Scommesse sul padel: quale bookmaker con concessione ADM fa per te
Aggiornato al 3 Novembre 2026; concessioni e condizioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il padel ha un problema che nessun altro sport popolare ha: il suo circuito è troppo giovane perché il mercato delle scommesse abbia avuto il tempo di somigliare a quello del calcio. Chi cerca dove puntare su una partita di padel trova dieci bookmaker con regolare concessione italiana, tutti con un palinsesto approvato evento per evento, e nessuno che possa prometterti quello che una pagina di Serie A ti dà senza pensarci: centinaia di mercati aperti con mesi di anticipo.
A questo punto la domanda utile non è «qual è il bookmaker migliore». È un’altra: quali strade hai davanti, e quale di quelle strade regge il tuo modo di giocare. Un conto è chi vuole un margine stretto su un mercato a due esiti, un altro è chi si accontenta di una quota discreta perché il gusto è seguire il torneo, non spremere il centesimo.
Questa pagina prende il problema da lì. Prima il calendario e i tornei, cioè dove la palla si vede davvero; poi la classifica dei dieci operatori con la loro concessione e la loro riga di termini; poi il meccanismo della quota, che è la parte che quasi nessuno spiega; quindi la normativa, dal D.Lgs. 41/2024 alla lista dei siti oscurati; e in fondo la tutela del giocatore, che in Italia è la parte più regolata di tutte. Le cifre sono quelle che le fonti pubbliche e i termini degli operatori dichiarano, e dove un numero non esiste non c’è: in un mercato così giovane l’onestà sta nel dirlo, non nel riempire la casella.
Calendario e tornei di padel: che cosa finisce davvero nel palinsesto
Il padel nasce ad Acapulco, in Messico, per mano di Enrique Corcuera, nel 1968 o nel 1969 — le due date circolano entrambe e nessuno ha mai ritenuto la questione abbastanza importante da chiuderla. Sessant’anni dopo è lo sport di racchetta che cresce più in fretta al mondo: la Federazione Internazionale di Padel conta nel 2025 più di 35 milioni di giocatori attivi in oltre 150 paesi. Un numero enorme, e qui comincia il guaio.
Perché una cosa è il numero di persone che giocano, un’altra è il numero di partite su cui un concessionario italiano può accettare una puntata. Il palinsesto non è una lista di sport: è il programma degli eventi e dei tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, e si può scommettere solo sugli eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno. In settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Non è un automatismo: è una pratica autorizzativa.
Da qui una conseguenza che vale più di ogni elenco di mercati. In un mercato maturo il bookmaker apre il mercato e aspetta i clienti; qui, sul padel, il bookmaker aspetta l’autorizzazione e poi apre. Chi si aspetta di trovare un tabellone completo di un torneo minore con due settimane di anticipo si sta sbagliando di grosso.
Il campo aiuta a capire perché il prodotto interessi comunque. Si gioca di solito in doppio su una superficie di 10 metri per 20, chiusa da pareti e reti metalliche, con la rete alta 88 centimetri al centro. La palla rimbalza sulle pareti e resta in gioco, i punti si allungano, le partite durano. Per un operatore è materiale pregiato: il ritmo tiene acceso il live.
Il punteggio è quello del tennis, con una variante che conta. Nei tornei maggiori il 40-40 può essere risolto dal punto d’oro invece che dal vantaggio. È una differenza piccola sulla carta e grande su un biglietto: nel punto d’oro il 40-40 è un punto secco, e chi ha puntato sull’esito di un game o su un mercato legato ai break si trova davanti a una regola che non assomiglia a quella del tennis che conosce. Le regole della competizione vanno lette prima di compilare la schedina, non dopo.
Dal World Padel Tour al circuito unificato
Il professionismo del padel ha una data di nascita recente. Premier Padel è il circuito mondiale unificato, nato dopo l’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023, entrato in vigore con la stagione 2024. Un solo circuito al posto di due, un calendario unico, un ranking unico — e, per chi scommette, una conseguenza pratica: la continuità dei dati. I tabelloni, i risultati e le teste di serie di una stagione sono confrontabili con quelli della successiva, cosa che nel 2023 non era affatto garantita.
Restano fuori dal quadro i tornei locali, i campionati a squadre, i circuiti amatoriali, tutte le competizioni che riempiono i circoli italiani ma non hanno un tabellone pubblico confrontabile. È lì che si concentra la parte più grande del movimento, ed è esattamente lì che il palinsesto non arriva. La distanza fra il padel che si gioca il sabato mattina in provincia e il padel su cui un concessionario accetta puntate è la stessa distanza che passa fra uno sport e un prodotto.
Palinsesto, virtuali e ippica: tre cose diverse
Il calcio virtuale non è padel e non è sport: la legge italiana definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con la ripresa di un evento reale pre-registrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e gli operatori li espongono in una sezione «Virtuali» separata dal resto.
Gli ippica sono due cose distinte anche nel testo di legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, e i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione a sé. Per un lettore che cerca padel la distinzione sembra accademia. Non lo è, perché spiega una cosa che si vede nei menu dei bookmaker: quello che scorre sotto le voci «Virtuali» e «Ippica» vive in contenitori normativi diversi, con regole diverse, e non è un catalogo di sport tutto uguale.
Il totalizzatore, cioè la scommessa a montepremi in cui la quota si forma dopo la raccolta, è previsto dalla legge accanto alle scommesse a quota fissa. Se qualche marchio online italiano lo offra davvero non risulta: nel panorama attuale si vedono scommesse a quota fissa, punto. Il betting exchange è un’altra cosa ancora: è la modalità in cui il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima, e in Italia è una concessione separata. Betfair, che è descritta come la prima a introdurlo, ha la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sul mercato italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
I criteri della classifica e il confronto fra i dieci operatori ADM
Dieci nomi in fila non sono una classifica: sono un elenco. Per trasformare l’elenco in una valutazione servono criteri dichiarati, e questi sono i quattro che contano su questo sport.
Il primo è l’ampiezza del catalogo sportivo, perché il padel non vive solo. Un operatore che copre calcio, tennis, basket, pallavolo e hockey in pre-match e live ha più occasioni di usare il saldo anche nelle settimane in cui il palinsesto del padel è magro. Il secondo è la profondità dei mercati: 1X2, Under/Over, result, combo, cartellini, tiri, rigori — la differenza fra chi offre la schedina minima e chi offre il banco di lavoro.
Il terzo criterio è il costo: il margine che l’operatore trattiene su ogni mercato, e le condizioni che accompagnano bonus e promozioni. Il quarto è il contorno operativo: numero di eventi, streaming, funzione cash out, tempi di accredito, strumenti di tutela dentro il conto. Un operatore può vincere su uno e perdere su un altro, e per questo la tabella sotto ha tre colonne e non una pagella.
| Operatore | Concessione ADM e Concessionario | Note sull’offerta sportiva |
|---|---|---|
| Betfair | 16028, Betfair Italia S.r.l. | Betting exchange (punta e banca) |
| StarCasinò | 16026, Azzurri Limited | Casinò con banco sportivo |
| Goldbet | 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Palinsesto sportivo completo |
| William Hill | 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Extra Bet Club su multipla |
| Lottomatica | 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Ampia copertura live e streaming |
| BetFlag | 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport e registrazione SPID |
| bet365 | 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Partner globale UEFA |
| SNAI | 16032, Snaitech Spa | Funzione My Combo e Cash Out |
| AdmiralBet | 16048, Admiral Bet S.r.l. | Strumenti di autoesclusione chiari |
| NetWin | 16035, Netwin Italia S.p.a. | Virtuali con partenze ogni 2 minuti |
La tabella mette in fila ciò che è verificabile: la concessione con il numero e il concessionario, e ciò che i termini dell’operatore dichiarano sul punto. In mezzo alle due colonne c’è la colonna del marchio, che è l’unica cosa che un lettore già conosce. Il resto — quanto è profondo il mercato, quanto trattene davvero l’operatore, quanto ti costa un requisito di giocata — sta nelle righe di sotto, una per marchio, ed è lì che la classifica si decide.
Una cosa da mettere in chiaro subito, perché è la fonte di equivoco più comune. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda: sulla lista ADM ogni riga è legata a un solo indirizzo .it, e lo stesso gruppo può comparire più volte. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Non sono due marchi indipendenti che si assomigliano per caso: sono due siti dello stesso concessionario, e chi apre un conto su uno dei due parla con la stessa società.
La seconda cosa è che la lista non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco autorizzato dimostra che quel marchio può operare a distanza in Italia, non che offra scommesse sportive: un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, all’exchange e al bingo. Che il bookmaker abbia davvero un banco sportivo lo dicono il sito e l’app dell’operatore, non l’elenco.
La terza è che l’elenco non è il mercato. Le concessioni messe a bando nel settembre 2025 sono 52, assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025; il registro letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051. Un marchio che non compare fra i dieci di questa pagina non è per questo privo di concessione: significa solo che su questo sport non c’è materiale sufficiente per una riga. E, viceversa, un posto in un confronto non è una concessione. Sono due cose diverse e la confusione fra le due è il modo più rapido per finire su un sito che non ha titolo per accettare la tua puntata.
Come leggere le schede che seguono
Apri un conto, imposta un limite, verifica il numero di concessione nelle condizioni, controlla se il mercato che vuoi è in palinsesto. Questa è la sequenza, e non è negoziabile: il limite si imposta in registrazione, e una volta dentro si può solo abbassare. Se ti accorgi dopo una settimana di averlo messo troppo alto, aspetti sette giorni per alzarlo — e per abbassarlo no.
Le schede che seguono raccontano ogni operatore per quello che ha di diverso dagli altri, non per quello che ha in comune. Il numero di concessione è l’unico dato che identifica senza ambiguità la società con cui firmi; il resto è prodotto.
Come si consulta la lista ADM: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si legge per codice e per indirizzo. Se il numero che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni non compare, il problema non è la grafica del sito: è che quel sito non ha titolo.
Fondamenti: la quota del padel, il margine e che cosa resta in tasca
Qui si arriva al punto che decide tutto il resto. Una quota non è un pronostico del bookmaker: è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo vende. Capire come è costruita è la sola difesa che un giocatore ha, perché è l’unica parte del meccanismo che l’operatore non può nascondere.

Il conto è semplice. Sulla quota si moltiplica la puntata: due euro a quota 1,90 restituiscono 3,80 €, cioè due di puntata e 1,80 € di utile netto. Nulla di misterioso fin qui.
Il mistero comincia quando la stessa partita ha due esiti e le due quote non sono simmetriche. Prendi un mercato illustrativo a due vie con 1,90 su entrambe le parti — un esempio didattico, non un prezzo quotato da nessuno. Sommando le probabilità implicite, 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, si ottiene 1,0526. Quel numero dice che il bookmaker sta vendendo come probabilità complessiva qualcosa che supera il 100 per cento: la sua quota di ritorno è l’inverso, cioè il 95 per cento circa, e il margine — cioè quello che gli resta di ogni unità puntata su quel mercato — sta intorno al 5 per cento, con un variare di qualche decimo secondo quante cifre decimali porta la quota.
Ecco la frase che vale la pena ricordare. Il margine non si vede, non si annuncia e non compare in nessuna schermata; vive dentro le due quote che hai davanti. Su un mercato a due esiti al 5 per cento, ogni 100 € puntati su quella partita ne tornano in circolazione circa 95 € sotto forma di vincite, e i 5 € circa se li tiene il banco. Su un mercato a tre esiti costruito con lo stesso ricarico il lettore non deve rifare il conto: è lo stesso mestiere, applicato a tre prezzi invece che a due.
La stessa aritmetica spiega perché il padel è più caro del calcio. Una partita di Premier League muove volumi che permettono all’operatore di lavorare con margini risicati; un match di padel su cui raccoglie poche centinaia di euro lo costringe a un ricarico più alto per non rimetterci. Nessuno lo dichiara, e nessuno lo deve dichiarare: si legge dal prezzo, e il prezzo è l’unica cosa che il giocatore vede davvero. Su un mercato così sottile, il margine può mangiare una fetta di valore che il volume di gioco non giustifica in nessun altro sport.
C’è poi la parte che rende il quadro onesto e complicato insieme. Il margine di un mercato non esiste in astratto: esiste per quella partita, quello sport, quel bookmaker e per quel momento. Il margine offerto sull’1X2 non è quello dei totali, il margine dei totali non è quello di una combinata, e il margine di un operatore non è quello del vicino. Una tabella che promette numeri precisi è una tabella che sta inventando.
Per questo la cifra va offerta come banda con la sua condizione: intorno al 5 per cento su un mercato illustrativo a due vie con due prezzi a 1,90, su una partita che non esiste. Il numero non cambia il problema, lo inquadra.
Quanto vale un bonus di benvenuto
Passiamo alla seconda cifra che quasi nessuno calcola. Un bonus di benvenuto non è denaro regalato: è credito da giocare sotto condizioni, e il suo valore dipende da quanto quelle condizioni costano. Il modo per stimarlo è ragionare in termini di costo atteso, non di speranza.
Un giocatore riceve un credito e lo deve rigiocare; ogni puntata che fa su un mercato con margine intorno al 5 per cento gli costa in media circa il 5 per cento di quello che punta. Il risultato è il costo medio di far girare quel credito tante volte quanto servono. La matematica qui è inflessibile e non porta mai da vincere: è una stima statistica, una media su molte puntate nelle ipotesi date, non un risultato garantito per la singola schedina.
Il punto pratico è che i requisiti si misurano in volume. Il tipo concesso con una mattina libera davanti e la partita in televisione è un conto; quello che promette di rigiocare in fretta il credito senza controllare il conto finale è un altro. Prima di toccare un bonus di benvenuto servono quattro cose lette e non immaginate: quanto vale il credito, quante volte va girato, quali puntate valgono e con quale quota minima, entro quale giorno. Dove uno di questi quattro numeri non esiste, la risposta non è «deciderò giocando»: è chiudere la pagina delle promozioni e tornare a quella delle condizioni.
Quota, schedina e combinata: che cosa cambia
La quota totale di una multipla è il prodotto delle quote dei singoli eventi, e questo è l’unico punto in cui l’aritmetica premia. Tre eventi a 1,80 / 1,90 / 2,10 — un esempio illustrativo, non un prezzo trovato da qualche parte — danno una quota complessiva di 7,182: dieci euro diventano circa 71,82 €.
Il rovescio è che le probabilità si moltiplicano insieme alla quota. Perché una combinata vada a casa devono accadere tutti gli eventi, e il margine del bookmaker viene applicato tre volte, una per riga. La sensazione di aver trovato un prezzo alto è quasi sempre la stessa cosa del rischio che si è appena accettato.
La struttura del mercato decide poi dove si può puntare davvero. Una singola su una partita di padel si gioca su due o tre mercati quando va bene; per mettere insieme una multipla decente servono eventi di sport diversi, e a quel punto si compra il rischio cumulato per riempire una schedina. Chi non ha mai compilato un biglietto con una sola riga deve sapere che è un’opzione, non una versione incompleta.
Normativa: la concessione ADM, il palinsesto approvato e i siti oscurati
Il quadro italiano parte da un nome e da una data. L’autorità è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che nella vulgata del settore si chiama ancora «AAMS» — e il testo di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Non è una riforma di facciata. Le licenze italiane sono «concessioni» assegnate per gara pubblica, non licenze aperte: i vincitori del bando possono gestire uno o più dei giochi elencati e per un periodo massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione, il che — detto senza giri di parole — significa che il prezzo che paghi oggi è lo stesso che pagherai fra sette anni, almeno nella struttura.
Il primo comma dell’articolo 6 mette in fila ciò che si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; e il bingo. Un singolo concessionario può tenere più di questi diritti insieme, ed è per questo che un marchio può avere un banco sportivo, una sala da gioco e una sezione virtuale sotto lo stesso tetto.
Per il padel non esiste un articolo dedicato, e non serve: una partita di padel è un evento sportivo, e una puntata su di essa è una scommessa a quota fissa su un evento sportivo. La regola che conta sta altrove.
Il palinsesto: nessuno scommette su ciò che non è approvato
Qui c’è il punto che separa l’Italia da quasi tutto il resto d’Europa. La legge definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, ippici e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e stabilisce che una puntata può essere accettata solo sugli eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno.
Il palinsesto non è una formalità burocratica che il giocatore non vede. È il motivo per cui la profondità dei mercati su questo sport cambia da operatore a operatore e da settimana a settimana. Chi offre una partita di padel oggi l’ha messa in programma e l’ha fatta approvare; chi non la offre non ha semplicemente deciso di non farlo.
E qui emerge il punto più delicato di tutta la materia: l’elenco ufficiale dei concessionari si legge ma non dice i giochi. Un nome sull’elenco dimostra che quel marchio ha titolo per operare a distanza in Italia; non dimostra che abbia un banco di scommesse sportive. L’unico posto in cui un lettore trova nero su bianco la concessione e la società che la detiene sono le condizioni generali dell’operatore, dove il numero e la ragione sociale sono dichiarati.
Identificazione, conto di gioco e ricariche
Un conto di gioco italiano richiede l’identificazione completa. L’apertura passa da un modulo con copia di un documento, oppure — presso diversi operatori — da SPID e CIE, con SPID che in alternativa può essere aperto tramite un fornitore. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati: è la pagina operativa a dirlo, ed è un dettaglio che in pochi leggono prima di versare.
Le ricariche hanno regole proprie. I punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie, iscritti in un registro ADM che costa 100 € l’anno — accreditano l’account solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana in totale; non pagano vincite e non restituiscono saldo. Chi pensa di passare dal tabaccaio per ritirare una vincita ha capito male il mestiere di quel banco.
Sui binari di pagamento gli operatori ADM mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; la lista esatta di ciascun operatore sta nei suoi termini. Il cripto presso i concessionari ADM è una questione aperta, e nessuna norma indica un elenco di strumenti approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione: la sua entrata in vigore è un punto non confermato.
Il Decreto Dignità e la pubblicità del gioco
Un’ultima regola va detta per intero, perché è quella che il lettore incontra senza accorgersene. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, comprese le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 per cento del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare provvedimenti di AGCOM anche sui mezzi che la ospitano.
Le sfumature giuridiche sono in movimento. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica del divieto. Una proposta di modifica del bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è rimasta una proposta: al momento della verifica il divieto è in vigore.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: non ci sono tetti di legge né sull’importo del bonus né sui requisiti di rigioco, che restano fissati dai termini di ciascun operatore.
Tasse: chi paga, e chi non dichiara nulla
Prima le imprese. Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato — con due aliquote: 20,5 per cento se la raccolta avviene sulla rete fisica, 24,5 per cento se avviene a distanza, applicate sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in forte calo rispetto al 43 e 47 per cento precedenti; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 per cento dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 e 25 per cento non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è un punto non chiarito.
Poi i giocatori, e qui la risposta è più semplice di quanto si senta ripetere. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: la somma arriva già netta e il contribuente non inserisce nulla nella dichiarazione. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 con la formula «tassate alla fonte», e non risulta confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il caso concreto conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Il principio va preso come orientamento e non come consulenza fiscale.
Siti oscurati e sanzioni: che cosa rischia chi gioca fuori
Offrire gioco a un giocatore in Italia senza concessione è illegale, e la macchina che lo contrasta è articolata. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
L’efficacia del blocco è quella che è. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori ci arrivano con ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e descrive bene un lavoro che non finisce mai.
Sul lato del giocatore la regola è più spiacevole da leggere. ADM cita l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e lo stesso vale per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e i casi effettivi di contestazione a un giocatore non sono noti: ma la regola c’è, ADM la enuncia in questi termini, e il giocatore italiano è esplicitamente incluso.
Per gli operatori esiste poi l’art. 4, comma 4-bis, che copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. Tradotto: la geografia dei server non sposta nulla.
Il confronto onesto che ne esce è questo. La concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com privo di concessione non porta nessuna di queste cose, rischia il blocco DNS e — secondo quanto dichiara ADM — espone il giocatore a una sanzione penale. Il mercato offshore che accetta giocatori italiani esiste e si fa trovare nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: è una zona senza protezioni, senza RUA e senza tutele, e i tributi, gli eventuali problemi di pagamento e le tempistiche stanno fuori da qualsiasi quadro italiano.
Verificare una concessione in tre mosse
I criteri dell’autorità sono pubblici, e una verifica seria prende due minuti. Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si controlla che il numero dichiarato dall’operatore nelle sue condizioni compaia con quell’indirizzo .it.
Il secondo passaggio è interno al sito: le condizioni generali devono riportare il numero di concessione e la ragione sociale del concessionario. Se il marchio che compare in home page non coincide con la società dei termini, non è una sorpresa né una truffa — è il funzionamento normale di un gruppo con più insegne.
Il terzo passaggio richiede un po’ più di attenzione. Prima di versare, si controlla il palinsesto degli eventi che interessano: se la partita di padel che vuoi seguire non è in programma, non è una svista dell’operatore, è che quell’evento non è stato autorizzato. E se un sito promette su questo sport una copertura che tutti gli altri non hanno, vale la pena di chiedersi da dove viene.
Gioco responsabile: limiti, autoesclusione e dove si chiede aiuto
La parte di mercato che cresce più in fretta è anche quella con il bacino di giocatori più giovane, e questo dovrebbe cambiare il modo in cui un lettore guarda gli strumenti di tutela. Non sono un’appendice da firmare in fretta alla fine della registrazione. Sono la parte del conto che determina quanto puoi perdere, ed è la sola che il concessionario non può allentare senza il tuo consenso e senza un’attesa.
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il momento che conta è uno solo: la registrazione. Lì il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’impostazione non è un dettaglio burocratico perché da quel momento in poi la strada è tutta in discesa. Abbassare un limite ha effetto immediato; alzarlo richiede sette giorni di attesa, su base giornaliera, settimanale e mensile. Il legislatore ha costruito volutamente un meccanismo sbilanciato: chi vuole giocare meno lo fa subito, chi vuole giocare di più aspetta. È una asimmetria che vale la pena avere dalla propria parte, e l’unico momento per sfruttarla è prima di accorgersi che serve.
L’altro strumento è l’autoesclusione, e in Italia ha una caratteristica che non ha quasi da nessun’altra parte: è centralizzata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, che blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale sul territorio. Un gesto solo, su un solo operatore, vale su tutti.
Autoesclusione: RUA, durate e il nodo del 1° febbraio 2026
Le durate praticate hanno una doppia lettura che conviene tenere insieme. Le condizioni degli operatori prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, e l’effetto riguarda tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In mezzo c’è il passaggio normativo che sposta la scelta: le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano.
Il punto pratico è che chi ha intenzione di escludersi deve verificare, sulla pagina dell’operatore che usa, da quale data decorre la durata che gli interessa. Non è un eccesso di pignoleria: è la differenza fra una pausa di sette giorni e un blocco di nove mesi.
E, come sempre, la protezione vale dentro il perimetro. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA: un giocatore autoescluso che si iscrive a un marchio offshore non è protetto da nulla, e non lo sarà nemmeno dal registro.
Che cosa guarda chi non vuole sorprese
Su questo terreno le condizioni degli operatori aggiungono strumenti propri. Il quadro è quello delle condizioni Admiralbet, che in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se il limite è ridotto e sette giorni di attesa se è aumentato. bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Quel numero è la cosa più utile della sezione, quindi vale la pena scriverlo chiaro: chi ha un problema con il gioco, o sospetta di averlo, ha un canale pubblico e gratuito da chiamare, e non deve passare da un operatore per trovarlo. Le informazioni arrivano dalla linea, non dalla piattaforma su cui si sta giocando.
Su questo punto, per una volta, vale la pena di essere noiosi. Il margine di 5 per cento su una partita di padel è una questione di soldi; un limite di deposito impostato la prima sera è una questione di controllo. La seconda non si recupera dopo, e nessun bonus di benvenuto vale la prima.
I dieci operatori ADM a confronto su questo sport
Betfair: una concessione separata per il punta e banca
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione ADM numero 16028 sul sito Betfair. Il marchio è quello che in Italia ha introdotto il betting exchange, la forma di gioco in cui il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima — un diritto che nel D.Lgs. 41/2024 vive come gioco a sé, non come variante delle scommesse a quota fissa.
L’app Betfair Sport offre mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e le combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. La sua documentazione riporta regole specifiche per i conti sul mercato italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50: sono le regole di una casa che lavora con un modello diverso dagli altri, e chi arriva dall’exchange internazionale farà bene a leggerle prima di aprire.
La struttura dell’exchange cambia il mestiere del giocatore. Non si punta contro un prezzo fissato dal banco ma contro un altro giocatore, e il costo si chiama commissione invece che margine: due modi diversi di pagare lo stesso servizio. Per chi ha un metodo e vuole confrontarlo con il mercato invece che con un listino, questa è la strada più interessante del gruppo. Per chi cerca il tabellone pieno di padel e la schedina pronta, la più complicata.
StarCasinò: casinò con banco sportivo, per chi punta ogni tanto
Azzurri Limited detiene la concessione ADM numero 16026 sul sito StarCasinò. Il nome dice il prodotto principale: slot e Live Casinò, con l’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva.
Il catalogo sportivo è quindi quello che è: un banco che copre gli eventi maggiori, non un bookmaker con una sezione dedicata allo sport. Per chi cerca il padel in modo sistematico, questa è una strada stretta, e conviene partire sapendolo. Il marchio ha però un pubblico preciso — chi entra per il casinò e di tanto in tanto mette una puntata su una partita — e per quel pubblico l’integrazione dentro un’unica app ha un valore reale.
Il limite è quello di tutti i casinò con sport: quando il palinsesto non copre ciò che cerchi, non c’è un secondo piano a cui scendere.
Goldbet: palinsesto vasto, dalla singola al sistema
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene la concessione ADM numero 16009 sul sito Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e l’apertura del conto può passare anche da CIE attraverso un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica — un dettaglio che per molti vale quanto un mercato in più.
La gamma delle tipologie di giocata è ampia per il mercato italiano: dalla schedina minima dei virtuali alla sistema con più colonne, passando per le multiple costruite su sport diversi. Nella registrazione, l’operatore chiede di impostare i limiti massimi di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se il limite viene ridotto e sette giorni di attesa se viene aumentato.
Il quadro che ne esce è quello di un generalista solido: non è il più profondo su uno sport, è probabilmente il più equilibrato sull’insieme. Per chi gioca su più sport durante l’anno e non vuole aprire tre conti, è un candidato ragionevole.
William Hill: il meccanismo della freebet settimanale
William Hill Malta Plc detiene la concessione ADM numero 16044 sul sito William Hill, con una promozione costruita attorno al campionato italiano. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Vale la pena smontare il meccanismo, perché è istruttivo. La condizione non è puntare 20 € su una partita: è comporre una multipla con almeno cinque eventi e una quota complessiva non inferiore a 10.0. Cinque eventi che moltiplicano insieme le loro probabilità sono un biglietto che quasi mai arriva in fondo, e la freebet da 5 € arriva comunque, ma solo se la multipla è stata giocata con quelle caratteristiche. Il premio è un credito, non denaro, e la sua struttura di utilizzo decide quanto effettivamente vale. Il premio settimanale è piccolo e la soglia per giocarci è alta: due fatti che vanno tenuti insieme.
Chi costruisce abitualmente multiple a cinque gambe con quota alta trova qui un ritorno accessorio senza cambiare abitudini. Chi gioca singole taglia fuori la promozione per come è fatta, e non c’è modo di piegarla.
Lottomatica: numeri enormi, compresa la diretta
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene anche la concessione ADM numero 16010 sul sito Lottomatica: un solo concessionario, due siti, due conti distinti. È il caso che meglio mostra quanto conti leggere la riga della società e non il nome dell’insegna.
L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta e scommettere live. La copertura degli sport principali è ampia e la diretta è integrata, il che per un appassionato di sport di racchetta ha un valore immediato: seguire un match mentre lo si guarda non è un vezzo, è la modalità che l’operatore stesso costruisce.
Il rovescio è la visibilità commerciale, che su un marchio così grande rende più difficile distinguere il prodotto dalla comunicazione. Chi cerca un bookmaker generalista con l’occhio al live si trova in casa; chi cerca un prezzo invece di un palcoscenico deve guardare altrove.
BetFlag: un bonus sul deposito e l’apertura con SPID
Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM numero 16008 sul sito BetFlag. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 per cento del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il 100 per cento suona bene e va letto nel modo giusto. È una percentuale sul primo deposito e non sul primo versamento di qualunque importo, il tetto è a 5.000 €, e le condizioni che regolano l’utilizzo del credito — quante volte va rigiocato, con quale quota minima, entro quando — stanno nei termini dell’operatore. Sono le tre domande da fare prima di versare, non dopo. Il conto lo si fa in due minuti: costo medio delle puntate di rigioco per il volume complessivo richiesto, e il risultato è quello che il credito vale davvero, non quello che il banner promette.
Con SPID e CIE l’identificazione è più rapida, ma resta il vincolo dei 30 giorni per la validazione del conto quando si sceglie la registrazione classica. Un profilo da operatore italiano ordinato, senza voli pindarici.
bet365: partner globale, quindi mercati esteri
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM numero 16030 sul sito bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live — un catalogo costruito sugli sport che il pubblico internazionale segue, non certo attorno a un circuito di racchetta.
È il marchio con il catalogo internazionale più profondo del gruppo, e per chi guarda anche calcio estero o tennis è una posizione difficile da battere. Sul padel, però, il padel non è un prodotto su cui un partner globale costruisce la sua offerta: entra nel palinsesto quando ci entra, come qualunque altro evento autorizzato. Peraltro bet365 è indicata come primo partner della Setka Cup, l’evento autorizzato da ADM in settembre 2026: segno che la sensibilità al nuovo esiste, ma viene dalle autorizzazioni, non dalle sponsorizzazioni.
Sulla tutela, gli strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. È lo stesso set che gli altri dichiarano, ed è bene che sia così.
SNAI: la combinata costruita dentro la stessa partita
Snaitech Spa detiene la concessione ADM numero 16032 sul sito SNAI. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. In più, la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il lato che distingue SNAI è la profondità sul singolo incontro, cioè esattamente ciò che serve quando vuoi aumentare il prezzo senza impilare partite diverse. Il rovescio è che ogni pronostico aggiunto sulla stessa partita è correlato agli altri: le gambe si muovono insieme, e il prodotto delle quote non è un prezzo equo della probabilità congiunta. Con il Cash Out la questione diventa pratica: una schedina chiusa prima della fine vale quello che l’operatore decide di offrire in quel momento, e su un mercato sottile la decisione conviene prenderla con calma.
Chi guarda il calcio e vuole restare sulla stessa partita trova qui il banco più ricco; chi cerca padel avrà, come altrove, quello che il palinsesto concede.
AdmiralBet: limiti in registrazione e una doppia lista di durate
Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione ADM numero 16048 sul sito AdmiralBet. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Questo doppio elenco di durate è la cosa più utile che un operatore possa dichiarare, perché dice al lettore che la finestra che sceglie dipende dalla data in cui la sceglie. Ed è anche il motivo per cui non ha senso progettare la pausa in astratto: si progetta sulla pagina dell’operatore che si usa, controllando da quando decorrono i termini.
Il resto è lineare: nessuna promozione che prometta più di quanto una puntata possa restituire, nessun orpello. Chi vuole un conto con gli strumenti di controllo in chiaro e non un secondo lavoro di lettura, qui li trova.
NetWin: virtuali ogni due minuti, sport reale più raro
Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione ADM numero 16035 sul sito NetWin. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e il live score.
La griglia dei mercati sui principali sport è completa e la frequenza degli eventi virtuali è la più alta fra i dieci: partenze ogni due minuti significa che il catalogo virtuale non è mai fermo. Ed è esattamente il profilo che merita una nota onesta. Il virtuale è un prodotto rapido e ripetitivo: moltiplica le occasioni di puntata in un tempo breve, e chi non ha un limite impostato prima di entrare se ne accorge dopo, non durante. La copertura del padel qui non è diversa da quella degli altri, e su questo sport conterà quello che il palinsesto contiene.
Il profilo definitivo è quello di un operatore per chi vuole azione continua e non ha particolari ambizioni di specializzazione.
Domande frequenti sulle scommesse nel padel
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, che il concessionario prepara e l’Agenzia autorizza aggiungendo gli eventi uno per uno. Fuori da quel programma nessuna puntata può essere accettata, nemmeno su un evento sportivo reale e verificabile. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è pubblico in anticipo.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM e si controlla che il numero dichiarato dall’operatore compaia con il suo indirizzo .it. L’elenco però non ha una colonna per i giochi: un nome autorizzato non dimostra di per sé l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive, che va verificata sul sito dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota: due euro a quota 1,90 restituiscono 3,80 €, di cui 1,80 € di utile netto. In una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano fra loro in un prezzo unico, e tutte le gambe devono risultare vincenti perché il biglietto paghi.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Se il totale supera 1, la quota di ritorno è il suo inverso e il margine è quel che resta fino al 100 per cento: su un mercato illustrativo a due vie con 1,90 su entrambe le parti la quota di ritorno è circa il 95 per cento e il margine si aggira intorno al 5 per cento.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario e la somma arriva netta. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore e non risulta confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il caso concreto conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori mostrano anche impostazioni giornaliere. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni di attesa. Le regole valgono per i concessionari ADM: un sito privo di concessione applica le proprie, e non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi.
Che cosa resta da fare, in ordine
Il padel è arrivato nel mercato italiano prima di avere il calendario che merita. Su questo non c’è molto da girarci intorno: il palinsesto si costruisce evento per evento, l’autorizzazione arriva quando arriva, e chi scommette su questo sport deve accettare un catalogo che cambia di settimana in settimana molto più di quanto cambi su calcio o tennis.
Però la strada è tracciata bene. Chi cerca dove puntare ha davanti un percorso con tre passaggi obbligati: la concessione, che si verifica sull’elenco pubblico e nelle condizioni dell’operatore; il mercato, che si legge dal prezzo e dal margine che il prezzo contiene; e i limiti, che si impostano la prima sera e non si negoziano con un banner.
La sorpresa vera non è nella lista degli operatori: dieci marchi con concessione ADM e un catalogo sportivo completo, e nessuno dei dieci fa del padel la propria bandiera. Il mercato è ancora troppo piccolo perché qualcuno costruisca un vantaggio duraturo su uno sport che non ha il numero di partite del calcio. La cosa che il giocatore può fare, e che nessun operatore gli farà notare, è sfruttare proprio questo: verificare se un mercato è in palinsesto prima di aprire, controllare il margine quando la partita compare, e impostare un limite quando il conto è ancora vuoto.
Chi cerca una puntata da fare oggi su una partita di padel deve prima controllare che quella partita sia nel programma approvato dall’operatore che ha scelto. Se lo è, la schedina è a un clic; se non lo è, non c’è bonus che tenga. E chi si accorge di giocare più di quanto volesse chiama l’800 55 88 22: è l’unica cosa su questa pagina che vale la pena di fare senza pensarci due volte.
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