Scommesse con PayPal in Italia: chi accetta l'e-wallet e a quali condizioni

Updated Novembre 2026
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Un portafoglio digitale nato per comprare su eBay, un mercato italiano dove l’e-wallet è diventato una delle tante voci di una lista di ricarica, e una domanda banale che nessuna pagina promozionale chiarisce mai per intero: quanti bookmaker con concessione ADM accettano davvero PayPal, da quale cifra e a quali condizioni? La risposta sta nei termini degli operatori, non negli slogan.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
PayPal nasce come Confinity, fondata a dicembre 1998 da Max Levchin, Peter Thiel e Luke Nosek.

Verificato al 3 Novembre 2026 contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Liquidazione, accrediti e ciò che accade tra una ricarica e un prelievo

Chi cerca un bookmaker che accetti PayPal cerca quasi sempre un’altra cosa: un conto di gioco in cui i soldi entrano ed escono senza attriti. Sono due problemi distinti e conviene tenerli separati, perché il primo si risolve leggendo una lista di metodi di pagamento e il secondo si risolve leggendo una procedura di prelievo. La lista è corta e la procedura può costare una settimana di attesa.

Su un conto di gioco non esiste il concetto di «deposito» come lo intende una banca. Il saldo è un saldo di gioco, tenuto separato dal conto corrente, e ogni movimento in entrata è una ricarica: si versa, si gioca, e solo la parte netta delle vincite torna indietro come prelievo. È una distinzione noiosa quanto decisiva, perché un operatore può accettare un metodo in entrata e rifiutarlo in uscita, oppure accettarlo su tutta la linea, e le due cose non sono scritte nello stesso posto. Il metodo che compare in home page come «ricarica istantanea» è il metodo che governa soltanto il primo tratto del percorso.

Come PayPal entra in una lista di metodi

PayPal nasce come Confinity, fondata a dicembre 1998 da Max Levchin, Peter Thiel e Luke Nosek, si fonde con X.com di Elon Musk a marzo 2000 e prende il nome attuale a giugno 2001. Da allora ha smesso di essere una scommessa imprenditoriale ed è diventata infrastruttura: nel 2022 operava in 202 mercati con 426 milioni di conti registrati attivi, e nel 2023 ha dichiarato 29,771 miliardi di dollari di ricavi. La sede è a San Jose, in California, con un centro operativo a La Vista, nel Nebraska. Nessuna di queste cifre dice qualcosa sulle scommesse, e nessun portafoglio con centinaia di milioni di conti si mette a raccontare quanto spende un giocatore: sono numeri che servono a ricordare che tipo di azienda si sta collegando a un conto di gioco.

L’episodio che ha segnato la sua storia italiana è un altro. eBay ha acquisito PayPal il 3 ottobre 2002 per 1,5 miliardi di dollari, poi l’ha scorporata come società indipendente quotata il 18 luglio 2015. In mezzo c’è stato il decennio in cui il mercato del gioco a distanza italiano ha imparato a distinguere fra due cose che si assomigliano nella pagina di pagamento e non c’entrano niente l’una con l’altra: il metodo che l’operatore accetta e la protezione che quel metodo porta con sé.

Qui sta la prima trappola per chi legge. Il consumatore conosce PayPal come «la via sicura per pagare online» e trasferisce automaticamente quella sensazione alla transazione verso un bookmaker. Il trasferimento non è automatico. Quando il portafoglio serve a ricaricare un conto di gioco, il flusso esce dalla logica degli acquisti fra privati e entra in un rapporto fra il giocatore e il concessionario, regolato dai termini di quel concessionario. Quello che resta intatto è la comodità dell’accredito; quello che resta fuori è ogni tutela legata alla compravendita. Il metodo, insomma, non promette niente sul gioco: promette solo di spostare denaro in fretta.

C’è poi un dettaglio tecnico che quasi nessuno legge e che vale più di ogni campagna promozionale: gli strumenti di pagamento devono essere intestati al titolare del conto di gioco. AdmiralBet lo scrive esplicitamente nei propri termini, ed è la norma che rende inutile qualunque scorciatoia — la carta di un familiare, il portafoglio di un amico, il conto di un terzo. Un portafoglio che non porta il nome del giocatore è un portafoglio che il controllo di identità bloccherà prima o dopo, e «dopo» significa quasi sempre al momento del prelievo, quando i soldi sono già dentro e il giocatore non può più scegliere.

Perché la lista dei metodi non è un elenco pubblico

La domanda «quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?» sembra amministrativa e non lo è. Non esiste un albo dei binari di pagamento approvati: nessuna norma pubblica un elenco di metodi ammessi per il gioco a distanza, e la scelta di accettare o no un portafoglio elettronico resta dentro i termini e le condizioni di ciascun concessionario. Chi cerca l’elenco ufficiale cerca una cosa che non esiste.

Quello che esiste è il quadro intorno ai pagamenti. L’art. 22, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 impone una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore di quella misura non è confermata, e su questo conviene non fare previsioni. L’art. 13 dello stesso decreto regola i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; quei punti non pagano vincite e non restituiscono saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È l’unico pezzo di questo capitolo che una norma italiana mette per iscritto in modo analitico, ed è anche quello che nessun banner promozionale racconta.

Tra i binari che i concessionari espongono si incontrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. Ogni elenco reale sta nei termini dell’operatore, ed è lì che va letto: la pagina promozionale dice che cosa entra, i termini dicono a quali condizioni.

C’è un ultimo punto che riguarda la geografia dell’offerta. I brand offshore che accettano giocatori italiani esistono e si fanno trovare nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza ADM, nessun foro italiano. Accettare un portafoglio elettronico non li rende domestici. Di questo, e di ciò che comporta per il giocatore, si occupa la sezione sulla vigilanza ADM.

Verificare prima di versare: la sequenza

Un conto di gioco si apre una volta e si ricarica cento volte, ma l’ordine in cui si controllano le cose al primo deposito decide quanto costerà l’errore. Nel caso peggiore costa l’intero saldo, bloccato dietro una verifica di identità che si poteva fare in anticipo.

La prima cosa da guardare è il documento che regola tutto il resto: i termini e le condizioni dell’operatore, alla voce pagamenti, dove stanno l’elenco dei metodi e le condizioni di utilizzo. Non la pagina promozionale, non la scheda prodotto. Le liste di metodi che compaiono nelle descrizioni delle app sono un punto di partenza utile e nient’altro, perché l’app racconta che cosa è possibile fare, non che cosa è vietato fare.

Il secondo passaggio è la coerenza del nome. Il conto di gioco, il portafoglio e il conto bancario dovrebbero appartenere alla stessa persona fisica; è la condizione che l’identificazione controlla e che una ricarica da un portafoglio di terzi fa saltare.

Il terzo riguarda il tetto settimanale. Aprendo il conto di gioco il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e i termini degli operatori descrivono un meccanismo preciso: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede sette giorni di attesa. Chi versa adesso e conta di alzare il tetto domani scoprirà che il proprio volere ha una coda di una settimana — e che quella coda esiste per una ragione, non per dispetto. AdmiralBet richiede in fase di registrazione limiti massimi per depositi, spese e tempi di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il quarto passaggio è il più banale e il più trascurato: che cosa serve per riportare indietro il denaro. Su BetFlag si prelevano solo le vincite nette, dopo aver inviato copia fronte e retro del documento usato in registrazione, e con una sola richiesta di prelievo in sospeso alla volta. Un giocatore che scopre questa regola al primo prelievo non ha sbagliato nulla di grave, ma ha regalato una settimana a un documento che poteva mandare lo stesso giorno del deposito.

Valutazione e criteri: la classifica dei sei concessionari che nominano PayPal

Le sei piattaforme raccolte in questa classifica hanno una caratteristica in comune che non va lasciata implicita: sono concessionarie ADM su siti .it propri. Il numero di concessione e la società concessionaria non coincidono quasi mai con il nome del marchio — Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Goldbet alla stessa società — ed è una differenza che si nota solo leggendo le righe della licenza, non le home page. La concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda, e questo spiega perché uno stesso gruppo possa gestire più insegne.

La tabella che segue riporta, per ciascun marchio, il numero di concessione con il concessionario e che cosa i termini dell’operatore dichiarano sul tema di questa pagina, cioè il rapporto fra il conto di gioco e PayPal.

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono i termini dell’operatore
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc PayPal fra i metodi di pagamento indicati, accanto a carta di debito e Apple Pay
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) PayPal ammesso per depositi e prelievi, insieme a PostePay e ad altri metodi
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) conto ricaricabile e prelevabile con PayPal, PostePay e altri metodi
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. PayPal nell’elenco delle ricariche online, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc deposito minimo di 20 € con carta o PayPal per il bonus di benvenuto
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. PayPal fra i metodi di deposito elencati; prelievi consentiti sulle sole vincite nette

Le quattro domande che contano davvero

Un confronto fra siti che accettano PayPal si riduce a quattro domande, e la prima non è quale metodo sia accettato ma se quel metodo serva anche in uscita. Un operatore può elencare PayPal fra i sistemi di ricarica e non nominarlo fra quelli di prelievo, e nella tabella sopra la colonna più stretta è proprio quella: BetFlag elenca PayPal fra i metodi di deposito, mentre la pagina dei prelievi insiste sulle vincite nette, sul documento e sulla richiesta unica in sospeso. Non è una contraddizione delle regole, è una asimmetria di comodo: il denaro entra in fretta, esce secondo procedure.

La seconda domanda riguarda l’intestazione. AdmiralBet scrive nero su bianco che gli strumenti devono essere intestati al cliente, ed è la condizione che rende invisibile la differenza fra un prelievo che arriva su un portafoglio proprio e un prelievo che si perde in un controllo di terzo livello.

La terza riguarda l’accesso all’app. Lottomatica entra con username e password, Goldbet con le credenziali di Goldbet.it, Eurobet consente di consultare il conto ed effettuare depositi e prelievi da iPhone o iPad: sono dettagli che sembrano marginali finché non si prova a prelevare da un telefono in movimento.

La quarta riguarda i tempi, e qui conviene essere brutali: nessuna delle sei schede porta un tempo di accredito dichiarato dal portafoglio. Che un prelievo arrivi in due ore o in due giorni dipende dal portafoglio oltre che dall’operatore, e la pagina che promette «istantaneo» vende una sensazione. Chi ha urgenza di vedere i soldi fuori dal conto di gioco guardi prima le procedure di prelievo, poi i metodi di ricarica: è l’ordine giusto e quasi nessuno lo segue.

Un tetto promozionale non è una garanzia

La tabella sopra mostra due offerte molto diverse per struttura, e leggerle insieme è più utile che leggerle separate. William Hill mette un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € effettuato con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. BetFlag accredita su saldo il 100 % del primo deposito fino a 5.000 €. Cinquanta euro contro cinquemila sembrano una differenza schiacciante, e non lo sono: il primo è denaro che si libera pezzo per pezzo legandolo a multiple con cinque eventi e quota minima 5.00, il secondo è saldo su cui valgono le condizioni promozionali generali dell’operatore. Una cifra grande con requisiti miti batte una cifra piccola con requisiti severi, e in questo caso la cifra grande ha anche i requisiti miti. Il numero che sta in grande sul banner è il meno informativo dei due.

Fondamenti: che cosa significa «bookmaker con PayPal» in Italia

La parola «bookmaker» in italiano indica l’operatore che accetta scommesse a quota fissa, e in Italia può farlo soltanto chi ha una concessione. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono concessioni aperte: sono «concessioni» assegnate per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Confinity si è fusa con X.com di Elon Musk a marzo 2000, e la società risultante è stata ribattezzata PayPal a giugno 2001.

Il meccanismo è quello che spiega perché la domanda «qual è il bookmaker giusto» abbia una risposta diversa da quella che il lettore si aspetta. Un operatore non è un negozio che vende scommesse in generale: è un’azienda autorizzata su un sito preciso, e ogni sito è un mondo a sé. La stessa società può gestire più siti — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e la concessione resta legata alla singola insegna. Da qui una conseguenza pratica: un brand «con licenza» non è un brand con un permesso trasferibile. Chi cambia sito cambia interlocutore, termini, app e assistenza, anche restando dentro la stessa azienda.

Il catalogo di ciò su cui si può scommettere non decide l’operatore da solo. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. È la ragione per cui due concessionari possono avere palinsesti diversi pur operando nella stessa categoria di gioco, e per cui l’offerta «nuova» che compare in un’app non è automaticamente disponibile nell’altra. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore.

Dentro il catalogo le cose che un lettore italiano incontra più spesso sono le scommesse a quota fissa, la quota fissa come formato base di ogni mercato, il totalizzatore come alternativa a monte gestito dall’operatore, e i «Virtuali», cioè le scommesse su eventi simulati — l’art. 2, lett. v) le definisce come eventi sportivi, di cavalli e altri, simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e riconoscibili nelle sezioni «Virtuali» dei siti. L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria; se un brand online tratti oggi i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.

Il live è un capitolo a parte, e vale la pena dirlo chiaramente perché è il terreno preferito delle promesse. Ogni grande operatore espone una sezione «Live», ma le regole di ADM sui mercati in tempo reale, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono pubbliche, e non esiste un elenco dei mercati live. Chi punta in diretta lo fa dentro un perimetro che il concessionario gestisce e che il giocatore non vede. Il betting exchange, invece, è un gioco a sé per legge: ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e) e dell’art. 2, lett. u), il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima come banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Un’esitazione da un euro non entra in quel mercato, ed è il tipo di dettaglio che un principiante scopre soltanto quando il denaro è già sul tavolo.

App, conti e ciò che una ricarica non può fare

La differenza fra un bookmaker e un’app di pagamento sta in che cosa i soldi possono fare una volta entrati. Sisal consente di prenotare le scommesse, di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e di scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. SNAI gestisce il conto dall’app, con più modalità di ricarica e un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. Eurobet permette di consultare le informazioni sul conto e di effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Betfair Exchange consente depositi, prelievo delle vincite, live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per seguire in tempo reale l’andamento delle quote. Planetwin365 copre i principali campionati italiani ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — insieme a Champions League, Europa League e Conference League e a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Nessuno di questi brand è in classifica qui. Sono la geografia di ciò che esiste sul mercato, e li si nomina per quello che sono: riferimenti di contesto, non opzioni valutate. Il motivo per cui compaiono in questo paragrafo è che un lettore che cerca «siti di scommesse con PayPal» tende a trattare l’intero mercato come una sola cosa, mentre il mercato è pieno di app che fanno mestieri diversi. Un portafoglio elettronico collegato a un conto di gioco serve a spostare saldo; non trasforma una ricarica in una giocata e non trasforma un conto in un conto bancario.

Che cosa entra davvero nel conto di gioco

Resta il punto più importante di tutto il capitolo, quello che distingue un’offerta di ricarica da una qualunque altra offerta online. Il saldo di un conto di gioco non è denaro depositato in banca: è saldo destinato al gioco, e una ricarica è un’operazione che alimenta quel saldo. Per questo i limiti di deposito non funzionano come i limiti di una carta, e per questo i punti vendita ricariche non restituiscono mai saldo né pagano vincite: entrano solo. Una ricarica è una porta che si apre in una direzione sola, con l’eccezione del prelievo, che passa da una procedura diversa e più lenta.

Normativa e vigilanza: la concessione ADM è l’unica prova che conta

Verificare una concessione è più semplice di quanto sembri e più difficile di quanto si creda. La prova non è un logo, non è un sigillo in fondo alla pagina e non è la presenza in un confronto: è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che il 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La lista è pubblica, il controllo dura mezzo minuto, e nessun operatore serio ha motivo di nasconderlo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
eBay ha acquisito PayPal il 3 ottobre 2002 per 1,5 miliardi di dollari, poi ha scorporato PayPal come società indipendente quotata il 18 luglio 2015.

Conviene dire subito che cosa la lista non fa, perché è il punto in cui la maggior parte dei lettori sbaglia deduzione. La lista non ha una colonna per i giochi offerti, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E la presenza in una classifica editoriale non è una concessione: sono due cose che non si somigliano, e vale la pena ripeterlo perché le pagine di comparazione tendono a far confondere la seconda con la prima.

Chi c’è, chi non c’è, e chi non c’entra

Sull’elenco letto il 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Per i brand offshore la questione è più radicale: le licenze straniere non hanno alcuno standing in Italia, l’offerta a giocatori italiani senza concessione è illegale, e l’esposizione del giocatore è una questione di diritto, non di gusto. ADM, citando la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, lo dice in modo diretto: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti; la regola, nella formulazione di ADM, lo è.

Il meccanismo di blocco è amministrativo e progressivo. Ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. 41/2024, ADM — con la Guardia di Finanza e Sogei — tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i provider internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il blocco lavora a livello di DNS e qualche provider resta indietro. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e descrive esattamente quello che è: una porta chiusa, non un sito scomparso.

Per il giocatore la traduzione pratica è breve e scomoda. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un brand .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose ed è esposto all’oscuramento, con la sanzione penale che ADM stessa descrive. Non è una sfumatura, è la differenza fra un reclamo che ha un destinatario e un reclamo che non ce l’ha.

Pubblicità vietata, bonus consentiti

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che vigila è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Il quadro applicativo è meno granitico della regola, e un lettore attento se ne accorge dai fatti. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, ma non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 firmata Forza Italia per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e questa distinzione spiega perché una pagina come questa non possa spingere un’offerta ma possa descriverla. Non esiste un tetto normativo ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, e da nessun’altra parte. È il motivo per cui le condizioni vanno lette una per una e per cui «il bonus più grande» non è un’informazione utile finché non si sa quanto costa liberarlo.

Tasse: chi paga, e che cosa cambia per chi gioca all’estero

L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato — è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore il punto centrale è che l’imposta è a carico del concessionario: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha dubbi sulla propria posizione consulti un commercialista.

La situazione cambia del tutto fuori dal perimetro della concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite di gioco online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la posizione si enuncia così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale. Chi sceglie un bookmaker non autorizzato sceglie, fra le altre cose, di dover ragionare di aliquote.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che un conto di gioco mette a disposizione

Il capitolo più serio di questa pagina non riguarda i pagamenti, e vale la pena dirlo senza girarci intorno: uno strumento di autolimitazione è la cosa più utile che un conto di gioco offrirebbe a chi ne ha bisogno, e PayPal non entra in questa parte della questione. Nessun portafoglio elettronico conosce il tetto di spesa che il giocatore ha impostato sul conto di gioco, e nessuno lo farà rispettare al posto suo.

Il quadro normativo è l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che prevede: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota.

Il limite di deposito che sceglie il giocatore

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e il meccanismo ha una asimmetria voluta: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato dopo sette giorni. È lo stesso principio che Abbiamo già incontrato parlando di ricariche e prelievi, e vale la pena guardarlo dal lato del giocatore invece che da quello dell’operatore. Abbassare il tetto è un gesto che vale subito; alzarlo è un gesto che vale la prossima settimana. La conseguenza pratica è che il limite va pensato quando si apre il conto, non quando si è davanti a una quota che sembra buona, perché in quel momento l’unica leva disponibile è quella che abbassa.

AdmiralBet è l’operatore più esplicito su questo punto: chiede in registrazione un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola dei sette giorni per l’aumento. bet365 riporta fra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero verde è il dettaglio più utile che un operatore possa mettere in una pagina di gioco responsabile, ed è anche quello che si nota meno.

Autoesclusione e RUA: quello che un sito senza concessione non può offrire

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo che rende concreta l’autoesclusione in Italia: blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Un’autoesclusione parziale è una cosa diversa da un’autoesclusione totale: chiuderla su un solo prodotto lascia aperta la porta accanto.

Qui la differenza fra i due mondi diventa concreta. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione su quel sito — e non perché il sito lo ignori per negligenza, ma perché non ha alcun canale attraverso cui saperlo. L’autoesclusione è un impegno preso con un sistema, non una promessa fatta a sé stessi.

Identità, età e accesso

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. L’età è fissata a 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Le strade per identificarsi sono due. La prima è la registrazione classica con copia di un documento; la seconda passa dall’identità digitale: BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e Goldbet consente anche la CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti e non lo sono: chi apre il conto, versa e rimanda il caricamento del documento scopre il blocco esattamente quando vuole prelevare.

Il margine dentro la quota

C’è un ultimo strumento di prevenzione che nessuna norma impone e che conviene conoscere: la matematica del margine. La quota che il bookmaker espone contiene già il proprio compenso. Su un mercato con tre esiti — 1X2, dove un giocatore può puntare sulla vittoria di casa, sul pareggio o sulla vittoria esterna — la somma dei reciproci delle tre quote dà la quota di ritorno, e la differenza a 100 % è il margine trattenuto dall’operatore. Il margine non si vede da nessuna parte: non compare nella quota, non compare nel regolamento, e non compare nel bonus. Compare nel conto, partita dopo partita.

Perché riguarda la tutela e non solo il portafoglio? Perché è il numero che dice quanto vale davvero un’offerta promozionale. Un bonus in denaro, una quota minima richiesta, un requisito di rigioco: tutto viene misurato contro il margine del mercato su cui si gioca. Sui mercati principali il margine è più stretto, su quelli di nicchia è più largo, e una quota minima alta come quella richiesta da alcune promozioni spinge il giocatore verso i secondi. Non serve calcolare il margine per ogni partita; serve sapere che esiste, e che quanto più stretta è la quota tanto più il compenso dell’operatore è già dentro il prezzo.

Le sei piattaforme con concessione ADM, una per una

Ogni operatore ha le proprie condizioni di gioco e i propri strumenti di tutela, rendendo utile il confronto tra le diverse proposte.

bet365: il metodo più citato e nessun numero di concessione in vetrina

bet365 è il marchio con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su sito .it proprio. Nella descrizione della propria app indica fra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, e precisa che il conto si usa dal sito o tramite l’app. È la menzione più asciutta delle sei: nessuna pagina promozionale costruita intorno al portafoglio elettronico, nessun vantaggio dichiarato per chi lo usa.

Quell’asciuttezza è un’informazione, non una lacuna. Un operatore che elenca tre metodi e passa oltre sta dicendo che il pagamento è un dettaglio tecnico, e in effetti lo è: il valore di un conto di gioco non sta in come entra il denaro. Nella descrizione degli strumenti di gioco responsabile bet365 indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, un torneo di scacchi, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore: è il tipo di evento che non entra in un palinsesto per caso, e suggerisce un operatore che presidia lo sport prima che diventi popolare.

Il punto debole per chi arriva da questa pagina è l’opacità sulle procedure. La menzione di PayPal nella scheda dell’app dice che il metodo è accettato; non dice da quale cifra minima, non dice per i prelievi, non dice quali controlli precedono il primo incasso. Chi apre il conto per il portafoglio elettronico deve leggere i termini prima di versare, e non troverà la risposta in una pagina promozionale. Sull’ampiezza reale dell’offerta, oltre alla lista dei metodi, la descrizione dell’app non aggiunge dettagli di mercato.

Verdetto. bet365 è la scelta di chi vuole un concessionario grande e non vuole che il metodo di pagamento diventi il centro della propria esperienza: PayPal c’è, funziona come le altre due opzioni citate e non promette niente in più. Chi ha bisogno di sapere in anticipo tempi e limiti, però, resterà deluso dalla sobrietà delle informazioni disponibili.

Lottomatica: PayPal anche in uscita, non solo in entrata

Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, il cui concessionario è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., meglio nota come GBO Italy, su sito .it proprio. Il conto gioco accetta fra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri metodi, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Nella tabella di questa pagina è l’unico marchio che il cui elenco nomini esplicitamente il portafoglio elettronico per le operazioni in uscita e non solo per quelle in entrata, e questa simmetria è la cosa che conta di più.

Perché conta: la maggior parte delle delusioni con i metodi di pagamento nasce al prelievo, non al deposito. Un operatore che scrive «depositi e prelievi» ha messo per iscritto una promessa che il giocatore potrà verificare una volta sola, quando chiederà indietro i soldi, e che in quel momento vale più di qualunque campagna. È il tipo di dettaglio che non si vede nelle classifiche costruite sui bonus, e che invece decide se il denaro di una vincita arriva su un portafoglio o su un conto bancario.

Sul resto Lottomatica non si distingue dalla tabella: numero di concessione e concessionario diversi dal marchio, come per quasi tutti, e nessun dettaglio aggiuntivo su tempi di accredito o costi. Anche qui l’app è il canale principale e l’accesso è tradizionale, con credenziali. Chi si aspetta una gestione del conto più ricca, con strumenti di controllo visibili in app, non la trova descritta. Verdetto. La simmetria fra depositi e prelievi è l’argomento più concreto che una piattaforma possa portare in questa pagina, e Lottomatica è l’unica a esporla: vale da sola la lettura dei termini, purché il lettore accetti di verificarla di persona invece di fidarsi della scheda dell’app.

Goldbet: il conto gemello con un’insegna diversa

Goldbet ha concessione ADM n. 16009, e il concessionario è lo stesso di Lottomatica: Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy. Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it. Dal punto di vista dei pagamenti la descrizione è sovrapponibile a quella di Lottomatica, e la ragione è scritta nella riga della licenza: la stessa società gestisce entrambe le insegne.

Quella sovrapposizione è il dato più interessante di questa scheda, e va letta come tale. La concessione è per sito e non per azienda, quindi il lettore che confronta Lottomatica e Goldbet sta confrontando due siti della stessa società, con due app, due interfacce e due assistenze. Non è una furbizia editoriale: è come funziona il mercato, e spiega perché certi gruppi sembrino onnipresenti nelle classifiche italiane. Chi sceglie Goldbet sceglie un conto con PayPal in entrata e in uscita e una gestione del conto affidata alle credenziali del sito, non dell’app.

Il limite di questa scheda è che i due marchi si distinguono poco. A parità di concessionario e di metodi, la differenza sta nell’esperienza d’uso — app, navigazione, promozioni — e su questo la descrizione dell’app non offre elementi. Chi ha già un conto su una delle due insegne non ha motivo di aprirne un secondo per il metodo di pagamento: lo troverebbe identico. Verdetto. Goldbet offre la stessa coppia ricarica-prelievo di Lottomatica sotto un’altra insegna: utile a chi preferisce quell’app, irrilevante per chi cerca solo PayPal, perché il portafoglio non aggiunge nulla che l’altro sito del gruppo non abbia già.

AdmiralBet: l’unico che scrive nero su bianco le regole

AdmiralBet opera con concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., su sito .it proprio, ed è l’operatore che in questa pagina si comporta meglio sul terreno che conta: mette per iscritto quello che gli altri lasciano intuire. Indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. Sono otto voci, la lista più lunga delle sei schede, e la qualificazione che le accompagna — nessun costo aggiuntivo, strumenti a nome del titolare — è più utile della lunghezza.

L’intestazione è il punto. Che gli strumenti debbano essere intestati al cliente non è una clausola vessatoria messa lì per complicare la vita: è la condizione che rende verificabile un prelievo. Il controllo di identità che blocca un incasso da un portafoglio di terzi non è un capriccio burocratico, è la stessa regola che impedisce a un conto di gioco di diventare un canale di riciclaggio. Un giocatore che vuole prelevare senza sorprese deve versare da un portafoglio che porta il suo nome, e AdmiralBet glielo dice prima.

Sul fronte della tutela la scheda è ancora più densa. In registrazione chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace subito e un limite aumentato efficace dopo sette giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Pochi operatori descrivono i propri strumenti con questa precisione, e la precisione è un servizio: il giocatore sa prima che cosa potrà chiedere e per quanto tempo resterà fuori.

Il costo di questa trasparenza è una registrazione più lunga. Impostare tre tetti su tre periodi diversi prima di aver mai giocato richiede una piccola decisione consapevole, ed è esattamente il punto: il momento migliore per fissare un limite è quando non si ha fretta di giocare. Chi apre il conto di fretta e rimanda queste scelte troverà i limiti predefiniti al posto dei propri. Verdetto. È il marchio che rende più facile decidere con cognizione di causa: lista dei metodi qualificata, strumenti di tutela descritti per esteso, autoesclusione con durate precise. Il prezzo è la pazienza in fase di apertura, e per un conto che si userà per anni è un prezzo ragionevole.

William Hill: cento euro dichiarati, cinquanta pagati a pezzi

William Hill opera con concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su sito .it proprio, e in questa pagina è l’unico marchio che lega PayPal a una cifra precisa: nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il portafoglio non è solo accettato, è la strada indicata per qualificarsi all’offerta.

Vale la pena smontare quel paragrafo come si smonta un preventivo, perché ogni pezzo ha un prezzo. Il deposito minimo è di 20 € e va fatto entro 7 giorni: chi apre il conto per curiosità e versa venti euro la settimana dopo si è già giocato la promozione. Il bonus arriva in tranche da 10 €, quindi cinque accreditamenti separati, ciascuno legato a una multipla. E la multipla deve avere almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 per ogni evento giocato: cinque eventi a quota 5.00 sono una quota complessiva che sfiora 3125, un ordine di grandezza che un giocatore occasionale incontra una volta ogni tanto, non ogni domenica. Il denaro deve essere reale, quindi il bonus non finanzia le giocate che lo sbloccano.

Cinquanta euro di bonus cash che si liberano in tranche da 10 € hanno una struttura più rigida di quanto la cifra suggerisca. Chi gioca sistematicamente multiple ampie con quote alte dentro il perimetro del bonus ha le competenze per sfruttare il meccanismo; chi gioca singole su un mercato principale deve considerare quei dieci euro come un premio eventuale, non come uno sconto sul primo deposito. Verdetto. L’offerta è costruita per un profilo specifico e lo dichiara: chi non gioca multiple da cinque eventi con quote alte non vedrà il bonus, e per quel giocatore il valore dell’operazione sta altrove — nella menzione di PayPal come metodo di deposito qualificante, che resta una conferma utile.

BetFlag: il prelievo più laborioso e i requisiti più chiari

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., su sito .it proprio, e ha il record della pagina su due fronti opposti: le procedure più esigenti e i requisiti messi per iscritto meglio. Elenca per i depositi Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter; la Ricarica BetFlag si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si usa dopo la validazione del documento.

Il bonus di benvenuto è il più capiente delle sei schede: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È una cifra che sembra sproporzionata rispetto ai 50 € di William Hill e che va letta con attenzione alla parola «saldo»: non è denaro che si libera in tranche legate a multiple con quote minime, è saldo su cui valgono le condizioni promozionali generali dell’operatore. La differenza fra le due strutture è più importante della differenza fra 50 e 5.000, e chi legge solo il secondo numero si perde la parte utile.

L’operatore ha anche un bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Le scadenze si sommano — trenta giorni per completare la verifica, tre giorni per giocare i 10 € — e chi apre il conto e rimanda il caricamento del documento si trova con i tempi già consumati, esattamente come nella sequenza di controllo descritta parlando di ricariche e prelievi.

Sul prelievo BetFlag è il più severo del gruppo. Si prelevano solo le vincite nette, dopo aver inviato copia fronte e retro del documento usato in registrazione, e con una sola richiesta di prelievo in sospeso alla volta. Chi vince due volte in un giorno e presenta due richieste ne vedrà processare una. L’identificazione, d’altra parte, BetFlag la offre anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, il che in parte compensa: un conto aperto con identità digitale È un conto già validato. Verdetto. È la scheda da leggere per intero prima di scegliere: i metodi sono dieci e il bonus di benvenuto è il più ampio, ma il prelievo richiede documento, vincite nette e una richiesta alla volta, e il bonus senza deposito ha tre scadenze che corrono insieme. La trasparenza è reale; le condizioni non sono leggere.

Domande frequenti su PayPal, concessioni e limiti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Dipende dall’operatore e non da un albo: nessuna norma pubblica un elenco di binari ammessi, e la scelta sta nei termini di ciascun concessionario. Si incontrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti nei punti vendita ricariche, dove si versa fino a 100 € a settimana complessivi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un tetto settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite abbassato vale subito, uno aumentato richiede sette giorni. AdmiralBet chiede tetti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Dall’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, che il 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La lista non ha una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive, che si verifica sul sito dell’operatore.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

L’età è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori fra i principi e le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco. Il conto di gioco richiede identificazione piena, con documento oppure con SPID o CIE; senza SPID va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi su casi concreti conviene consultare un commercialista. Fuori dal perimetro della concessione la posizione cambia.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota: una puntata di 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 €, con un utile netto di 8,50 €. In una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un’unica quota complessiva, e la vincita è la puntata per quella quota. La quota è decimale, con la virgola.

Contenuto creato dal team «Bonus Piuvantaggiosi»