Scommesse sul NHL 2026, dieci piattaforme ADM messe a confronto sul costo

Updated Novembre 2026
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3 Novembre 2026 — concessioni e numeri di conto verificati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), letto il 25 ottobre 2026.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e ha 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference.

L’hockey su ghiaccio è la disciplina più americana che un italiano possa giocare di notte, e la pagella non cambia: quello che si porta via il banco lo decidono due cose, la quota e il numero di eventi su cui la quota esiste. Chi cerca la partita della NHL trova dieci piattaforme con regolare concessione ADM, un torneo che si chiama Stanley Cup e una serie di partite che nella stagione 2026-27 sono diventate 84 per squadra invece delle solite 82. Nessuna di queste cose è gratis. Il bookmaker non ti chiede soldi all’ingresso: li prende dentro ogni quota, un pezzetto per volta, e la differenza tra un operatore e l’altro sta quasi sempre lì, non nel colore del logo.

Chi guarda la sola partita della NHL, però, sbaglia bersaglio. Le app dei dieci concessionari qui sotto sono cataloghi generalisti, costruiti su calcio e tennis, e l’hockey compare quasi sempre come una voce dentro un elenco molto più lungo. Vale la pena saperlo prima di aprire un conto, perché il costo reale di un conto aperto per tre partite a settimana è il tempo speso a cercare il mercato giusto, non il bonus che si è preso al momento della registrazione.

Perché una classifica sull’hockey si giudica sui costi, non sugli elogi

Un confronto serio parte da una domanda scomoda: quanto mi costa questo conto all’anno? La risposta non è il bonus di benvenuto, che è la parte che l’operatore pubblicizza e la parte che il giocatore ricorda. La risposta sta in tre voci che nessuno mette in vetrina.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno.

La prima è il margine. Il bookmaker non vende pronostici, vende quote, e in ogni quota c’è una fetta che non torna mai indietro. Su un mercato a due esiti, per esempio quota 1,90 e quota 1,90 sullo stesso evento, il payout condiviso è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %; il margine, che è 100 % meno quella cifra, si aggira intorno al 5 %. Vuol dire che su 100 € giocati su quel mercato, in media, poco meno di 5 € non tornano a nessun giocatore. Su un mercato a tre esiti come l’1X2, con il pareggio in mezzo, il margine di solito sale, e su una multipla costruita a mano sale ancora, perché ogni gamba porta con sé il suo pezzo di trattenuta. Chi punta una singola su una partita NHL a notte, alla fine di un mese ha pagato quel 5 % una trentina di volte.

La seconda voce è la quota minima richiesta dai requisiti di puntata di un bonus. Un deposito gratuito che si riscuote vincendo una multipla con almeno cinque eventi e quota totale minima 10.0 è un invito preciso: chi gioca singole tranquille quel bonus non lo vede mai, e la parte di vantaggio che l’offerta promette resta sulla carta.

La terza voce è il tempo. Se l’hockey non è in evidenza, il lettore lo trova cercando, e se il mercato c’è ma il palinsesto approvato non lo copre in quella serata, nessuna capacità di analisi lo aiuta. ADM approva gli eventi uno per uno: il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia, e su un evento fuori da quel programma la giocata non si prende.

Il conto finale, per chi cerca l’hockey, è questo: la qualità di un operatore si misura su quanto ti costa giocarci e su quanto lavoro ti costa trovare la partita. Il bonus è la parte più visibile e la meno decisiva.

Criteri della classifica: sei cose che guardo, e una che non guardo

La valutazione dei dieci concessionari parte da criteri verificabili, non da impressioni.

Quello che non guardo è il nome. Un marchio noto non è un marchio economico, e la stessa società può tenere più concessioni: la concessione è per sito, non per azienda, quindi il fatto che due siti diversi facciano capo alla stessa società non è un vantaggio né un difetto.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i suoi termini o la sua scheda sull’hockey
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Nessun riferimento all’hockey nelle funzioni descritte
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Elenco sport ampio senza l’hockey tra quelli nominati
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Nessun riferimento all’hockey tra gli sport indicati
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Nessun riferimento all’hockey tra i mercati indicati
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Nessun riferimento all’hockey nella promozione descritta
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Migliaia di eventi pre-match e live, senza elenco per disciplina
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Hockey nominato tra gli sport, insieme a esports e virtuali
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Nessun riferimento all’hockey nella descrizione dell’offerta
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Tutti i campionati di calcio e altri sport, senza elenco

Quello che la tabella dice e che le colonne non dicono è il resto: l’hockey su ghiaccio non è il prodotto principale di nessuno di questi dieci siti, ed è normale. Il mercato italiano è costruito sul calcio, la seconda voce è il tennis, la terza il basket. Chi cerca la partita NHL di stanotte lo fa da una nicchia, e la nicchia costa: quando un mercato è poco battuto, il margine tende a essere meno generoso che sul calcio di Serie A, e la quota si muove con meno liquidità. Non c’è niente di scandaloso, ma chi pianifica dieci giocate a settimana sull’hockey deve mettere in conto che il 5 % calcolato sull’esempio a due esiti è la stima migliore, non la peggiore.

Concessione ADM: dove si gioca sull’hockey e dove non si gioca affatto

In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM (ex AAMS), valida per sito e gestita su un dominio .it. La verifica non richiede fiducia: l’Agenzia pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e in quell’elenco ci sono 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Registro letto il 25 ottobre 2026: quei 52 numeri sono l’unica prova che conta. Una società può tenere più concessioni, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale; il legame tra i due marchi sotto la stessa società non cambia nulla per chi gioca sull’hockey.

Il punto che sfugge è che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: un concessionario può avere diritto a scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. La prova dell’offerta sta nel sito e nell’app dell’operatore, e nel numero di concessione che l’operatore stesso dichiara nei propri termini. Nemmeno l’ordine di una tabella comparativa è una concessione: quella si legge solo sul registro ADM.

La mappa delle concessioni: chi ha il numero, chi no

I dieci marchi di questo confronto sono concessionari con sito .it e con un numero di concessione dichiarato: Betfair (n. 16028), Eurobet (n. 16012), bet365 (n. 16030), SNAI (n. 16032), Planetwin365 (n. 16007), William Hill (n. 16044), Betsson (n. 16027), NetWin (n. 16035), StarCasinò (n. 16026) e Goldbet (n. 16009). Sono tutti presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e i numeri che portano sono interni alla fascia 16000-16051.

La riga che manca è quella dei marchi che in Italia non hanno concessione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non è un dettaglio formale: chi accetta giocate italiane senza concessione non è collegato al RUA e non è sottoposto alla vigilanza dell’Agenzia, e l’offerta di gioco a un pubblico italiano senza titolo è vietata. I siti inibiti finiscono nell’elenco pubblico di ADM e della Guardia di Finanza, e il meccanismo di blocco lavora a livello di DNS, per quanto alcuni fornitori di accesso siano più lenti di altri ad applicarlo. Le specularità ricompaiono, l’elenco si aggiorna: tra il 2025 e il 2026 gli oscuramenti si contano a migliaia di domini.

Per il giocatore c’è anche un lato che quasi nessuno legge, e ADM lo scrive con parole sue. La Legge 401/1989, all’art. 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e la stessa sanzione riguarda il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. Attenzione a come si legge questa norma: l’arresto fino a tre mesi è un massimo edittale, non l’esito di un caso concreto, e l’ammenda è una misura che il giudice applica secondo la legge. Chi consiglia di giocare su un .com perché «paga di più» non sta parlando di costi, sta parlando di rischi che non ha contato.

Il quadro normativo: D.Lgs. 41/2024 e palinsesto approvato

Il riordino del settore arriva con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane si chiamano concessioni e si assegnano con gara pubblica, non a sportello. Il comma 1 dell’art. 6 elenca i giochi ammessi a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Il comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (comma 5); condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Carolina Hurricanes hanno vinto la Stanley Cup 2026, battendo in finale i Vegas Golden Knights.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Le modifiche successive al decreto non sono note.

Sul palinsesto la regola è stringente e vale anche per l’hockey. Il decreto definisce il palinsesto, all’art. 2, lett. s), come il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata si prende solo su eventi che stanno in quel programma. L’Agenzia aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è dato sapere dall’esterno, e questa è la ragione per cui la disponibilità del mercato NHL va verificata sul palinsesto dell’operatore, non dedotta dalla concessione.

Sul betting exchange la legge è chiara: è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e), art. 2, lett. u), il giocatore può stare dalla parte di chi punta o di chi banca e il concessionario mette soltanto in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

Gioco responsabile: quel che ti protegge e quel che non ti rimborsa

La tutela in Italia non è una voce di marketing, è una condizione della concessione. Il D.Lgs. 41/2024, all’art. 3, comma 1, lett. a), mette la tutela dei minori di età tra i principi, le condizioni di concessione prevedono di escludere i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

L’art. 15, comma 1 elenca gli strumenti obbligatori: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni alla settimana, otto ore al giorno. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato aspetta sette giorni: è la regola che conta davvero, perché è l’unica che impedisce a una serata storta di diventare una settimana storta.

Limiti di deposito e di ricarica: la differenza che nessuno spiega

Una cosa che conviene mettere in chiaro subito è che il limite di deposito non è un tetto alla spesa in gioco. Le regole ADM lo dicono in modo esplicito: i limiti di deposito si applicano alle ricariche, non alle puntate. Un giocatore che si dà 200 € di limite settimanale può giocare molto di più di 200 € in una settimana, semplicemente rigirando lo stesso saldo: ogni puntata è spesa, ogni ricarica è deposito, e le due voci non si sommano.

Accanto ai limiti che il giocatore si dà ci sono le ricariche dal punto vendita. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 prevede i punti vendita ricariche, tenuti in un registro dell’Agenzia: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Questi punti non pagano vincite e non permettono prelievi: chi ha 300 € di saldo non li ritira dal tabaccaio che gli ha fatto la ricarica. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita, un dettaglio che spiega perché non tutti i tabaccai si iscrivano.

Sul versante degli strumenti di conto, quello che conta per il giocatore è la simmetria: puoi sempre stringere, devi aspettare per allargare. Vale per i limiti di deposito come per quelli di spesa e di tempo.

RUA e autoesclusione: cosa succede alla richiesta e cosa non succede

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è operativo dal 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, oltre che alle sale fisiche. Non è una funzione del singolo operatore: è un registro centrale, e questo è il suo pregio e il suo limite.

Chi chiede l’autoesclusione, nelle condizioni contrattuali di un operatore ADM, può scegliere 30, 60 o 90 giorni oppure una durata a tempo indeterminato; la stessa autoesclusione ha effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, con un periodo scelto dal giocatore; l’Agenzia pubblica queste informazioni e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori riportano.

Il limite del sistema è la parola «autorizzate». Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione che chiude dieci portali .it lascia spalancata la porta di un .com. È il costo nascosto più serio di un’offerta senza titolo, e non ha niente a che vedere con il margine.

Dove si chiede aiuto, e perché non è un’ammissione di debolezza

La legge impone anche un canale di contatto: almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno, è il minimo fissato dall’art. 15, comma 1, lett. f). Accanto a questo, ogni concessionario ha un dovere di informazione: destina lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa (art. 15, comma 2).

Per i residenti in Italia esiste il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato per esempio tra le risorse di gioco responsabile di bet365.

Il resto lo fa la testa: un limite di deposito scelto prima di una serata di hockey, non durante. Fissare un tetto quando si sta vincendo è facile; il senso è fissarlo quando non si sta vincendo niente.

Analisi e gestione della banca: come si legge una quota prima di giocarla

Sull’hockey si gioca informandosi. Nessuna pagina può dire su cosa puntare stanotte, e chi lo fa sta vendendo qualcosa, non analizzando. Quello che si può fare è ridurre il costo delle decisioni: capire come una quota riflette una probabilità, come si gestisce la banca e dove si smette.

Che cosa dicono le quote, e cosa ci mette dentro il bookmaker

Una quota decimale è il reciproco di una probabilità implicita, con dentro il margine dell’operatore. Se la partita è quotata 1,90 e 1,90, la somma delle probabilità implicite supera il 100 %, e quella eccedenza è la trattenuta dell’operatore: nell’esempio vale circa il 5 %. Tradotto, il bookmaker stima che quel mercato sia più o meno in equilibrio; tradotto ancora meglio, un giocatore che prende la quota senza un’informazione migliore di quella offerta sta giocando una scommessa con valore atteso negativo. Non è una condanna morale: è l’unica ragione per cui l’operatore esiste.

Il punto pratico è che le quote si muovono. Su un mercato poco battuto come l’hockey NHL in un palinsesto italiano, una quota che si allontana dalle altre dello stesso mercato è un’informazione: può essere un errore, può essere una notizia che il bookmaker ha già prezzato e gli altri no. Chi non ha una ragione per scegliere quella quota sta semplicemente scambiando una giocata con una giocata.

Sul calcolo della vincita la formula è semplice e vale su qualsiasi mercato: il ritorno è puntata × quota, il profitto netto è puntata × (quota − 1). Dieci euro a 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di guadagno netto. In una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un unico prezzo, e con esse si moltiplica anche il margine: per questo le multiple pagano peggio di quanto sembri.

Bankroll: il margine si paga su ogni giocata, non una volta l’anno

La matematica del banco lavora in modo lento e inesorabile. Se il margine medio di ciò che giochi è quel 5 % dell’esempio a due esiti, allora su 100 € di turnover una parte piccola ma certa non torna indietro, in media. Il modo per spendere meno non è trovare il pronostico miracoloso, è ridurre il numero di giocate su mercati con margini alti e alzare il valore medio delle giocate che si fanno. Chi gioca dieci combo a settimana paga dieci trattenute, una sopra l’altra; chi fa due singole su un mercato a margine basso ne paga due.

Questo cambia anche il senso di un bonus. Un bonus di benvenuto che richiede una multipla con più eventi e una quota totale elevata spinge esattamente nella direzione opposta a quella che riduce il costo: più gambe, più margine accumulato, più probabilità di perdere il bonus per una partita andata male. La condizione non è un incidente, è il modello di business.

Perché un pronostico non si trasferisce da una sera all’altra

Le tre chiavi di ricerca che portano su questo tema sono consigli, pronostici e tendenze, e la terza è l’unica che si possa guardare senza raccontare favole. Una tendenza è un fatto: una squadra che segna molto nelle seconde frazioni, un portiere che subisce di più in trasferta. Un pronostico è una previsione, e la previsione sbaglia con regolarità.

La disciplina utile è quella noiosa: guardare il calendario, capire se una squadra gioca la seconda partita in due notti, controllare se il portiere titolare riposa, e poi decidere se la quota offerta tiene conto di tutto questo. Se la quota contiene già l’informazione, non c’è gioco: c’è solo la trattenuta. Chi gestisce la propria banca in modo che ogni puntata sia una frazione piccola del saldo non ha bisogno di indovinare, ha solo bisogno di non spegnere il conto in una settimana.

Sul secondo turno di una trasferta lunga, la quota di una squadra forte tende a essere più corta di quello che il solo nome suggerirebbe. Non è un’occasione. È il prezzo.

Calendario e competizioni: cosa si gioca nella stagione 2026-27

La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e conta 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference. La struttura è simmetrica, il calendario no: le squadre dell’Est viaggiano meno, quelle dell’Ovest fanno voli più lunghi, e la differenza si vede nelle prestazioni a fine stagione.

La stagione regolare NHL 2026-27 è cominciata il 29 settembre 2026 e termina il 10 aprile 2027, con i playoff della Stanley Cup previsti ad aprile 2027 e la finale a giugno. C’è una novità che pesa sul numero delle partite e quindi sulle occasioni di giocata: in base al nuovo contratto collettivo ogni squadra gioca 84 partite di stagione regolare, contro le 82 precedenti, ed è il primo calendario da 84 partite dal 1993-94. Più partite significano più palinsesto, più occasioni di mercato e anche più notti in cui si gioca senza aver dormito abbastanza.

Stanley Cup e playoff: quattro turni che arrivano a giugno

I playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno. È il momento in cui il volume di giocate cresce e in cui il margine tende a essere più competitivo, per la semplice ragione che aumenta l’attenzione e gli operatori hanno più interesse a comparire con le quote migliori.

La Stanley Cup 2026 l’hanno vinta i Carolina Hurricanes, battendo in finale i Vegas Golden Knights. È il tipo di dato che serve a un lettore per collocare la stagione, non per prevedere la prossima: una finale giocata non dice nulla sui playoff del 2027, e chi costruisce una giocata sul nome del campione in carica sta pagando una quota costruita sul nome.

L’hockey dentro le app degli operatori italiani

La disponibilità del mercato NHL nelle piattaforme ADM è una variabile e non una costante, e il modo di conoscerla è leggere come ogni operatore descrive il proprio catalogo. NetWin nomina l’hockey tra gli sport su cui propone scommesse, insieme a calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei, da Serie A a Bundesliga e La Liga, le competizioni europee come Champions League, Europa League e Conference League e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta, senza indicare le singole discipline. Eurobet spinge il catalogo verso l’intrattenimento: dall’hockey al calcio, dal tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica, elezioni comprese. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket, e il suo Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Il quadro che ne esce è un catalogo generalista con l’hockey in posizione laterale. Chi cerca la partita NHL trova più facilmente il mercato in un operatore che mette l’hockey nel proprio elenco e che ha una sezione live ampia; chi cerca il margine più basso lo trova dove il volume è maggiore, e per la NHL quel volume non esiste in Italia. La conseguenza pratica è che la scelta dell’operatore per l’hockey conta meno di quanto conti la scelta del mercato dentro l’operatore.

I dieci concessionari ADM, uno per uno

L’elenco che segue non è una graduatoria e non è un invito. Sono dieci marchi presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con i numeri di concessione che dichiarano e con le caratteristiche che le loro schede descrivono. L’ordine è quello di questa pagina, non un ordine di merito.

Betfair: l’exchange, il margine che non assomiglia agli altri

Betfair porta la concessione ADM n. 16028, con Betfair Italia S.r.l. come concessionaria, ed è attiva su Betfair. La sua app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

La particolarità di questo marchio è il betting exchange, che in Italia è un gioco a sé: art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024, il giocatore può stare dalla parte di chi punta o di chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. Su un exchange il costo non è la trattenuta incorporata nella quota, è la commissione sulle vincite, e questo cambia il calcolo: chi vince paga, chi perde no. Per i conti sull’exchange italiano la documentazione del marchio è descritta come contenente regole aggiuntive, per esempio una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite e che il prelievo è a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere: Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Il giudizio: l’exchange è l’unico prodotto che nella lista può costare meno della quota fissa, ma solo per chi sa stare dalla parte della banca e accetta regole di conto diverse dalle altre. Chi cerca la partita NHL e una quota fissa tradizionale trova qui un catalogo più stretto di quello di un generalista.

Eurobet: il catalogo che non finisce mai

Eurobet dichiara la concessione ADM n. 16012, con Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. La sua app Sport offre un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show, e di politica, elezioni comprese.

Questo è il catalogo più largo del gruppo, e la larghezza ha un prezzo: un operatore che quota elezioni e reality show non quota ogni mercato di una partita NHL con la stessa profondità di chi fa solo sport. L’hockey su ghiaccio non è nominato tra gli sport dell’elenco, e chi apre il conto qui lo fa per la varietà, non per la specializzazione.

Il giudizio: la varietà è reale e per molti lettori è un vantaggio quotidiano, ma su un mercato come la NHL la profondità si paga in quote meno battute e in mercati secondari più poveri. Se la partita di stanotte è la ragione del conto, questa non è la prima porta da bussare.

bet365: il partner globale con il catalogo più sportivo

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, con Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Il catalogo dichiarato è quello di un operatore sportivo puro, con una componente ippica importante e una struttura live solida. L’hockey non compare tra gli sport indicati. Va detto, perché conta per chi legge questa pagina: la partnership con una competizione europea non è una concessione e non dice nulla sull’offerta NHL, ma indica un operatore abituato a gestire mercati con volumi alti, e su un mercato poco liquido la differenza tra un operatore abituato a muovere quote e uno che le copia è concreta.

Il giudizio: il profilo è quello dell’operatore con l’infrastruttura più solida tra i dieci, e la competenza sui mercati principali si vede nella velocità con cui le quote si aggiornano. Sull’hockey resta un’offerta che va verificata sera per sera, come per tutti gli altri.

SNAI: la schedina tradizionale con il cash out in mano

SNAI detiene la concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa, sul sito SNAI. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La gamma dei tipi di giocata è il punto forte, e la funzione che chiude una giocata prima della fine merita una nota sul costo: chiudere in anticipo significa accettare la quota che l’operatore offre in quel momento, che incorpora il margine come qualsiasi altra quota, e rinunciare al resto della possibile vincita. È uno strumento utile, non gratuito. SNAI nomina anche la funzione My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più combinazioni su match o sport diversi, calcio, tennis e basket, in un unico biglietto con quota unica.

Il giudizio: il catalogo dei mercati è tra i più articolati, e il cash out è la funzione che molti cercano. Meno chiaro è quanto questa profondità copra l’hockey: sulla NHL le funzioni descritte non fanno riferimento alla disciplina.

Planetwin365: più di venti discipline e i risultati in diretta

Planetwin365 porta la concessione ADM n. 16007, con Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei, da Serie A a Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, le competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il numero è il dato interessante: più di 20 tipologie di sport è una dichiarazione di ampiezza, e la funzione dei risultati in diretta è quella che serve a chi segue una partita NHL nella notte. Le singole discipline non sono elencate, e questo lascia aperta la domanda su quanto l’hockey sia coperto in profondità.

Il giudizio: la combinazione tra ampiezza e risultati in diretta è quello che cerca chi gioca di notte. Il costo è che nessuno garantisce che la partita NHL di stanotte sia in palinsesto, e su una disciplina laterale questo è il rischio più concreto che un lettore si porta a casa.

William Hill: la promozione con cinque eventi obbligatori

William Hill dichiara la concessione ADM n. 16044, con William Hill Malta Plc, sul sito .it William Hill. Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Qui la pagina incontra il proprio tema. Una freebet da 5 € a settimana, per chi gioca una multipla con almeno cinque eventi e quota totale minima 10.0, è un’offerta che taglia fuori la maggior parte dei giocatori: chi punta singole tranquille sotto 20 € non ha accesso a nulla, e chi entra nella condizione gioca un tipo di schedina che paga più margine. Il tetto di 100 € è il limite di quanto si può raccogliere in una stagione, ed è un tetto basso rispetto all’esposizione richiesta. Niente di scandaloso, per carità: i termini sono chiarissimi e la promozione è gratuita. Ma è un buon esempio di come un’offerta costruisca il comportamento che serve all’operatore, non quello che riduce il costo al giocatore.

Il giudizio: l’operatore offre una promozione continuativa e non un bonus una tantum, cosa rara e tutto sommato utile a chi gioca già multiple di quel tipo. Per chi punta singole sull’hockey, il valore è zero.

Betsson: migliaia di eventi, mercati classici

Betsson ha la concessione ADM n. 16027, con Azzurri Limited, sul sito Betsson. La sua app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La descrizione è quella di un operatore solido con i mercati che contano, senza una specializzazione dichiarata su alcuna disciplina. Migliaia di eventi tra pre-match e live è un’indicazione di volume, e il volume è ciò che permette a un operatore di tenere il margine basso. Su una disciplina come l’hockey, però, il volume complessivo non dice nulla sulla singola partita.

Il giudizio: i mercati sono quelli giusti, l’elenco è corto e non promette profondità dove non c’è. Chi cerca un catalogo pre-match e live ampio trova qui un profilo prevedibile, e la prevedibilità in questo settore vale più delle promesse.

NetWin: l’unico che mette l’hockey nell’elenco

NetWin detiene la concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Tra i dieci marchi, questo è il catalogo che nomina l’hockey su ghiaccio tra le discipline coperte. Non è una garanzia che la partita NHL di stanotte sia in palinsesto, ed è bene dirlo con chiarezza: la concessione è per sito, l’elenco delle discipline è dichiarato dall’operatore nella propria scheda, e la disponibilità effettiva si vede solo aprendo l’app. Ma per chi cerca la NHL in Italia, un operatore che scrive «hockey» è un punto di partenza più informativo di dieci che scrivono «altri sport». C’è anche una quota di virtuali con partenze ogni due minuti, che è un prodotto diverso da una partita NHL e non va confuso con essa.

Il giudizio: è il marchio che su questa pagina risponde alla domanda del lettore con un dato invece che con un silenzio, e questo lo mette davanti agli altri nella ricerca della partita, non nella qualità del servizio.

StarCasinò: il casinò con il bookmaker dentro

StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, con Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La struttura è quella di un casinò con il bookmaker dentro, e va letta per quello che è: il prodotto principale sono le slot e il live casinò, e la sezione sportiva è un’appendice. Sul versante dell’hockey la descrizione non nomina la disciplina, e la profondità dell’offerta sportiva è quella che ci si aspetta da una piattaforma costruita su un altro prodotto. Non è un difetto in sé, è una questione di target.

Goldbet: il bonus di benvenuto e la registrazione più comoda

Goldbet porta la concessione ADM n. 16009, con Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il bonus è quello che gli altri chiamano bonus di benvenuto, e sui numeri non si sa nulla di più: importo, requisiti di puntata e quota minima sono scritti nei termini dell’operatore, e la legge non fissa né un tetto ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata da rispettare. Il punto di forza di questa piattaforma non è la promozione, è la registrazione: SPID e CIE accanto al modulo classico riducono il tempo tra l’intenzione e il conto attivo, e con SPID si evita il limite dei 30 giorni per la validazione che sospende il conto e blocca i prelievi.

Il giudizio: la via rapida all’identificazione è il vero vantaggio, perché il bonus è opaco finché non si aprono i termini e l’identificazione è una procedura concreta che si sente subito. La copertura NHL, come per gli altri senza hockey nell’elenco, resta da verificare in palinsesto.

Il verdetto sul gruppo: dove sta il denaro del lettore

Dieci concessioni, dieci siti .it, un’infrastruttura legale che impedisce le sorprese peggiori: soldi sul conto italiano, prelievi in euro, RUA attivo, limiti di deposito disponibili dal primo minuto. Questo è il terreno comune, e vale più di ogni differenza tra questi operatori.

Il terreno su cui si decide la partita è un altro. Nessuno dei dieci marchi fa dell’hockey la propria bandiera, uno solo lo mette nell’elenco delle discipline, e la disponibilità della partita NHL dipende dal palinsesto approvato, che cambia e che ADM aggiorna evento per evento. Il margine, dal canto suo, resta dentro ogni quota: sul mercato a due esiti dell’esempio a quota 1,90 e 1,90 vale circa il 5 %, e su mercati a tre esiti o combinati sale.

Tabella comparativa: concessione, identità e verifica

Messi i dieci numeri in fila, l’utilità della tabella è una sola: permettere al lettore di controllare da solo, sul registro dell’Agenzia, che il numero dichiarato dall’operatore sia davvero nell’elenco. È un controllo da trenta secondi che nessun confronto può sostituire.

Marchio Numero di concessione Società concessionaria Sito su cui è dichiarata la concessione
Betfair 16028 Betfair Italia S.r.l. Betfair.it
Eurobet 16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Eurobet.it
bet365 16030 Hillside (New Media Malta) Plc Bet365.it
SNAI 16032 Snaitech Spa Snai.it
Planetwin365 16007 Pwo S.p.a. Planetwin365.it
William Hill 16044 William Hill Malta Plc William Hill
Betsson 16027 Azzurri Limited Betsson.it
NetWin 16035 Netwin Italia S.p.a. Netwin.it
StarCasinò 16026 Azzurri Limited Starcasino.it
Goldbet 16009 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Goldbet.it

Quello che salta all’occhio è una società che compare due volte: Azzurri Limited tiene la concessione 16027 di Betsson e la 16026 di StarCasinò. Sono due siti diversi, due numeri diversi, due concessioni diverse: la concessione è per sito, non per società. Chi pensa di trovare lo stesso trattamento su due portali della stessa azienda sta confondendo la proprietà con il prodotto.

Il secondo dettaglio è la natura delle società concessionarie. Molti nomi non hanno niente a che vedere con il marchio: la concessione di bet365 fa capo a una società maltese, quella di Betsson e StarCasinò a un’altra ancora. Non è una scorciatoia per l’estero, è la struttura ordinaria delle concessioni italiane, che richiedono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo. Chi si preoccupa di dove sia la sede farebbe meglio a preoccuparsi di dove sia il numero: se quel numero è nell’elenco ADM, il gioco è italiano anche se la società no.

Quanto costa: margine di una quota, tassazione e ciò che resta in tasca

Il costo di una giocata ha tre strati, e il lettore li paga tutti e tre.

Il primo è il margine dentro la quota. Sul mercato illustrativo a due esiti, con 1,90 e 1,90, il payout condiviso è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) e il margine è il complemento: il risultato cade in una fascia intorno al 5 %. Va detto come stanno le cose: quella cifra è una stima media su quel mercato, non una percentuale che ogni singola giocata paga. Sulle combinazioni il margine si somma, e su un mercato a tre esiti come l’1X2 è tipicamente più alto. Il numero esatto dipende dal mercato e dal momento: due operatori sulla stessa partita possono stare a mezzo punto percentuale di distanza, e su cento giocate quella differenza si mangia un euro.

Il secondo strato è il comportamento richiesto dall’offerta. Un bonus vincolato a una multipla con requisiti di puntata rigidi vale meno di quanto annuncia, perché obbliga a giocare tipi di schedina a margine più alto. Non serve un calcolo esatto per capirlo: basta guardare la condizione e chiedersi se è la schedina che avresti giocato comunque.

Il terzo strato è il fisco, e qui conviene essere precisi, perché la voce circola in modo confuso. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è a carico dell’operatore, non del giocatore: 20,5 % se la raccolta è sul canale fisico e 24,5 % se è raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore, la conseguenza è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è applicato alla fonte: si riceve la somma netta e non si dichiara nulla. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore per il 2024 e il 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: su questo conviene consultare un commercialista, perché la materia fiscale non si risolve con un articolo.

Il caso diverso è quello delle vincite ottenute su siti esteri o non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza detrazioni: in pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la posizione corretta è che quelle somme andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fermo restando che questo non è consulenza fiscale.

Il conto complessivo per il lettore è questo: il margine lo paghi sempre, il bonus lo paghi in flessibilità, e il fisco lo paga l’operatore — finché l’operatore ha la concessione. Fuori da quel perimetro, il conto cambia nome e lo paga il giocatore.

Domande frequenti sulle scommesse NHL

Su quali eventi si può scommettere presso un concessionario ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’Agenzia. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per volta: una partita NHL fuori da quel programma non è giocabile, anche se la disciplina è ammessa dalla legge.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Serve l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. L’elenco non distingue i giochi offerti, quindi il numero dichiarato dall’operatore nei propri termini va confrontato riga per riga.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, dei quali 9 € sono guadagno. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende un mercato con tutti gli esiti coperti, per esempio due quote da 1,90 sullo stesso evento. Il payout condiviso è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), circa il 95 %, e il margine è quel che manca al 100 %: una fascia intorno al 5 %. Su mercati a tre esiti o combinati il valore sale.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è applicata alla fonte. Le vincite da siti esteri o non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate: materia da chiarire con un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, oltre ai limiti di tempo, spesa e perdita previsti dalla legge. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni. Ricorda che il limite riguarda le ricariche, non le puntate: rigirando il saldo si gioca più di quanto si deposita.

Contenuto creato dal team «Bonus Piuvantaggiosi»