Scommesse sul marcatore: come si piazza, come si paga
Chi punta sul marcatore compra un pezzo di partita che non finisce quando finisce il novantesimo: la giocata resta aperta finché quel nome non compare sul tabellino. È un mercato dal formato semplice e dal margine generoso, e la differenza tra chi lo sa e chi no si vede sul conto alla fine della stagione.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
I tipi di marcatore: classico, non gioca, plus, tandem, XXL
Il marcatore classico chiede una cosa sola: che quel giocatore segni almeno una volta. Non importa se apre le danze al 3′ o chiude al 94′, se segna di testa o di tacco, se la sua squadra poi perde 4-1. Basta una rete, e la scommessa è vinta. Questa è la forma che sta sotto tutti gli altri nomi, ed è quella su cui gli operatori costruiscono le varianti.

Il marcatore non gioca ribalta la domanda. Non si chiede cosa farà l’attaccante, ma cosa non farà: la giocata si incassa se il giocatore non entra in campo, oppure se entra ma non segna, a seconda di come il concessionario scrive quel mercato sul palinsesto. È il tipo di scommessa che interessa a chi vuole coprirsi da un rischio di formazione — una squalifica dell’ultimo minuto, un turno di riposo in Coppa — più che a chi cerca un colpo.
Il marcatore plus sta nel mezzo e per questo confonde tanti: il nome fa pensare a un premio più alto, mentre indica un mercato con un esito in più. Il giocatore deve segnare, ma il suo nome entra nella giocata insieme a una condizione ulteriore che il concessionario fissa nel palinsesto. Il marcatore tandem, invece, lega due nomi nella stessa giocata: servono le reti di entrambi. Il prezzo sale, e con il prezzo sale la difficoltà, perché due attaccanti che segnano nella stessa partita non sono la somma di due linee indipendenti.
Il marcatore XXL è la versione più esigente del catalogo. La giocata chiede più di una rete dallo stesso giocatore, quindi non si accontenta della presenza: vuole il protagonista. Qui la lettura del tabellino cambia, perché una doppietta non è il doppio di una rete in termini di probabilità, anche se la quota può sembrare solo il doppio della quota del classico.
Il primo marcatore merita un discorso a parte, perché è il mercato del marcatore che paga di più e che sbaglia più spesso. La condizione non è «segna»: è «segna per primo», e un gol al 90′ su un 3-3 non vale nulla per chi ha puntato su quello che è entrato in campo dal primo minuto. Chi confonde il classico con il primo marcatore non ha sbagliato un pronostico: ha sbagliato mercato.
> Il marcatore plus non ha una definizione unica: è il concessionario a scrivere il proprio formato nel palinsesto. Prima di puntare, la composizione della giocata si legge nella scheda del mercato, non nel nome.
Tutti questi mercati hanno una cosa in comune e vale la pena dirla subito, perché condiziona ogni altra sezione: sono mercati con molti esiti possibili, e ogni esito moltiplica le vie di fuga del libro. Una partita di Serie A ha venti giocatori che possono segnare, più il caso «nessuno segna». Il margine del concessionario si spalma su quella lista lunghissima, e da qui nasce il conto che vedremo più avanti.
Dove si gioca: calcio, Serie A, Champions e il resto del palinsesto
Il marcatore è un mercato calcistico. Nel catalogo dei concessionari con concessione ADM si trova sul calcio italiano e internazionale, e le app dei dieci operatori confrontati qui lo coprono in modi diversi. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League e Premier League accanto a F1 e MotoGP. Betsson elenca tra i propri mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Goldbet indica tra i mercati di calcio 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal e minuto del primo goal, con quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.

Il regolamento scommesse calcio marcatore è la parte che i giocatori leggono meno e che costa di più. Un mercato sul marcatore viene deciso sui tempi regolamentari: il gol in un eventuale recupero fa parte della partita, quello dei supplementari no, e nei turni a eliminazione diretta questo dettaglio cambia l’esito di migliaia di giocate. La sostituzione del giocatore prima del gol, il suo ingresso dalla panchina, la rete assegnata poi alla moviola a un altro: sono tutte ipotesi che il concessionario disciplina nelle proprie condizioni, e che nessun nome di mercato chiarisce da sé.
La Serie A resta il terreno di caccia principale, ma il calendario conta più di quanto sembri. Nelle giornate di coppa europea infrasettimanale le formazioni ruotano, e il mercato del marcatore è il primo a pagarne le conseguenze, perché un attaccante che parte dalla panchina vale zero per il classico e vale per il non gioca. La Champions League aggiunge un altro strato: i mercati sono più fitti, le quote più alte perché le difese sono più forti, e la tentazione del combo cresce.
Il basket merita un rigo di avviso. Il «marcatore» nel mondo NBA non è il giocatore che segna un canestro: è il miglior realizzatore della partita. Il nome è lo stesso, la logica è opposta — lì si parla di una soglia di punti, non di un evento unico. Chi arriva dal calcio e cerca «marcatori NBA» trova un mercato che funziona in modo diverso, con esiti multipli e non binari.
Il palinsesto è la chiave di lettura di questa varietà. Per legge, art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, il palinsesto è il programma degli eventi e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto. Non esiste un catalogo di mercati valido per tutti: ADM approva eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner — e ogni concessionario costruisce il proprio. I mercati su eventi simulati, definiti dall’art. 2, lett. v) come competizioni generate al computer e mostrate in animazione, vivono in una sezione «Virtuali» separata e non hanno nulla a che vedere con il marcatore di una partita vera.
L’ippica, per completezza, è un mondo a parte: le scommesse sulle corse dei cavalli stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), ma i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria e non sono la stessa cosa di un mercato sul marcatore di un cavallo.
Come si costruisce e si incassa una giocata sul marcatore
Il percorso è lineare, e conoscerlo prima evita le sorprese. Si apre il conto di gioco con un documento e, dove l’operatore lo offre, con SPID o CIE; si sceglie il limite di deposito; si cerca la partita; si apre il gruppo dei mercati marcatori; si seleziona il nome. Il prezzo che compare è la quota fissata in quel momento, e resta quello: la giocata viene accettata a quella quota, e il risultato non la cambia più.
Da qui la regola che vale per ogni singola: la vincita è la puntata moltiplicata per la quota. Nella forma scritta dall’art. 6, comma 1, lett. a) parliamo di scommesse sportive a quota fissa, e il premio è la puntata per la quota fissata al momento della giocata. Il punto è aritmetico e non ammette interpretazioni: dieci euro sul classico di un attaccante a 2,10 pagano ventuno euro di ritorno, di cui undici di profitto. Qualsiasi multipla nella stessa schedina moltiplica le quote tra loro in un prezzo unico, e il ritorno cresce insieme al rischio.
Poi c’è il momento che decide tutto, e non è quello del fischio d’inizio: è la lettura del tabellino. La partita finisce, l’operatore liquida i mercati, e il giocatore scopre se il suo nome c’è. Il mercato resta aperto anche quando la partita è finita, se il giocatore è ancora in campo e la rete può arrivare nei minuti di recupero. È una differenza che si sente: sul 1X2 la giocata si chiude al triplice fischio, sul marcatore può restare in bilico fino all’ultimo pallone in area.
Un dettaglio operativo che riguarda gli operatori italiani: per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID o CIE il conto va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi punta sul marcatore il sabato pomeriggio e pretende di incassare la domenica deve avere l’identificazione già chiusa in settimana.
Quale concessionario, e per quale tipo di giocatore
Dieci operatori con concessione ADM, un solo mercato da confrontare. La tabella non dice chi vince: dice chi ha qualcosa in più su questo tema specifico.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming con palinsesto quotidiano su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | 10 € di bonus sul marcatore a quota minima 5.00; apertura del conto anche con SPID e CIE |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | App con copertura su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, quote e risultati in tempo reale |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Migliaia di eventi pre-match e live, con marcatori tra i mercati elencati accanto a 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal e combo |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con quote maggiorate |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Mercati di calcio con marcatori, minuto del primo goal, segna primo goal e segna ultimo goal |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+ in un’unica scommessa, pre evento e live |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Schedine singole, multiple e sistemi raccolte nella pagina My Bets |
Il posto in questa tabella non è una classifica e non è una concessione: la concessione si legge nel numero, che ADM rilascia per singolo sito e non per azienda. La lista non ha una colonna per i giochi, quindi un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso. Il concessionario raramente porta il nome del marchio — dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson c’è Azzurri Limited — e una società può tenere più siti con lo stesso numero di concessione: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che compare qui con Eurobet, gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. Un dettaglio che spiega perché «il bookmaker X» e «il sito X» non sono la stessa persona giuridica.
Planetwin365: lo streaming prima del mercato
La concessione è la n. 16007, in capo a Pwo S.p.a. Il pezzo forte è la diretta: eventi sportivi in streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Per un mercato sul marcatore non è una funzione secondaria, è un vantaggio pratico: guardare la partita mentre la giocata è in corso trasforma un’attesa cieca in una lettura della formazione e del ritmo. Chi punta sui marcatori di calcio troverà il calcio coperto dai grandi operatori, ma chi usa il marcatore come parte di una schedina più larga apprezza una piattaforma che riempie anche i giorni senza Serie A. Il limite è che i mercati più profondi — primo marcatore con lista lunga, XXL, tandem — non fanno parte di ciò che l’operatore mette in vetrina. Su un mercato che vive di nomi, questo conta più di una quota aggressiva sul 1X2.
BetFlag: dieci euro con una quota che taglia fuori il marcatore tranquillo
La concessione è la n. 16008, Betflag S.p.a. Il bonus senza deposito sport vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre il conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Una quota minima di 5.00 è una soglia alta per un marcatore: il classico di un attaccante di Serie A raramente arriva lì, quindi chi vuole usare quei dieci euro su un nome deve cercare un XXL, un tandem o combinare il marcatore in una multipla. Il formato è chiaro e il conto va aperto anche con SPID o CIE, accanto alla registrazione classica.
I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni: ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. Il gioco gratuito, insomma, non è gratis: è un percorso con una soglia di quota che vale per entrambi i pezzi dell’offerta.
Lottomatica: la copertura come argomento di vendita
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta. È l’operatore che mette la profondità del calendario al primo posto, e per il marcatore la profondità del calendario è tutto: un mercato sui nomi si alimenta di partite, e più campionati significa più occasioni di trovare un attaccante in forma contro una difesa fragile. Lo streaming in-app chiude il cerchio, perché permette di verificare la formazione prima di premere.
Il rovescio è che la quantità non è profondità di mercato. Un calendario enorme con un listino marcatori essenziale non serve a chi cerca varianti. Chi vuole il classico puro, però, qui non resta a secco.
> Un mercato ampio non è un mercato profondo. La differenza si vede quando si apre il gruppo dei marcatori e si contano i nomi: dieci attaccanti di Serie A sono un catalogo, cinquanta nomi su cinque campionati sono un’offerta.
Betsson: il marcatore dentro un listino più largo
Concessione n. 16027, Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il marcatore, qui, è una voce di un catalogo costruito per chi vuole combinare: la presenza del combo accanto al marcatore è il segnale di una piattaforma pensata per la schedina lunga, dove il nome dell’attaccante entra come una delle tante tessere. Per chi cerca il mercato singolo e vuole capire quanto costa, la larghezza del listino è comoda ma non dirimente. Per chi costruisce, è esattamente il punto: il marcatore si sposa bene con Under/Over e Goal/NoGoal in una multipla, anche se ogni gamba aggiunge il proprio margine al prezzo finale.
Betfair: il mercato del marcatore vicino a chi fa il prezzo
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Il marchio è anche il nome storico del betting exchange in Italia: Betfair è descritto come il primo operatore con il gioco di scambio e la concessione n. 16028 è la sua.
Vale la pena spiegare la differenza, perché il contributo normativo è preciso: l’art. 6, comma 1, lett. e) ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’art. 2, lett. u) chiarisce che lì il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. In quel formato la quota non è il prezzo di un libro costruito dall’operatore, ma il punto in cui domanda e offerta si incontrano. Altri marchi italiani gestiscono un exchange oggi? Non è dato saperlo con certezza. Ciò che si sa è che non è il mercato del marcatore come lo si trova in un listino tradizionale.
Goldbet: il listino costruito intorno al gol
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. È, tra i dieci, l’operatore che parla più esplicitamente la lingua di chi punta sui nomi: «segna primo goal» e «segna ultimo goal» sono le due facce del marcatore cronometro, e la loro presenza nel listino dice che l’operatore ha costruito un catalogo per chi legge le partite dal tabellino.
Va detto che lo stesso marchio gestisce anche Lottomatica, con la stessa società in qualità di concessionario. Due siti, due concessioni, una sola azienda: per il giocatore cambia poco, ma spiega perché due listini diversi possono assomigliarsi.
Legati allo stesso mondo ci sono la Goldbet League, campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Non sono marcatori, sono eventi simulati: l’attrazione è la frequenza, non l’analisi del tabellino.
bet365: centinaia di mercati e il costruttore di scommesse
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. L’operatore offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
Il Bet Builder è la funzione che più assomiglia a un mercato del marcatore fatto in casa: invece di accettare il formato del concessionario, si sceglie cosa mettere dentro. Due avvertenze, però. La prima è che la quota dell’unica scommessa si costruisce sommando margini, non probabilità, e il prezzo finale paga il lavoro dell’operatore prima ancora del rischio. La seconda è che le Quote Maggiorate sono un’etichetta commerciale: un prezzo «maggiorato» è un prezzo migliore di quello che lo stesso operatore avrebbe offerto, non un prezzo migliore di quello del vicino. La differenza tra le due cose è tutto il marketing del settore.
AdmiralBet: il limite prima della quota
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Qui il punto non è il listino ma l’impianto di protezione, ed è il più strutturato del gruppo. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È il tipo di architettura che chi punta su un solo mercato alla settimana non nota, e che invece pesa su chi gioca molte giocate corte. Un marcatore si compra una volta e si aspetta novanta minuti: i limiti di tempo e di spesa, qui, non sono un ostacolo, sono una rete.
William Hill: il bonus che scade e il cash out che manca
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Bonus cash significa denaro convertibile in saldo reale, che è una cosa diversa da una freebet. Ma il formato è chiaro: cinque selezioni con quota minima 5.00 per ogni tranche fanno di questa un’offerta costruita per la multipla, non per il marcatore singolo.
Il bonus cash scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00; i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. Il metodo di pagamento conta, e conta prima del deposito, non dopo.
C’è anche l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Le regole generali, poi, spiegano cosa significa freebet qui: l’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio, e le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. Detto in modo diretto: la freebet non restituisce la parte di puntata, ed è il motivo per cui vale molto meno del suo valore nominale.
Eurobet: la schedina e il suo archivio
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Non è una funzione spettacolare, ma per chi punta sui marcatori è più utile di quanto sembri: una giocata che resta in bilico fino al 95′ va ritrovata in un posto preciso, senza ricostruire la puntata a memoria. Lo stesso gruppo gestisce Bwin e Gioco Digitale con altre concessioni, ed è l’esempio più chiaro di come la regola «una concessione per sito» funzioni in pratica.
Quanto trattiene il concessionario, e come si vede dalle quote
Questa è la sezione che cambia il modo di leggere una schedina. Prendiamo l’esempio più semplice: un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90. È un prezzo illustrativo, non una quotazione reale di una partita.
Quello che l’operatore paga indietro, complessivamente, è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Il risultato è circa il 95 %: su cento euro giocati sul mercato, poco più di 95 tornano indietro sotto forma di vincite, e il resto resta all’operatore. Il margine è il complemento, quindi intorno al 5 %. La banda è quella, e la condizione che la tiene ferma è che il mercato abbia davvero due esiti e che entrambi siano quotati 1,90: quando una delle due gambe si muove, il payout si sposta con lei.
Su un mercato a due esiti il conto è facile. Su un mercato sul marcatore no, perché gli esiti non sono due: sono tutti i giocatori in distinta più il caso in cui nessuno segna. Il payout è sempre 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote, e la somma degli inversi, su una lista di venticinque nomi, sale molto più in fretta di quanto la maggior parte dei giocatori immagini. Ecco perché il margine del marcatore è stabilmente più alto di quello del 1X2.
C’è una conseguenza pratica che vale la pena rendere concreta. Se un margine del 5 % su un mercato a due esiti sembra poco, immaginiamo un giocatore che punti cento euro a settimana su quote costruite con quel margine, per una stagione intera. Il costo medio atteso, in quel caso, è di circa cinque euro a settimana: intorno ai 250 € su un anno di cinquanta settimane. Non è una previsione sull’esito di una singola scommessa, è una media su molte giocate ripetute, ed è la ragione per cui il margine conta più del pronostico sul lungo periodo. Su un mercato dal margine più largo, il conto settimanale sale e la media annuale con lui.
Da qui derivano due regole di lettura che valgono su qualsiasi listino. La prima: quando due operatori offrono lo stesso esito, quello con la quota più alta ha il margine più basso su quel mercato. La seconda: confrontare il margine di un 1X2 con quello di un mercato sul marcatore non ha senso, perché sono mercati diversi, con numeri di esiti diversi, e il secondo paga sempre di più il lavoro del libro.
E poi c’è il conto che c’è dietro ogni quota, e che il giocatore non vede mai: l’imposta unica. Sulle scommesse sportive a quota fissa il concessionario paga il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Lo stesso regime vale per le scommesse a quota fissa sull’ippica, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Non è una tassa del giocatore: è un costo del libro, che entra nella costruzione del prezzo.
La concessione, e cosa cambia davvero averla
Il primo passo per un giocatore italiano è verificare che il sito davanti a sé abbia una concessione. Non è un controllo formale, è la differenza tra un ricorso e nessun ricorso.
Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola tecnica è concessione, non licenza, e non si compra: si vince a una gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa a nove anni la durata massima, senza rinnovo, e l’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti un capitale sociale con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.
I numeri della gara aiutano a capire la posta in gioco: il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 tengono ferme durante la concessione le condizioni contrattuali e il regime fiscale.
La verifica, in pratica, si fa in due minuti sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e una società può tenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre avvertenze che l’elenco non dà e che il giocatore deve mettere lui.
La prima: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, quindi un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive. Quella la dimostra il sito dell’operatore, o la sua app.
La seconda: essere citati in un confronto non è una concessione. Un articolo, una pagina di comparazione o una classifica non conferiscono nulla; il numero di concessione lo dichiarano gli operatori nelle proprie condizioni, ed è lì che va letto.
La terza avvertenza riguarda l’altra metà del mercato. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe viste il 25 ottobre 2026. I siti che accettano giocatori italiani con licenze estere esistono e si trovano bene nei risultati di ricerca, ma quella licenza in Italia non ha alcun valore. Un marchio .com di questo tipo non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM, non ha l’obbligo degli strumenti di limite e non offre un foro italiano: la zona offshore è, per il giocatore, senza protezione.
E c’è un livello successivo, perché la legge non si ferma all’operatore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Sul fronte del contrasto, l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco avviene a livello DNS e qualche provider è più lento di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Resta il tema dei bonus, dove la legge italiana ha un tratto che sorprende chi arriva da altri mercati. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 vietando qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile, e permette al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio.
Come si applica questa norma è materia viva. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è legge: alla data della verifica il divieto è in vigore. E l’ambiguità che molti giocatori hanno in testa va sciolta: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste una soglia statutaria né sui bonus né sui requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime si leggono nelle condizioni di ciascun operatore.
Autoesclusione, limiti e strumenti di tutela
Qui l’angolo cambia: non più cosa si può giocare, ma cosa succede quando si decide di non giocare più. La risposta, in Italia, è un registro, e la sua copertura è la cosa che conta.
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme online di gioco con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: lì il giocatore autoescluso resta senza protezione, e questa è la conseguenza più concreta di quanto detto nella sezione sulla concessione.
Come i singoli operatori traducono la norma lo mostra AdmiralBet, che su questo è il più esplicito dei dieci: le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dettaglio della revoca dopo nove mesi è la parte che nessuno legge e che vale la pena conoscere: un’autoesclusione a tempo indeterminato non è un muro eterno, ha una procedura, e sapere come funziona prima di attivarla evita di attivarla con aspettative sbagliate.
Sui limiti, l’art. 15, comma 1 prevede autonome limitazioni di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Il momento in cui questi strumenti diventano reali è la registrazione. Al momento dell’apertura del conto l’operatore chiede di impostare i limiti di ricarica, spesa e tempo, e la regola che vale per tutti è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quei sette giorni di attesa sono il vero strumento di tutela, perché nessuno alza un limite in anticipo rispetto a una serata storta.
L’operatore con la cassetta degli attrezzi più articolata è però bet365: i suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La distinzione tra pausa e autoesclusione non è formale: la pausa è temporanea e reversibile, l’autoesclusione è un atto registrato, con una durata e un percorso.
Resta un obbligo che riguarda l’operatore e non il giocatore, e che vale la pena conoscere perché spiega molta comunicazione del settore. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È l’unica parte del sistema in cui all’operatore viene chiesto di parlare al giocatore di qualcosa che non sia il prodotto.
Live, cash out e quello che cambia nel finale
Il marcatore dal vivo ha una logica diversa da quella del mercato tradizionale, e vale la pena vedere perché. Le quote del live si muovono sul gioco che si vede: dopo un gol rifiutato per fuorigioco il prezzo di tutti i nomi si allunga, dopo una sostituzione offensiva il prezzo del nuovo entrato scende in pochi secondi. Il cronometro è parte del mercato, e per un mercato che si decide su un evento singolo questo è un vantaggio e una trappola insieme: si può leggere la partita, ma si può anche inseguire il prezzo.
Il cash out è la funzione che cambia il finale di una giocata. Sisal permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e tra le sue scommesse figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. SNAI offre mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La stessa casa mette a disposizione anche My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
C’è poi il cash out dell’exchange, che è un’altra cosa ancora: quello di Betfair permette di incassare una vincita o ridurre una perdita su un evento prima della sua conclusione. La differenza è sostanziale. Il cash out di un bookmaker è un’offerta dell’operatore, che decide se e a che prezzo comprarla; il cash out di un exchange è la chiusura di una posizione con una controparte. Nel primo caso si accetta il prezzo del libro, nel secondo si accetta il prezzo del mercato.
Per i marcatori c’è un problema specifico, e riguarda le giocate miste. NetWin lo dice in modo esplicito: il cash out non è disponibile sulle scommesse piazzate in tutto o in parte con fondi bonus. Una giocata costruita con saldo promozionale non si chiude, quindi la strategia di uscita va decisa prima di usare il bonus, non dopo.
Una piattaforma che mette il live al centro della propria offerta è Betfair, dove l’app consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote. Un grafico non fa vincere nessuno, ma rende visibile ciò che normalmente resta invisibile: il movimento del prezzo mentre la partita scorre. Su un mercato del marcatore, dove il prezzo di un nome può dimezzarsi in due minuti, quella visibilità è quasi tutta l’informazione disponibile.
Consigli, pronostici e il modo giusto di usarli
Questa sezione va presa alla lettera, e il primo punto è una negazione. Nessuno sa chi segnerà. Chiunque scriva il nome di un attaccante e prometta un esito sta vendendo qualcosa che non possiede. Le partite si decidono su un palo, un fuorigioco millimetrico, un portiere che para l’impossibile: sono esattamente le variabili che rendono impossibile il pronostico affidabile.
Detto questo, il marcatore è il mercato su cui la lettura può fare la differenza più che altrove, proprio perché il divario di informazione è enorme. Il giocatore vede la formazione, l’operatore la conosce da un’ora prima. Le cose che il giocatore può davvero leggere sono tre. La prima è la titolarità: un attaccante in ballottaggio fino al sabato vale la metà di quello che la quota suggerisce. La seconda è il ruolo in campo: un ala che salta l’uomo vale più di una punta isolata in un sistema che gioca di rimessa. La terza è il contesto della partita: una squadra che deve vincere a tutti i costi produce occasioni, una che gestisce il vantaggio le produce meno.
Sul bankroll, la logica è la stessa dei mercati a margine alto. Chi punta sul marcatore sta comprando un prezzo con una parte trattenuta superiore a quella di un 1X2, e su una quota lunga il margine pesa in proporzione. Il modo per non pagarlo due volte è non raddoppiare: una multipla di tre marcatori moltiplica le quote e moltiplica anche l’effetto del margine su ogni gamba. Chi combina quattro marcatori ha già costruito un prezzo in cui il libro ha incassato quattro volte.
Sui requisiti di puntata e sulle quote minime dei bonus la regola è guardare la soglia, non l’importo. Un bonus da 10 € che richiede una quota minima di 5.00 vale meno di un bonus da 5 € senza soglia, se lo si vuole giocare su un marcatore. Le quote minime sono la variabile che rende un’offerta utilizzabile o inutilizzabile per questo mercato, e non hanno niente a che vedere con l’importo pubblicizzato.
E poi c’è la questione che nessuno mette nelle guide, ed è la più importante. Il modo migliore per non pagare il margine è non giocare. Se una giocata sul marcatore sta diventando il modo di guardare la partita, non è più intrattenimento: è un conto. I limiti si impostano al momento della registrazione, la pausa è a un clic, l’autoesclusione ha una procedura, e il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 risponde.
Domande frequenti sulle scommesse sul marcatore
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga è un codice di concessione legato a un sito .it. Il nome del concessionario può non coincidere con il marchio, e l’elenco non indica quali giochi il sito offre: quello si legge nelle condizioni dell’operatore e nella sua app.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Dieci euro a quota 2,10 danno ventuno euro di ritorno, cioè undici euro di profitto. Nelle multiple le quote si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, e il ritorno cresce insieme al rischio.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di puntate restituita. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Sui marcatori, con molti esiti, il margine è più alto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e diversi operatori chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo serve un’attesa di 7 giorni, come prevedono le condizioni dei concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta unica è a carico del concessionario, che versa il 24,5 % sulla raccolta a distanza calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. La posizione va comunque verificata con un commercialista, perché non è consulenza fiscale.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM, non è obbligato agli strumenti di limite ed è esposto al blocco DNS, con i mirror che ricompaiono nel giro di ore. La Legge 401/1989, art. 4, come ADM la riporta, sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Cosa resta dopo aver letto il listino
Il marcatore non è un mercato per chi cerca certezze. È un mercato per chi accetta di pagare un margine più alto del solito in cambio di un prezzo più lungo, e la differenza tra un giocatore informato e uno no sta nel sapere quanto paga quella scelta. Il classico, il primo marcatore, il XXL e il tandem sono varianti di uno stesso meccanismo: un evento, un prezzo, un’attesa di novanta minuti.
La parte che decide, alla fine dei conti, non è il pronostico: è la concessione. Il numero di concessione sul sito dice se c’è un registro dietro, se c’è un limite che il giocatore ha scelto e se c’è un foro italiano in caso di controversia. Quelle tre cose non compaiono in nessuna quota e contano più di dieci punti di margine.
Il resto lo fa l’aritmetica. Il payout del 95 % su un mercato a due esiti e il margine più largo sui marcatori sono lo stesso fenomeno visto da due lati, e il conto si paga identico sia che il nome scelto segni, sia che non segni. Conoscerlo prima è l’unico vantaggio che il giocatore ha davvero.
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