Bookmaker italiani: la concessione ADM si controlla in trenta secondi, il resto è pubblicità
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con i numeri di concessione e le condizioni dei siti verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS) e sui termini e condizioni degli operatori stessi.

Nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Cinquantadue siti. Non cinquecento, non «tutti quelli che trovi cercando». Se il bookmaker su cui stai per versare non sta in quelle righe, sappi che stai giocando contro qualcuno che in Italia non ha titolo per prendere la tua giocata — e il discorso cambia completamente.
Un bookmaker che serve i giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un proprio dominio .it. Il resto — quanti mercati, quanto bonus, quanti streaming — viene dopo, e nessuno di quegli argomenti vale un euro finché la prima casella non è spuntata.
Sport e tornei: il palinsesto non è la vetrina che vedi in home
Un concessionario non può accettare una scommessa su qualunque cosa gli passi per la testa. L’articolo 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM; si scommette solo su eventi che stanno lì dentro, e l’ADM li aggiunge uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore.

Calcio, ovviamente. Le app dei dieci operatori di questa panoramica seguono i campionati nazionali ed europei: Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League. Poi c’è tutto il resto — Formula 1, MotoGP, tennis, basket, volley, ciclismo, rugby, golf, freccette, boxe, baseball, ippica, e persino scacchi, spettacoli e politica. Sisal arriva a dichiarare oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live nella propria app, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket.
Il punto che di solito sfugge: che un sito abbia la concessione non ti dice che abbia il calcio. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Il nome sull’elenco dimostra il titolo, non il prodotto. Il prodotto lo dimostra il sito dell’operatore, il suo palinsesto, la sua app.
E poi c’è la parte italiana che molte guide liquidano in una riga: l’ippica è due cose diverse nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le formule di tipo quarté e quinté — stanno nella lett. c) dello stesso comma e richiedono una concessione propria. Che un brand prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è, a oggi, una casella aperta. Nessuna delle app di questa lista lo dichiara.
Gli eventi simulati sono un caso a parte e vale la pena guardarci dentro, perché ci scommettono in tanti senza sapere cosa sono. L’art. 2, lett. v) li definisce come eventi sportivi, di cavalli e altri, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato: consentiti dentro una concessione per le scommesse sportive, e praticamente tutti i siti hanno una sezione «Virtuali». Sisal ne dichiara oltre 3.000 al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Sulla tassazione sono trattati diversamente dalle scommesse su eventi reali, ma il conto lo paga il concessionario, non tu.
Il calciomercato, che molta gente cerca, non è una categoria di scommessa: è un tema su cui alcuni operatori aprono mercati, e che quei mercati ci siano e quanto valgano lo si vede solo nel palinsesto del singolo sito. Cerca lì, non in un elenco.
C’è una conseguenza pratica per chi vuole scommettere su un evento nuovo: se l’ADM non l’ha ancora approvato, non lo troverai da nessuno, per quanto sia famoso. E vale anche al contrario — un mercato che esiste su un sito straniero senza concessione può non esistere su nessuno dei 52, e questo non è una mancanza del mercato italiano.
Bookmaker nuovi: chi si presenta 2026 è dentro un recinto, non davanti a una frontiera
I «nuovi» bookmaker italiani non sono un fenomeno di frontiera. Sono nuovi marchi dentro lo stesso meccanismo chiuso: una concessione, un .it, un codice.

Il quadro normativo è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Qui sta il punto che rende il mercato italiano diverso da quasi tutti gli altri in Europa. L’art. 6, comma 3 dà ai vincitori della gara al massimo nove anni, senza rinnovo. Non c’è un diritto acquisito, non c’è un automatismo. Chi entra oggi entra sapendo che nel 2034 circa si ricomincia da una gara, e che le condizioni tecniche ed economiche della concessione restano fissate per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Per i requisiti serve una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5).
Cosa significa per te che cerchi un operatore appena arrivato? Che il nuovo arrivato non è un avventuriero senza regole, e non è nemmeno un pioniere. Ha pagato un biglietto a sei zeri per stare lì, e adesso deve rientrare. Il modo in cui rientra è il modo di tutti: margine sui prezzi, palinsesto, volume di giocate, promozioni.
E c’è il dettaglio sui nomi che vale la pena imparare a leggere. La concessione è rilasciata per sito, non per persona giuridica, e un’unica società può tenere più concessioni. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un solo concessionario, tre siti, tre righe dell’elenco — non tre concorrenti indipendenti che si fanno la guerra sul prezzo. Quando confronti due marchi e ti sembrano sospettosamente identici nelle condizioni, controlla il concessionario nell’intestazione dei loro termini: ogni operatori ci dichiara il numero di concessione e la società.
Prima di considerare «nuovo» un marchio, poi, guarda se un marchio noto non abbia semplicemente aperto un secondo sito. È la stessa tasca.
Come si legge un bookmaker: significato, conto di gioco e primi passi
Un bookmaker è l’operatore che fissa le quote e accetta le giocate. In italiano la parola convive con «concessionario» e con «operatore con concessione ADM», che sono i termini precisi; il mercato continua a dire «AAMS» anche se l’agenzia oggi si chiama Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
La sequenza reale è breve. Scelta la piattaforma, si apre un conto di gioco, che in Italia richiede identificazione completa. Poi si sceglie il limite di deposito — ci torniamo tra poco, e non è un passaggio da saltare con la fretta di arrivare alla prima giocata. Poi si versa, si scommette, si preleva.
Sull’identificazione c’è una differenza che nessuno mette in evidenza abbastanza. Si può aprire il conto con il modulo e una copia di un documento, oppure con SPID; alcuni operatori accettano anche la CIE attraverso un provider SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID, il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni passano in fretta: se carichi il conto con calma e giochi la prima settimana, puoi ritrovarti con un saldo dentro un conto che non puoi muovere mentre cerchi un documento.
Sulla lingua delle giocate, il vocabolario minimo è: quota fissa (il prezzo fissato dall’operatore), singola, multipla, sistema, live, pre-match, cash out. Le giocate a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore — se poi qualche marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi, non risulta.
La ricarica merita una riga a sé, perché in Italia esiste un canale che altrove non c’è. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche», tenuti in un registro ADM (tabaccai, ricevitorie): ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare saldo. Chi apre il punto paga 100 € l’anno per l’iscrizione al registro.
Il conto lo puoi gestire da app e da sito, e le app qui fanno spesso la differenza. SNAI permette di verificare un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Lottomatica fa la stessa cosa con la funzione Bet Scanner. Sisal consente di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e di scansionare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente. Il canale non è scomparso: è diventato un’estensione del conto.
Quanto vale davvero un prezzo: il margine dentro la quota
Prendi un mercato a due esiti — un «sì o no», una finale di tennis senza pareggio possibile — con la quota 1,90 su entrambe le parti. Sembra il mercato più onesto del mondo: due esiti, due prezzi identici. Cosa paga davvero il bookmaker, in media, su ogni unità puntata su quel mercato? La somma degli inversi delle quote è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, uguale 1,0526 circa. La quota di payout è 1 diviso quella somma, cioè circa 95 %; il margine è tutto il resto, circa 5 %. Quello è il prezzo del biglietto d’ingresso, e non lo paghi quando perdi: lo paghi quando vinci, perché il bookmaker ti restituisce 190 € su due versamenti da 100 € invece di 200 €. Metti la stessa coppia di quote su una partita di calcio e il conto non cambia: il margine dipende dalla struttura del mercato, non dallo sport.
Qui il risultato va dato come intervallo, perché nessun mercato reale resta su due quote identiche. Su un mercato a due esiti con le due quote intorno a 1,90 il bookmaker trattiene all’incirca il 5 % di tutto il giocato, e questa è la forchetta da cui partire. Su una partita di calcio, che di esiti ne ha tre, il conto si fa su tre quote e con lo stesso metodo il margine sale — e sale ancora di più sui mercati derivati, dove la copertura è più sottile. Un sondaggio informale fra chi gioca da anni direbbe che le differenze fra operatori si vedono proprio qui: sul 1X2, dove tutti si sentono in dovere di essere competitivi, e sui mercati di nicchia, dove nessuno ti sta a guardare.
Il payout è la stessa cosa vista dall’altro lato: il 95 % che torna indietro e il margine del 5 % che resta sono le due facce dello stesso mercato. Se in giro vedi scritto «payout 95 %» da una parte e «margine 5 %» dall’altra, stanno parlando dello stesso tavolo.
Il margine è la variabile che decide quanto conta la quota che scegli. Se un operatore prezza il 1X2 a margine pieno e un altro a margine stretto, la differenza fra le due quote può valere più di qualunque bonus di benvenuto che ti hanno promesso per aprire il conto — e vale su ogni singola giocata, non solo sulla prima. Un comparatore di quote serve a questo: non a trovare il prezzo più alto in assoluto su un singolo evento, ma a capire se il bookmaker che usi prezza sistematicamente largo o stretto.
Il comparatore di quote e il formato italiano
Le quote in Italia si scrivono in formato decimale con la virgola: 1,85, non 1.85, non 5/4. Se leggi un prezzo in formato frazionario su un sito in inglese e lo porti qui, stai già sbagliando il confronto prima di fare i conti.
Un comparatore di quote mette a confronto lo stesso evento e lo stesso mercato su più bookmaker. Il formato conta più di quanto sembri: una quota 1,90 su un mercato a due esiti non è la stessa proposta se il bookmaker accanto la prezza 1,95, e quella differenza di cinque centesimi su una puntata da 10 € sono 50 centesimi di differenza sul ritorno di una vincita. Piccola, sì. Moltiplicata per le giocate di un anno, non è più piccola.
Sul confronto Italia-Inghilterra, che in molti cercano: i due mercati usano formati diversi e strutture di commissione diverse, e le quote su un sito britannico non sono direttamente confrontabili con quelle di un concessionario italiano senza passare dal formato decimale. E c’è un dettaglio di sostanza: il mercato dello scambio, il betting exchange, nel quadro italiano è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u), dove il giocatore può fare sia il giocatore sia il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 sostiene che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia del singolo operatore: Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
La classifica dei bookmaker italiani: come si valuta un concessionario
Questa non è una graduatoria e non è una raccomandazione. È il confronto fra i dieci concessionari di questa panoramica, letto sui loro stessi termini e sulle loro stesse app: la concessione è per sito, l’elenco non distingue i giochi, e le offerte sono riportate come le raccontano gli operatori. Altri concessionari esistono fra le 52 righe, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza.
Come si è arrivati a questa lista
Il criterio di ingresso è uno solo, ed è binario: una riga nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letta il 25 ottobre 2026, con un concessionario identificato e un sito .it. Che non è la stessa domanda di «quanto è buono».
Poi il confronto si fa su ciò che ognuno dichiara di sé. Chi offre il palinsesto più denso, chi ha l’app con più funzioni da negozio, chi dichiara i mercati più curiosi, chi mette in chiaro i propri strumenti di tutela. Non c’è una colonna «affidabilità»: l’affidabilità, in Italia, la certifica la riga dell’elenco.
E non c’è una colonna «miglior quota», per la ragione spiegata più sopra: le quote cambiano di ora in ora, e un numero che vedi adesso non sarà quello che prendi fra dieci minuti. Il confronto onesto avviene sul meccanismo — margine, copertura del palinsesto, condizione dell’offerta — non su una fotografia di prezzi che invecchia mentre la leggi.
- BetFlag — concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a.
- William Hill — concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc
- Planetwin365 — concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a.
- Betfair — concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l.
- StarCasinò — concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited
- AdmiralBet — concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l.
- Sisal — concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a.
- bet365 — concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc
- Lottomatica — concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
- Goldbet — concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
Tre cose che questa lista dice di per sé. La quinta riga è un marchio dal nome da casinò in una lista di scommesse sportive, e non è un errore: StarCasinò ha concessione per siti di gioco a distanza e una sezione scommesse. La nona e la decima riga sono la stessa società — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — con due concessioni distinte, 16010 e 16009. Nella riga del concessionario, quei due siti portano la stessa firma. E i numeri di concessione non sono in ordine di grandezza né di anzianità nel modo in cui ci si aspetterebbe: 16007, 16008, 16009, 16010 convivono con 16048 e 16044. Non è una classifica di merito.
Che cosa dicono i termini sul punto che conta
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Che cosa stabiliscono i termini dell’operatore sul punto chiave |
|---|---|---|
| BetFlag | 16008 — Betflag S.p.a. | Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. |
| William Hill | 16044 — William Hill Malta Plc | Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. |
| Planetwin365 | 16007 — Pwo S.p.a. | L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. |
| Betfair | 16028 — Betfair Italia S.r.l. | L’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con mercati a quote maggiorate. |
| StarCasinò | 16026 — Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò. |
| AdmiralBet | 16048 — Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. |
| Sisal | 16020 — Sisal Italia S.p.a. | L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket. |
| bet365 | 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. |
| Lottomatica | 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta. |
| Goldbet | 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. |
Il concessionario nella prima colonna è il nome che conta davvero quando qualcosa va storto. Il numero di concessione è la parte che puoi verificare tu: sta nei termini del sito, e sta nella riga dell’elenco ADM.
Quel che la tabella non può dirti è quanto dura la verifica, quanto costa soddisfare i requisiti di puntata e quale limite ti verrà chiesto. Quelle informazioni stanno nelle condizioni di ogni singolo operatore, e cambiano — alcune sono cambiate nell’ultimo anno.
La cosa che conta più della concessione: chi non ce l’ha
Un sito non AAMS, o per meglio dire non ADM, è un sito che in Italia non ha titolo per raccogliere giocate. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale.
Il meccanismo di contrasto è un doppio elenco. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti la cui accesso è inibito, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore (ordine del 24 settembre 2025); gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e gli specchi riappaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», ed è la parola giusta: il sito non è scomparso, è stato reso difficile da raggiungere.
E poi c’è la parte che quasi nessuna guida scrive con la durezza che merita. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la riporta il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Il giocatore, non solo l’operatore. Quanto sia l’importo dell’ammenda in euro e se esistano casi concreti contro un giocatore non è dato sapere, ma la norma è quella, e la fonte che la enuncia è l’autorità che la applica.
Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando la giocata viene accettata all’estero.
Un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e una sede legale italiana per qualunque controversia. Un marchio .com senza licenza non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta.
C’è una terza categoria che vale la pena nominare, perché è dove la gente si confonde di più: non è «senza AAMS» chi ha un numero di concessione che non trovi cercando in fretta. L’elenco ha 52 righe su domini .it, e per controllare ne bastano trenta secondi. Cercare il nome del brand nella riga del concessionario, e il numero in quella del concessionario, è l’unica verifica che serve davvero.
Che cosa cambia, in pratica, se la concessione c’è
La concessione non è un bollino decorativo: cambia l’insieme di strumenti che hai a disposizione. Con un operatore autorizzato, la partita si gioca dentro un perimetro dove l’ADM può intervenire, dove esiste un registro di autoesclusione che vale su tutte le piattaforme, e dove il prelievo viene fatto alla fonte. Fuori da quel perimetro, non esiste nessuno dei tre.
Il perimetro, però, non è una garanzia di qualità del prodotto. Un concessionario può avere un palinsesto magro, un’app mediocre e condizioni di offerta che non ti convengono. Il titolo è la condizione necessaria, non quella sufficiente: serve a escludere i posti sbagliati, non a scegliere fra quelli giusti.
Perché le regole cambiano a seconda di chi ti chiede il conto
Quando leggi delle regole italiane — il limite di deposito da scegliere in registrazione, il RUA, l’imposta unica, le restrizioni su ciò su cui si può scommettere — stai leggendo di un operatore con concessione ADM. Un marchio offshore gira sulle sue regole interne, che in Italia non hanno valore. Confondere i due piani è l’errore che costa: «non mi hanno chiesto nessun limite» non è un vantaggio di quel sito, è il segnale che il sito non è tenuto a chiedertelo.
Le regole del gioco: cosa prevedono esattamente
Il testo di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, in vigore con il nuovo regime dal 13 novembre 2025. Non è una legge quadro generica: fissa requisiti, durate, obblighi e strumenti.
Quali giochi si possono offrire a distanza sotto concessione lo elenca l’art. 6, comma 1: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori (betting exchange); f) bingo. Un concessionario può detenere una o più di queste voci, in qualunque combinazione.
Sui requisiti per vincere la gara, l’art. 6, comma 5 chiede una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara stessa. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La durata massima, come detto, è di nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3).
Sul versante della pubblicità, la regola più discussa: il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
A far rispettare il divieto è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il comunicato dell’ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di licenza può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che lo fanno.
Il quadro si sta muovendo. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Chi paga l’imposta unica e chi non la paga
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le giocate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portarle al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile, non è dato sapere.
Dal lato del giocatore, la situazione è più semplice ma va detta con le sue cautele. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: chi vince riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 («tassate alla fonte»), non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
E cambia tutto se il sito non ha la concessione. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Questo è il tipo di conseguenza che non si vede al momento della scommessa. Un euro vinto su un sito senza concessione non è lo stesso euro vinto su un sito con concessione: la differenza la scopri in dichiarazione dei redditi.
Gioco responsabile: gli strumenti che qualcuno chiama limiti
Chi cerca «bookmakers senza limiti di puntata» di solito cerca il posto dove nessuno gli mette i bastoni fra le ruote. In Italia quel posto, fra i concessionari ADM, non esiste — e non per scelta dell’operatore, ma per il quadro normativo.
L’art. 15, comma 1 prevede: a) autolimiti su tempo, spesa e perdita; b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati dall’ADM; c) messaggi automatici su durata e spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sull’obbligo informativo, l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Il limite di deposito è la parte che tutti incontrano davvero, ed è quella che vale la pena capire prima di aprire il conto. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile di deposito, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La riduzione si applica subito, per l’aumento serve un’attesa di sette giorni. Quel ritardo è la regola vera, ed è l’unica che protegge davvero: se puoi alzare il tetto nel momento in cui stai perdendo, il tetto non serve a niente.
La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara è, a oggi, non nota.
Sull’autoesclusione, il riferimento è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. È lo strumento con la portata più larga, e la sua forza sta proprio lì — non è un blocco sul singolo conto, è un blocco sul sistema. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto.
L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo fissato dal giocatore. Una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e che i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina dell’ADM indicano.
Qui si vede la differenza fra le condizioni di un operatore e un’altra, e vale la pena leggerle tutte. AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Numero che vale la pena salvare prima di averne bisogno: cercarlo quando serve è già troppo tardi.
Bonus di benvenuto: quanto costa prima di vincere
Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e va detto subito una cosa che nel dibattito italiano si confonde spesso: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non risulta nessun tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi cifre, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore.
Questo significa che non c’è un metro unico. Ci sono tetti di importo che vanno da dieci euro a cinquemila nella stessa lista, tipi di offerta completamente differenti, e requisiti di puntata che cambiano da un marchio all’altro. Un «bonus senza deposito», che in tanti cercano, è semplicemente un’offerta di tipo diverso da un bonus sul deposito: cambia il tipo, cambia il valore, cambiano le condizioni per incassarlo.
Sulla valutazione media di un bonus gratuito esiste una formula, ed è quella che usano i comparatori seri. Prendi l’importo del bonus gratuito, lo moltiplichi per la quota meno uno, dividi per la quota, e moltiplichi per la quota di payout di quel mercato. Serve un esempio concreto: bonus gratuito da 10 € su un mercato a due esiti con quote 1,90 / 1,90, quello con il payout intorno al 95 % di cui si parlava nel margine. Il valore medio è circa 4,50 €. Non è una vincita: è quello che quella giocata gratis vale in media, al netto del margine, se la piazzi su un mercato di quel tipo.
Attenzione alla condizione che rende quel numero quello che è: il conto presuppone una quota di 1,90 su quel mercato, e il payout che ci resta dentro. Se punti il bonus gratuito su un mercato più caro, il valore scende; se lo punti su una quota più bassa, il calcolo cambia ancora. Un bonus gratuito da 10 € giocato su una quota 1,50 vale in media meno della metà, ed è per questo che le condizioni di puntata minima esistono e vanno lette prima di dire che un bonus è gratis.
Requisiti di puntata e quota minima: dove il bonus mostra il conto
I requisiti di puntata sono il vero prezzo di un bonus, ed è qui che il linguaggio del marketing fa più danni. Prendiamo un esempio numerico per capire l’ordine di grandezza, con l’avvertenza che è un esempio e non un’offerta di nessun operatore: un bonus di 100 € con requisito di puntata 5 volte comporta un volume di giocate da 500 €. Puntata da 10 € per giocata, sono 50 giocate. E contano solo le giocate a quota sufficiente.
Ora la parte che nessun annuncio scrive. Quelle 500 € di volume non passano attraverso un mercato neutro: ci passa dentro il margine. Con un margine intorno al 5 %, che è quello del mercato a due esiti che stiamo usando come riferimento, il costo medio di far girare quel volume è di circa 25 €. Su un bonus da 100 €, un costo medio di 25 € non è una catastrofe: è il 25 % del bonus. Ma il conto va letto per quello che è — una stima media, non un esito garantito per chiunque, e non tiene conto della fortuna o sfortuna individuale, che su cinquanta giocate è enorme.
Il numero che cambia tutto è il requisito di puntata, non l’importo del bonus. Un bonus di 500 € con requisito di puntata 10 volte fa girare 5.000 €, e con lo stesso margine del 5 % il costo medio atteso è di circa 250 €. A quel punto il bonus non sta pagando te: stai pagando tu il bonus. Il confronto fra due offerte non si fa sulle cifre grandi in home page ma sul rapporto fra requisito e valore.
Poi ci sono le clausole che nessuno legge e che valgono più di tutto il resto. La quota minima: se il bonus vale solo su giocate a partire da una certa quota, il valore medio del bonus crolla, perché le quote alte sono quelle su cui il margine è più alto. La scadenza: se il volume va fatto entro pochi giorni, il bonus diventa un’obbligazione. Il tetto alla vincita: se c’è un massimo su quanto puoi incassare dal bonus, quel tetto è il vero valore dell’offerta, non l’importo pubblicizzato.
Un’ultima distinzione che la parola «bonus» appiattisce: un bonus in contanti è una cosa, un bonus da giocare è un’altra. Nel primo caso la somma si accredita sul saldo e segue le sue regole; nel secondo è credito che si trasforma in saldo reale solo dopo il rigioco, e il suo valore è legato al mercato su cui lo giochi. Chiedere quale dei due sia non è pedanteria: cambia quanto vale davvero quello che ti hanno promesso.
I dieci concessionari, uno per uno
Dieci righe dell’elenco, lette sui loro termini e sulle loro app. La concessione è il punto di partenza comune; quello che cambia è il prodotto.
BetFlag: la concessione 16008 fra SPID, CIE e un tetto da 5.000 €
BetFlag è il marchio di Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, sul sito BetFlag. Nella parte di apertura conta si vedono le due strade: la registrazione classica e le procedure di identificazione con SPID e con CIE. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, come per tutti.
Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. Mettiamo quel numero accanto a ciò che la stessa pagina non dice sul rigioco: l’importo massimo qui è il più alto della lista, e un tetto alto senza il dettaglio del requisito di puntata è un numero che vale la pena verificare prima di considerarlo un vantaggio.
Il quadro che resta è una piattaforma tradizionale, con un’apertura più moderna di quanto l’età del marchio faccia pensare: SPID e CIE sono un canale reale per chi non vuole spedire un documento e aspettare. Chi apre il conto con SPID salta la finestra dei 30 giorni per la validazione, e su questo dettaglio BetFlag è più avanti di diversi concorrenti.
William Hill: 10 € subito con SPID, 5 € se aspetti i documenti
William Hill è il marchio di William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, sito William Hill.
Il Benvenuto Sport ha due binari, e la differenza fra i due è tutta lì. Chi si registra con SPID riceve subito un bonus sport da 10 €; chi passa dalla registrazione manuale ha un bonus di verifica da 5 €, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Dieci contro cinque, e i dieci arrivano senza spedire niente.
Quattro giorni di attesa, in una procedura di verifica, non sono una formalità: sono la differenza fra giocare la partita di stasera e guardarla. Il bonus di verifica, poi, lo prendi solo se il documento arriva in tempo: 96 ore sono un termine, non una cortesia.
Quello che colpisce è la simmetria dell’offerta: William Hill ha messo il prezzo sul metodo di identificazione, non sul volume del bonus. Chi non ha SPID deve accontentarsi della metà del bonus. Da leggere, quindi: il bonus da 10 € è un incentivo a usare l’identità digitale più che a depositare.
Planetwin365: concessione 16007 e un palinsesto che copre anche la Serie C
Planetwin365 è il marchio di Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, sito Planetwin365.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C non è un dettaglio. Molti comparatori elencano i grandi campionati e si fermano; un palinsesto che tiene dentro la terza serie italiana e la Coppa Italia è un palinsesto costruito intorno al giocatore italiano, non intorno alla partita internazionale. Chi scommette sul proprio campionato di provincia lo trova.
Meno appariscente è il resto. L’app dichiara un catalogo sportivo ampio, ma non ci sono elementi per dire se e quanto lo copra in profondità, e il bonus di benvenuto non è documentato con le stesse cifre degli altri. Chi cerca un catalogo di calcio italiano ha il proprio argomento; chi cerca condizioni di offerta documentate troverà meno da leggere.
Betfair: se il libro non ti basta, c’è l’exchange
Betfair è il marchio di Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028, sito Betfair. È il primo caso descritto di exchange con concessione in Italia, e questo cambia il tipo di prodotto.
L’app Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
L’exchange è la ragione per aprire qui, se ne hai una. Nel betting exchange (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u) il giocatore può fare sia il giocatore sia il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo: è una struttura radicalmente diversa dal libro tradizionale, e la documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 sostiene che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.
Quanti marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia del singolo operatore, e chi si aspetta la stessa esperienza del mercato britannico troverà regole sue, non quelle che ricordava. Ma per chi vuole fare il banco invece di prendere il prezzo, Betfair resta la voce della lista che nessun altro copre.
StarCasinò: il nome è casinò, la concessione 16026 è la stessa
StarCasinò è il marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sito StarCasinò. È il marchio che in una lista di scommesse sportive fa storcere il naso, ed è il motivo per cui va spiegato.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è per sito di gioco a distanza: il marchio è autorizzato, e la sezione sportiva c’è.
Il posizionamento, però, è quello di un casinò con un bookmaker dentro. Chi cerca copertura sportiva profonda, promozioni legate al calcio e strumenti da giocatore sportivo troverà un prodotto che esiste ma non guida la piattaforma. Chi apre per il casinò e ogni tanto gioca una schedina, invece, ha esattamente quello che sta cercando. Va letta così: non è la scelta sbagliata, è la scelta di un altro giocatore.
AdmiralBet: i limiti te li fa scegliere in registrazione
AdmiralBet è il marchio di Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, sito AdmiralBet. È la riga dell’elenco su cui i termini sono più espliciti, e non per un bonus.
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Non è un modulo da compilare in fretta: è la prima cosa seria che ti chiedono.
Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Che i limiti te li faccia scegliere l’operatore in registrazione è un’inversione di prospettiva: normalmente è il giocatore che va a cercare lo strumento. Qui lo strumento arriva prima della prima giocata, e i sette giorni per alzare il tetto sono la clausola che conta — l’unica che impedisce di aumentare il limite nel momento esatto in cui non dovresti. Chi trova quel passaggio fastidioso ha capito male l’offerta: è il passaggio che protegge.
Sisal: concessione 16020, 15.000 eventi live e un telefono verde
Sisal è il marchio di Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, sito Sisal. È la riga più densa della lista sul prodotto.
Nell’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app per le scommesse permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Quindici anni fa il negozio era la rete di distribuzione e l’online era il ripiego. Oggi è il contrario: con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Per il bonus di benvenuto serve essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Il conto si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità, e l’assistenza è dichiarata a disposizione 7 giorni su 7.
La profondità del palinsesto è il suo argomento: 15.000 eventi live e streaming gratuito non sono una promessa di marketing, sono un’infrastruttura. Chi vuole giocare seguendo la partita in diretta ha qui la copertura più larga della lista. Chi cerca condizioni di bonus semplici troverà un’offerta legata alla prima ricarica che va letta per intero.
bet365: concessione 16030 e la Champions League in vetrina
bet365 è il marchio di Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030, sito bet365.
Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nel settembre 2026 è stato indicato come primo partner dell’ADM sull’autorizzazione della Setka Cup, la coppa del tennis da tavolo.
Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il nome del torneo in vetrina ha un’ironia involontaria. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità dei giochi anche indiretta e anche sulle manifestazioni sportive, e le sponsorizzazioni stanno esattamente nel mezzo di quella definizione — la proposta di emendamento alla legge di bilancio 2026 di cui si parlava nella parte sulla legge non ha avuto esito noto. Una partnership globale dichiarata da un operatore e un divieto di pubblicità indiretta in vigore sono due cose che convivono in modo scomodo, e la partita si gioca fuori dall’Italia. Per chi apre il conto, il risultato pratico non cambia: la copertura su Champions e Premier c’è.
Sul lato della tutela la piattaforma elenca gli strumenti standard, dal limite di versamento all’autoesclusione, con il telefono verde per i residenti. È il minimo che una concessione ADM impone, esposto con una chiarezza che non tutti hanno.
Lottomatica: concessione 16010, PostePay e PayPal, Bet Scanner
Lottomatica è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010, sito Lottomatica.
L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Sui pagamenti c’è un dato che vale più di una pagina di descrizione: il conto gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. PostePay e PayPal sono i due strumenti che la maggior parte dei giocatori italiani ha già in tasca, e la loro presenza fra i metodi di prelievo — non solo di deposito — è la parte che conta.
Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
Nota che vale più di tutte le altre: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è lo stesso concessionario di Goldbet, con due concessioni distinte. Lottomatica ha il catalogo più largo delle due, con F1, MotoGP e i virtuali su trotto e galoppo fra le voci, e il vantaggio pratico di accettare PostePay e PayPal sui prelievi.
Goldbet: concessione 16009, la cugina di Lottomatica
Goldbet è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16009, sito Goldbet.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Qui la cosa da dire è la sovrapposizione. Stesso concessionario di Lottomatica, stessa casa, due concessioni, due siti. Chi confronta i due marchi come se fossero concorrenti sta confrontando due vetrine dello stesso negozio: i termini possono differire nel dettaglio, ma l’entità che risponde è la stessa, e una promozione sull’uno non è una promozione sull’altro — sono due rapporti separati con lo stesso soggetto.
Goldbet, poi, ha un catalogo più asciutto: Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio, senza le voci di nicchia dell’altra insegna. Chi cerca i mercati esotici, o i virtuali delle corse, li trova nell’altra. Chi vuole l’essenziale su tutta la Serie A ha qui il suo.
Domande frequenti sui bookmaker italiani
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM: ogni riga ha un codice da 16000 a 16051 e un sito. Poi si controlla che il numero dichiarato nei termini dell’operatore coincida. Il controllo non dice quali giochi il sito ha.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, cioè 9 € di profitto netto. Se le giocate sono combinate, le quote delle singole parti si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, poi si divide 1 per quella somma e si ottiene la quota di payout. Con due esiti a 1,90 la somma è 1,0526, il payout è circa il 95 % e il margine il 5 % circa.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile al momento della registrazione, secondo quanto prevede l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Il tetto che l’ADM fissa nella gara non è pubblico.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
No, se il pagamento arriva da un concessionario ADM: l’imposta unica grava sull’operatore, che versa il 24,5 % a distanza sulla differenza fra giocate e vincite, e il giocatore riceve il netto senza dichiarare. La ricostruzione è della stampa di settore: per il proprio caso, un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il sito è soggetto a blocco DNS e riappare sotto altri indirizzi; il giocatore non è protetto dal RUA e, come dichiara l’ADM citando la Legge 401/1989, la partecipazione a scommesse di operatori non concessionari è sanzionata con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite, infine, vanno dichiarate come redditi diversi.
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