione che crede di essersi dato non esiste su quella piattaforma.
Gioco responsabile: gli strumenti che contano e chi li usa
La tutela del giocatore in Italia non è un buon proposito, è una fila di obblighi con un numero di articolo. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. I limiti hanno una asimmetria che vale la pena capire: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni. La finestra di attesa è la tutela vera, perché è il tempo tra la decisione presa in un momento di eccitazione e la sua esecuzione. Il dato di quanto sia il limite di deposito che ADM fissa nel bando non è noto: quello che è noto è che il tetto lo sceglie il giocatore, e che la legge non prevede un tetto statutario in euro sulle puntate sportive.
L’autoesclusione è lo strumento più potente e il più frainteso. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale fisiche. Chi chiede l’autoesclusione su un concessionario la chiede, di fatto, a tutti: dal 1° febbraio 2026 le forme parziali di esclusione hanno una data di partenza, e durate e forme sono quelle che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. La revoca per un’autoesclusione a tempo indeterminato diventa possibile dopo nove mesi.
Il diritto all’informazione ha anche una voce di bilancio, che è la prova che il legislatore prende la materia sul serio: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità del prodotto vietata dal Decreto Dignità: è la parte ammessa e obbligata.
C’è un ultimo punto che nessun operatore può togliere dal quadro e che nessun bonus compensa: un giocatore che sta perdendo il controllo del gioco non ha un problema di quota. In Italia esiste un numero nazionale dedicato, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato da bet365 per i residenti in Italia e disponibile per chiunque. Accanto c’è lo strumento amministrativo, il limite di deposito che si abbassa in un minuto e che non si rialza per sette giorni, e c’è l’autoesclusione, che è la scelta più radicale e la più efficace perché chiude tutto insieme. La scala è questa, e conviene usarla nell’ordine: il limite prima di averne bisogno, l’autoesclusione quando il limite non basta più, il numero quando il problema è più grande del conto.
Quanto costa davvero un bonus: il conto del margine
Mettiamo il margine al centro, perché è l’unica cosa che il marketing non può nascondere. Riprendiamo il numero già calcolato: su un mercato a due esiti con 1,90 da una parte e 1,90 dall’altra, il ritorno è del 95,0 % e il margine del 5,0 %. Su una puntata da 100 € a quella quota, la vincita in caso di esito favorevole è 190 € con 90 € di profitto netto. Quello che quei 100 € vi sono costati in termini attesi non è un numero che potete vedere sul biglietto, ma è un numero che esiste, e in media è di circa 5 € su ogni 100 € giocati su quel mercato. È la stessa logica per cui un banco da casinò non ha bisogno di vincere ogni mano: gli basta incassare il margine su un numero abbastanza grande di mani giocate. E il giocatore, dal suo lato del tavolo, sta facendo la stessa cosa con il segno cambiato.
Qui va detto con chiarezza che cosa questo conto è e che cosa non è. Non è una previsione: è una media su molte giocate nelle stesse condizioni, e su una singola scommessa il margine non si sente. Chi gioca dieci euro una volta al mese non deve trasformare questa pagina in un problema di matematica. Chi gioca tutti i giorni, invece, sta pagando il margine ogni giorno, e su base annua un differenziale di qualche punto percentuale vale più di qualunque bonus di benvenuto di questa lista — perché il bonus si prende una volta, il margine si paga sempre.
Da questo calcolo discendono tre conseguenze pratiche per la scelta. Un deposito minimo di 20 € è modesto e va bene come soglia d’ingresso; una soglia d’ingresso alta, come un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal nel Benvenuto Sport di William Hill, va letta insieme alle clausole che la accompagnano. Una richiesta di rigioco di tre volte il deposito è bassa nel panorama italiano, mentre una struttura a tranche da 10 € legate a multiple di cinque selezioni è una richiesta pesante per chi gioca la singola. E infine, la voce che non è una percentuale e che pesa più di tutte: una giocata su un mercato con margine alto, fatta centinaia di volte, costa più di qualunque freebet ricevuta in cambio. Il bonus è un rimedio; il margine è la malattia.
E siccome il calcolo non serve a niente se non si sa dove guardare, la conclusione è semplice: un mercato a due esiti come il testa a testa è la misura più comoda del margine di un bookmaker. Non ha la X, non ha il terzo prezzo da sommare, non ha la quota costruita a mano dalla piattaforma. Serve un foglio, due quote e una divisione. Chi sceglie il proprio operatore con quel conto in mano sceglie su un numero, non su uno slogan — ed è l’unico modo in cui in questa lista i dieci concessionari diventano davvero confrontabili.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta il codice di concessione e il singolo sito .it a cui è legata. L’elenco non indica i giochi offerti, quindi per le scommesse sportive la prova resta il comparto scommesse del sito e dell’app dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, o per la quota totale se la scommessa è una multipla. Su 100 € giocati a 1,90 la vincita è 190 €, di cui 90 € sono il profitto netto; la quota è quella fissata quando la giocata è stata accettata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Su un mercato a due esiti si sommano gli inversi delle due quote e si prende l’inverso del totale: con 1,90 e 1,90 il ritorno è il 95,0 %. Il margine è quanto manca al 100 %, quindi il 5,0 %. Su un mercato a tre esiti si somma anche la quota del pari.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile e si impostano autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni, e i concessionari possono fissare limiti aggiuntivi sugli importi depositati secondo i protocolli approvati da ADM.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica la paga il concessionario, con aliquote del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % sul canale a distanza. La stampa di settore riporta che il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla; per l’interpretazione ufficiale conviene consultare un commercialista, e non è consulenza fiscale.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un autoescluso resta esposto; è soggetto all’oscuramento del dominio a livello DNS e, come scrive ADM citando la L. 401/1989, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Mercati, regole e glossario – Bonus Piuvantaggiosi
Contenuto creato dal team «Bonus Piuvantaggiosi»
