Scommesse sul rugby: il prezzo che paghi sta nella quota, non nel bonus

Updated Novembre 2026
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Un bookmaker con concessione ADM in Italia scrive il proprio numero di concessione nei termini d’uso, e tu quella riga la incroci una volta sola, di solito senza accorgertene. Tutto il resto — quote, handicap, palinsesto — poggia su quel numero. Non è una formalità: è la differenza tra una schedina che qualcuno vigila e una schedina che nessuno vigila.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
World Rugby governa il rugby a 15 dal 1886.

3 Novembre 2026 — dati verificati il 25 ottobre 2026 sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e sui termini e sulle schede dei singoli operatori.

Classifica: i dieci concessionari a confronto, e la riga che ognuno deve dichiarare

Prima di guardare una quota conviene guardare chi la propone. Non perché il marchio più noto quoti meglio — spesso succede il contrario, e lo vedi proprio nel mercato che ti interessa — ma perché la concessione è l’unica informazione di questa pagina verificabile in modo binario: c’è o non c’è. Il resto lo decide l’operatore, e lo decide nei propri termini, quindi il posto dove leggerlo è lì e non in una comparativa.

Un chiarimento che vale per tutti e dieci e che il numero in tabella non ti dice: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco di ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo dominio .it, e una stessa azienda può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Il concessionario, poi, quasi mai porta il nome del marchio: Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it sono entrambe Azzurri Limited. Per questo la tabella sotto tiene separate le due cose.

Brand Concessione ADM e Concessionario Offerta scommesse rugby
NetWin 16035, Netwin Italia S.p.a. Non specificato
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Non specificato
Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Non specificato
Lottomatica 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Non specificato
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Non specificato
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Non specificato
SNAI 16032, Snaitech Spa Non specificato
StarCasinò 16026, Azzurri Limited Non specificato
BetFlag 16008, Betflag S.p.a. Non specificato
Betsson 16027, Azzurri Limited Non specificato

panorami

Perché dieci e non venti. L’elenco di ADM non è una classifica e non è nemmeno un elenco di bookmaker: non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere, in qualsiasi combinazione, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Stare su quella lista non dimostra da solo che il sito abbia un’offerta di scommesse sportive; lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto. Nella lista del 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — il che non li rende automaticamente peggiori, li rende non verificabili da qui.

La seconda cosa che nessuna tabella cattura bene è quanto sport c’è dietro il numero di concessione. Sisal dichiara nella propria app più di 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. StarCasinò, all’estremo opposto, si presenta come un casinò con slot e Live Casinò a cui si affianca la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali. Nessuno dei due è sbagliato: sono due prodotti diversi venduti sotto lo stesso tipo di concessione, e la differenza la senti il sabato pomeriggio quando cerchi un mercato che non sia il risultato finale.

C’è poi la questione del calendario, che è il vero collo di bottiglia di questo sport. Il rugby non si gioca ogni sera: ha finestre, e fuori da quelle finestre il palinsesto di qualunque concessionario si assottiglia. Il calendario conta più della quota.

Fondamenti: come si legge una partita quando ci metti dei soldi sopra

Il rugby a 15 lo governa World Rugby dal 1886. La prima Coppa del Mondo si è giocata nel 1987 in Australia e Nuova Zelanda, e a vincerla è stata la Nuova Zelanda. Due date secche che spiegano una cosa semplice: è uno sport con una struttura di punteggio antica e molto stabile, e chi quota lo sa a memoria.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Una squadra di rugby a 15 ha 15 giocatori in campo.

Una squadra di rugby a 15 schiera 15 giocatori in campo. La partita si compone di due tempi da 40 minuti, ma le interruzioni non vengono conteggiate, quindi una partita dura di solito più di 80 minuti. Quest’ultimo dettaglio sembra un’inezia da manuale ed è invece la premessa di quasi tutti i mercati cosiddetti speciali: se il regolamento del tempo effettivo è la norma, ogni finestra temporale che un bookmaker ti propone è una convenzione sua, non una regola dello sport, e va letta nei termini del mercato prima di giocarla.

Il punteggio si assegna così: 5 punti per una meta, 2 per una trasformazione, 3 per un calcio di punizione e 3 per un drop. Chi ha giocato a calcio e si avvicina al rugby per la prima volta sbaglia quasi sempre il primo pronostico per lo stesso motivo: guarda il tabellino come se i punti fossero tutti uguali, e non lo sono. Un drop e una meta pesano diversamente sull’esito, e questa asimmetria è esattamente ciò che rende quotabile uno sport che altrimenti sarebbe un tiro di moneta.

Sul costo di tutto questo c’è poco da girarci intorno: la quota che leggi è già al netto di quello che il bookmaker si tiene. Nessun operatore ti mostra quel numero in vetrina, e nessuno è obbligato a farlo.

Normativa: cosa significa avere la concessione, e cosa ti costa non averla davanti

Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è ADM (ex AAMS) — e il mercato continua a dire «AAMS», espressione che trovi ancora in giro e che non corrisponde più a nessun ufficio. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nel rugby a 15 i punti si assegnano così: 5 per una meta, 2 per una trasformazione, 3 per un calcio di punizione e 3 per un drop.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Questo è il punto in cui il costo smette di essere una figura retorica: sette milioni per nove anni sono un investimento che qualcuno deve recuperare, e il posto da cui lo recupera è il margine dentro ogni quota che tu giochi. Nessuno ti presenta la bolletta in questa forma, ma la bolletta sei tu.

Il palinsesto: si gioca solo su ciò che ADM ha approvato

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.

Qui c’è un limite pratico che vale più di ogni classifica. Se un torneo australiano, una coppa sudamericana o una lega giovanile non è entrata nel palinsesto approvato, quel mercato non esiste su nessun sito ADM — non è che un operatore lo offra e un altro no. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto non è dato sapere in anticipo dall’esterno: lo scopri dal listino dell’operatore il giorno stesso, e questo è il motivo per cui confrontare due siti su un mercato di nicchia il martedì non dice quasi nulla di cosa troverai il sabato.

Le scommesse su eventi simulati sono definite dall’art. 2, lett. v) — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate di tipo totalizzatore come vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Sui minori esiste una delibera di un direttore di ADM in materia di scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto includa gli esports non è dato sapere. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore sceglie.

Le regole sull’identificazione, che costano più fastidio che soldi

L’età è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Il «conto di gioco» richiede l’identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e con SPID. BetFlag, per aprire il conto, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non ti capita di aprire un conto la sera prima di un match e di scoprire che il prelievo non passa; il costo di quella disattenzione non è una commissione, è il tempo.

La pubblicità dei bonus è vietata, il bonus no

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Sul fronte applicativo, la stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € di sanzione; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità della piattaforma, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — non è diventata legge, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Questo è il passaggio che ogni lettore italiano fraintende, quindi vale la pena scriverlo con precisione: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il «bonus di benvenuto» è il termine usato dagli operatori e resta perfettamente legale. Non esiste un tetto statutario al bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nient’altro. Se un giorno ti chiedi perché nessuno reclamizza più quel bonus per strada, la risposta è l’art. 9, non la sua scomparsa.

Sitio senza concessione: cosa rischia chi ci gioca

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni operatori di rete sono più lenti. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore per l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

Qui c’è però la norma che raramente arriva al giocatore, e che ADM enuncia essa stessa il 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Sul fronte degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Messo tutto accanto, il confronto diventa semplice. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro cose, è esposto al blocco DNS e, per come la norma è scritta da ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non valgono nulla.

La tassa: chi la paga, e perché non sei tu

Il prelievo principale è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se raccolta in rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Dal lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — secondo la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, le vincite sono «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla; si tratta però di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista.

Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri la posizione è diversa e va detta senza addolcirla. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata non è nota. In sintesi: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il punto di costo, per chi scegle un operatore senza concessione, è che lo Stato lo tratta come un investimento e non come un gioco.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che ti proteggono e quelli che ti legano

Il tema è l’art. 15, comma 1, che prevede: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sembra un elenco di buone intenzioni. È un elenco di cose che qualcun altro può controllare.

In registrazione il giocatore scegle un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già all’iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Sette giorni sono la cosa più importante di questa sezione: mettono un freno al giocatore che vuole alzare il tetto dopo una serata storta, non a quello che vuole abbassarlo. Il ritardo è il prodotto, non un difetto.

Il limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto. E qui va detto con chiarezza che i due mondi non si toccano: un tetto di deposito fissato per legge vale per gli operatori con concessione ADM, un marchio offshore non lo applica e non lo deve rispettare, perché gira su regole proprie. Chi ti dice che «il limite di deposito è di legge» sta parlando di una parte del mercato, non di tutte.

Autoesclusione: il RUA e i tempi

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che scegle il giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano.

I termini di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il numero che spaventa e che protegge è il 270: chi si esclude a lungo non ha un pulsante magico per rientrare domani, e la revoca dopo nove mesi per la forma indeterminata è la conferma che una scelta di questo tipo si paga in tempo, non in denaro.

Il punto che nessuno mette in vetrina è il perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da niente. L’autoesclusione è un interruttore che funziona solo dentro la casa che l’ha installato, e chi ti accoglie fuori casa non lo sa nemmeno che esiste.

Limiti in registrazione: il caso di un operatore

Admiralbet chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La scansione su tre orizzonti — giorno, settimana, mese — è più severa di quanto sembri: un tetto giornaliero basso non ti ferma la domenica, ti ferma tre domeniche di fila, che è il modo in cui i limiti funzionano davvero.

bet365 elenca tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è l’unica riga di questa sezione che ha senso salvare in rubrica, e non è una figura retorica.

Informazione e contatto: il 0,2 % che gli operatori devono spendere

L’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che si legge in due modi, e il secondo è il più utile: un milione di euro l’anno è il tetto di ciò che un grande operatore deve mettere in prevenzione, mentre il contributo di concessione era di circa 7 milioni per nove anni. Chi paga cosa, in questo mercato, si capisce da queste due cifre accostate.

Mercati e quote: handicap, margine e il prezzo che non vedi

Il mercato più noto è quello che nel calcio si chiama 1X2 e nel rugby diventa presto un’altra cosa. Qui la differenza strutturale è che il pareggio esiste ma è raro, e il pallone ovale distribuisce i punti in modo asimmetrico: 5 punti per una meta, 2 per una trasformazione, 3 per un calcio di punizione e 3 per un drop. Chi quota deve decidere quanto quella asimmetria pesi, e lo fa dentro la quota, non fuori.

L’handicap è lo strumento con cui si pareggia la partita fra una squadra forte e una debole. Invece di pagare una quota enorme sul favorito — che attirerebbe tutti e renderebbe il mercato ingestibile per il bookmaker — si sposta il risultato di partenza e si riequilibra il prezzo. Per il giocatore la conseguenza è pratica: nel rugby l’handicap non è un mercato di nicchia per scommettitori esperti, è spesso il modo normale di giocare una partita impari, e su alcune partite la linea si muove più della quota sul vincitore. Nel rugby a 13 la struttura cambia ancora e i mercati non si trasferiscono da un codice all’altro, per quanto si sommino nelle stesse pagine.

Poi c’è la parte che nessuna pagina di comparazione ti mostra in faccia, ed è il margine.

Il calcolo del margine, su un esempio a due esiti

Prendi un mercato a due esiti — testa o croce, chi passa il turno, la sfida diretta in una fase a eliminazione — quotato 1,90 e 1,90. Non è una quota di nessun operatore: è l’esempio che serve a mostrare la meccanica. Il payout del mercato è 1 diviso la somma dei reciproci delle due quote, quindi 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 0,95; il margine è il complemento, cioè circa il 5 %. Detto in italiano corrente: su 100 € giocati su quel mercato, il bookmaker ne restituisce all’incirca 95 e se ne tiene all’incirca 5, qualunque esito arrivi.

Quel 5 % non è un numero universale, ed è qui che la bandiera va piantata bene. Il margine dipende dal numero di esiti del mercato e da quanto l’operatore vuole guadagnare su quella partita: su un mercato a tre esiti come l’1X2 di un match di rugby, con il pareggio in mezzo, il margine tipicamente sale rispetto a un mercato a due esiti costruito allo stesso modo. Quindi la risposta alla domanda «quanto trattiene un bookmaker» è una banda con una condizione, mai una cifra secca: intorno al 5 % su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, e più in alto — indicativamente fra il 6 % e l’8 %, a seconda di quanti esiti e di come sono distribuite le quote — su un mercato a tre esiti come il risultato finale. La condizione va letta insieme al numero, altrimenti il 5 % diventa una promessa che nessun listino mantiene.

Il modo per calcolartelo da solo è elementare e non richiede strumenti: prendi tutte le quote di un mercato, fai un diviso ciascuna, somma i risultati, e sottrai la somma da 1. Se viene 0,04, il margine è del 4 %. Va fatto sullo stesso mercato dello stesso evento, perché sommare quote di mercati diversi produce un numero che non significa niente.

Perché il margine è il vero costo della tua giocata

Un bonus da 5.000 € fa una figura migliore di un margine al 6 %, eppure il secondo ti costa soldi mentre il primo quasi mai è quello che sembra. Il margine si paga su ogni giocata, centesimo per centesimo, e non si recupera; il bonus si paga una volta, sotto forma di requisiti che spiegano nella sezione dedicata quanto lavoro valgano.

La differenza tra due operatori che quotano lo stesso mercato a 1,90 e 1,95 è di cinque centesimi sulla quota e molto di più sul lungo periodo. Su una singola da 10 € la differenza è di 50 centesimi, che è ridicolo; su cinquanta giocate dello stesso taglio sono 25 €, che non lo è più. Nessuno dei due operatori ha imbrogliato nessuno: il secondo ha semplicemente costruito un margine più basso, e quella scelta la paghi tu in soldi veri, non in punti fedeltà.

Il posto in cui il margine fa più male è la multipla. Le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo unico, e così fanno i margini incorporati in ciascuna di esse. Una multipla a tre esiti, ognuno su un mercato a margine pieno, accumula tre volte la stessa trattenuta. Non è una truffa, è aritmetica — ed è la ragione per cui il tipo di giocata che promette il colpo grosso è anche quello con il costo percentuale più alto. Nelle scommesse di sistema lo stesso effetto si spalma su più combinazioni, senza sparire.

Sul pre-match e sul live il margine si comporta diversamente, e non solo perché cambia la linea: un mercato in corso è più difficile da prezzare e gli operatori tendono a proteggersi con un margine più largo. Non è una regola scritta da nessuno e non esiste una tabella; è il motivo per cui un prezzo live sembra quasi sempre meno generoso di quello che avevi visto la mattina. Chi scommette spesso in live paga questa differenza molte volte all’anno, e chi lo fa occasionalmente non se ne accorgerà mai.

Il cash out è il terzo posto in cui il costo si nasconde. Chiudere una schedina prima della fine dell’evento è comodo, ma la cifra che ti viene offerta la decide il bookmaker, non il mercato: è un prezzo costruito aggiungendo un margine ulteriore a quello della giocata originale, perché l’operatore si assume il rischio di ricomprare una posizione che potrebbe costargli caro. Non esiste uno standard pubblico su quanto valga quella comodità. SNAI mette la funzione Cash Out sull’app e la descrive come il modo di chiudere le schedine prima della fine dell’evento; Sisal la offre con la stessa funzione. Quanto ti costa, in quel momento, lo vedi solo nel numero che ti propongono.

Il formato delle quote e cosa leggerci

In Italia le quote si scrivono in forma decimale con la virgola: 1,90, non 1.90. La quota include la puntata, quindi il ritorno di una singola è puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Una giocata da 10 € a 1,90 ti riporta 19 € se vince, di cui 9 € di profitto: questa è l’unica parte del calcolo che si può fare a mente, ed è anche quella che la maggior parte dei giocatori non fa mai per iscritto.

Sul rugby la quota del favorito tende ad avere una banda più stretta rispetto al calcio, perché il mercato è meno liquido e il bookmaker ha meno margine di manovra nel muovere il prezzo. Il risultato pratico è controintuitivo: su un mercato sottile il prezzo è insieme meno generoso e meno informativo, e non troverai mai il servizio streaming, i risultati in tempo reale o le decine di mercati accessori che un operatore offre su Serie A o Premier League. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta; su un test match internazionale di rugby quella profondità di mercato si riduce quasi sempre, per tutti.

Tornei e calendario: dal Sei Nazioni alla Coppa del Mondo 2027

Il rugby ha un calendario che si legge come una sequenza di finestre, e questo determina cosa trovi nel palinsesto molto più di quanto lo determini la generosità di un operatore. Ci sono le finestre delle nazionali, ci sono i campionati di club che corrono in parallelo e ci sono i tour internazionali che spostano le partite in fusi orari scomodi per il mercato italiano. Fuori dalle finestre il listino si stringe.

La Coppa del Mondo di rugby 2027 è ospitata dall’Australia dal 1° ottobre al 13 novembre 2027, con 24 squadre in sei gironi da quattro e 52 partite. È il dato più utile di questa sezione per chi vuole pianificare: 52 partite in sei settimane significano un listino che resta aperto e profondo per tutto il periodo, e la formula a gironi da quattro garantisce che ogni squadra giochi almeno tre partite prima dell’eliminazione. Per un bookmaker con concessione ADM, però, quelle 52 partite entrano nel palinsesto una per una e solo dopo approvazione.

Il Sudafrica è il campione in carica, avendo battuto la Nuova Zelanda nella finale del 2023. La Nuova Zelanda, dal canto suo, aveva vinto il titolo inaugurale del 1987. Le due nazionali tornano in ogni discorso sul torneo, ed è normale: sono anche le due che il mercato prezza più spesso come favorite, il che significa che su una loro partita troverai la quota più corta del torneo e la linea di handicap più larga.

Il rugby a 13 ha un calendario e un regolamento propri, e i mercati non sono gli stessi del rugby a 15 anche quando i due finiscono nella stessa pagina di un operatore. Chi arriva da un codice all’altro guardando solo il nome della squadra sbaglia: cambiano i tempi, cambia il numero dei giocatori e cambia il modo in cui i punti arrivano.

Su cosa troverai effettivamente quotato non c’è una risposta generale. Ogni operatore costruisce il proprio listino dentro il palinsesto approvato, e il modo per saperlo è aprire il sito e cercare l’evento: se il mercato c’è, lo vedi con la sua quota e il suo margine; se non c’è, nessuna classifica ti dirà perché.

Gli operatori uno per uno

Dieci marchi con concessione ADM, ognuno con i fatti che lo riguardano. L’ordine è quello della tabella. Nessuno di questi è una raccomandazione.

NetWin — la concessione 16035 su un catalogo a partenza rapidissima

NetWin Italia S.p.a. è la concessionaria dietro NetWin, con concessione ADM n. 16035 su sito .it proprio. L’app NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Il rugby non compare nell’elenco dei mercati che l’app stessa dichiara, e questo va detto invece di essere aggirato. Partenze ogni 2 minuti sono la traduzione tecnica di una scelta precisa: NetWin ha costruito il prodotto sul volume e sulla frequenza, non sulla profondità di un singolo sport, e i virtuali con centinaia di eventi al giorno sono il cuore di quella scelta. Chi cerca un listino ricco su un test match di novembre non è il pubblico di questa piattaforma. Chi invece vuole un conto aperto e qualcosa da giocare a qualunque ora — inclusa la pausa pranzo di un martedì senza rugby — ci trova esattamente quello che cerca, e il live score gli dà il contesto mentre lo fa.

bet365 — la concessione 16030 e un marchio internazionale in vetrina

Hillside (New Media Malta) Plc è la concessionaria, con concessione ADM n. 16030 su Bet365.it. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nel settembre 2026, come riporta la stampa di settore, è stato il primo partner della Setka Cup quando ADM l’ha autorizzata.

Un partenariato con una competizione europea è marketing, e come tutto il marketing di questo mercato convive con un divieto di pubblicità che non lo riguarda perché non è pubblicità di bonus. Detto questo, una cosa la dice: un operatore che firma accordi internazionali di quel tipo investe in un catalogo ampio, e un catalogo ampio è la condizione perché anche un mercato sottile come il rugby abbia qualche riga in più rispetto alla media. Sul rugby l’app non elenca mercati specifici, e questo è il punto vero del marchio: la profondità c’è dove c’è il volume, e il rugby sta nella fascia dove il volume non è garantito.

Betfair — la concessione 16028 e un exchange che funziona a regole proprie

Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028 su Betfair.it. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Betfair è descritto come il primo exchange, con la concessione 16028, e la sua documentazione è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.

Il margine è l’unico punto di questa pagina in cui Betfair si comporta diversamente da tutti gli altri, ed è per questo che sta al terzo posto e non altrove. Su un exchange il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima: il prezzo non è più fissato da un bookmaker che ci mette dentro la sua trattenuta, ma da chi sta dall’altra parte. Chi scommette solo sul calcio e non ha mai toccato un exchange troverà quel listino poco familiare. Chi ha capito la meccanica, invece, guarda Betfair per un motivo che non è né la quota di benvenuto né il catalogo: è l’unico posto in cui l’altra parte del prezzo può essere un altro giocatore.

Lottomatica — la concessione 16010 dietro un marchio che pochi associano alla società

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) è la concessionaria, concessione ADM n. 16010 su Lottomatica.it. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Vale la pena soffermarsi sulla prima riga invece che sulla seconda: il nome del concessionario non è il nome del marchio, e chi controlla la concessione deve cercare Goldbet Better Organization Italy, non Lottomatica. È un dettaglio che sembra burocratico e diventa decisivo nel momento in cui vuoi verificare qualcosa, perché nell’elenco di ADM non troverai la parola che hai in mente.

Quanto al prodotto, lo streaming live è la funzione che sposta davvero l’esperienza, perché consente di seguire la partita mentre la giochi e non di ricostruirla dopo. Su un listino costruito attorno a calcio, F1 e MotoGP, però, il rugby resta un ospite: c’è quando c’è un evento che muove l’audience, e non è la ragione per cui qualcuno apre questo conto.

Sisal — la concessione 16020 e un catalogo dichiarato enorme

Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020 su Sisal.it. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Il numero che vale la pena estrarre da questo elenco è 15.000, perché è l’unico dato della pagina che misura il live in modo diretto: un catalogo live di quella dimensione, aperto fino alle 3 di notte, è la ragione per cui Sisal compare in alto in qualunque confronto sul gioco in corso. Il rugby, in quel catalogo, non è nominato. La streaming gratuito riguarda calcio, volley, tennis e basket.

E poi c’è la funzione che costa: il Cash Out chiude la giocata prima della fine dell’evento, ma il prezzo lo mette l’operatore, con un margine aggiuntivo rispetto alla schedina originale. La comodità è reale, il costo è suo, e su una partita di rugby che si decide negli ultimi dieci minuti quella funzione la useresti eccome.

Planetwin365 — la concessione 16007 e la copertura più ampia su carta

Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007 su Planetwin365.it. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Più di 20 tipologie di sport è la dichiarazione più larga di questa lista, ed è quella che rende Planetwin365 il candidato più probabile per chi cerca una linea su uno sport che non sia il calcio. La copertura dichiarata è però verticale sul calcio: sette competizioni di club nominate per nome, poi un numero generico per tutto il resto. Il rugby cade nel «resto».

Quello che il catalogo non dice è quanto quella ventesima tipologia di sport sia profonda. Su un campionato di club, per un operatore che dichiara 20 sport, la scommessa ragionevole è che troverai il mercato principale e qualche derivato, non una dozzina di linee di handicap. Verificarlo costa un minuto: apri il listino, cerca la partita, guarda quante righe ha.

SNAI — la concessione 16032 e la funzione che combina tutto

Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032 su Snai.it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.

My Combo è il punto di massimo interesse per un lettore di questa pagina, e per un motivo che è anche un avvertimento. Unire più combinazioni di partite diverse nello stesso biglietto con una quota unica significa moltiplicare insieme più prezzi, e con i prezzi si moltiplicano i margini incorporati: la quota unica è bella da leggere e cara da giocare. Su un mercato sottile come il rugby, dove ogni linea porta già una trattenuta più alta, l’effetto peggiora.

Il catalogo nominato è tutto calcio — risultato esatto, numero di goal, tiri, cartellini, rigori — e il rugby non compare. Chi apre SNAI per una multipla costruita su misura trova esattamente lo strumento che cerca; chi lo apre per un test match di novembre probabilmente no.

StarCasinò — la concessione 16026 su un prodotto che parte dal casinò

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026 su Starcasino.it. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Questa è la scheda in cui il tema della pagina si vede meglio, perché il prodotto è dichiarato nell’ordine in cui è costruito: prima le slot e il Live Casinò, poi le scommesse. La concessione ADM copre il sito, e Azzurri Limited è la stessa società dietro Betsson.it, il che significa che due marchi della lista condividono la struttura alle spalle.

Per chi cerca rugby, la descrizione non nomina né lo sport né il numero di mercati: «principali eventi» è una formula che un operatore usa quando lo sport è un accessorio del prodotto principale. Chi vuole scommettere su un match di club in una notte di coppa europea ci trova il suo mercato. Chi vuole un listino di rugby non scegle questa piattaforma per il listino: la scegle per altro, e sul rugby si adatta.

BetFlag — la concessione 16008 e il bonus più grande del gruppo

Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008 su Betflag.it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Qui va fatto il lavoro che nessuna pagina promozionale fa. Un bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 5.000 € è la cifra più rumorosa di questa lista, e va letta insieme alla riga sopra: BetFlag è uno dei pochi, tra questi dieci, di cui la banca dati nomina esplicitamente SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Sono due fatti diversi — quanto ti danno e come ti fanno entrare — e il secondo è quello che determina se il bonus lo incassi prima o dopo il match.

Il tetto a 5.000 € è più alto di qualunque altro importo di questa pagina, ma un bonus alto è anche un bonus che si attiva con un deposito alto, e su una concessione ADM i limiti di deposito sono strumenti che il giocatore scegle in registrazione. Chi non ha un deposito di quella portata legge 5.000 € e non riceve 5.000 €: legge un massimo. Il tipo di offerta è quello che è — un bonus di benvenuto in denaro accreditato sul saldo — e la parte da controllare sono i requisiti di puntata nei termini dell’operatore, che questa pagina non riporta.

Betsson — la concessione 16027 e un marchio internazionale con la stessa società di StarCasinò

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027 su Betsson.it. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

I mercati nominati sono quelli di un prodotto sportivo completo — un pre-match, un live, un mercato principale, un under/over, un esito con o senza gol, i marcatori, le combo — e la combinazione con un catalogo live su migliaia di eventi è la struttura standard di un grande operatore internazionale. Il rugby rientra nella categoria «migliaia di eventi» senza essere nominato.

Il dettaglio societario vale più del catalogo: Betsson.it e Starcasino.it fanno capo alla stessa Azzurri Limited, quindi due righe della tabella hanno lo stesso concessionario. Per il giocatore significa che i due marchi condividono le regole societarie che stanno dietro la concessione, anche se i prodotti — un casinò con le scommesse e uno sportsbook completo — sono pensati per due pubblici diversi.

Quanto ti chiede davvero un’offerta di benvenuto

Qui si arriva al punto in cui la pagina smette di descrivere e comincia a contare, perché il bonus è la parte dell’offerta che si legge e il requisito è la parte che si paga. Sisal è l’unico operatore, in questa lista, di cui la banca dati descriva il percorso del bonus: bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. BetFlag ha il 100 % del primo deposito fino a 5.000 €. Nessun tetto statutario al bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata esiste in Italia: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nient’altro.

Da questo discende la cosa più importante di tutta la pagina, ed è scomoda. Un bonus con requisiti di puntata non è denaro regalato: è credito che diventa incassabile solo dopo che hai giocato una somma multipla dell’importo ricevuto, e ogni giocata di quel percorso porta con sé il margine del mercato su cui la fai. Solo le giocate al di sopra della quota minima contano, quindi le combinazioni a quota bassa non ti fanno avanzare.

Facciamo il conto su un caso dichiarato per intero, invece che su un’ipotesi. Il welcome bonus di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito fino a 5.000 €: prendiamo un deposito di 100 €, quindi un bonus di 100 €, e immaginiamo un requisito di rigioco pari a cinque volte il bonus, sulla base che è l’importo del bonus. Il volume richiesto è 100 € × 5 = 500 € di giocate. Con puntate da 10 € servono 50 giocate, e ogni giocata va fatta a una quota almeno pari al minimo stabilito dall’operatore. Se tutte quelle giocate cadono su un mercato con un margine del 5 % — quello dell’esempio a due esiti — il costo medio atteso della promozione è 500 € × 0,05 = 25 €. Su un bonus di 100 €, quindi, il costo medio atteso per arrivare a incassarlo è di 25 €, circa un quarto del valore nominale.

Due avvertenze su quel 25 €, perché è un numero che invita a conclusioni sbagliate. È una stima statistica, non un esito garantito: è la media su molte giocate, e una singola sessione può finire molto meglio o molto peggio, incluso il caso in cui il bonus non si completa affatto. E il fattore di rigioco di cinque volte è l’ipotesi dell’esempio, non un dato di BetFlag, che questa pagina non riporta. Il moltiplicatore vero, la base su cui si applica e la quota minima sono nei termini dell’operatore, e vanno letti lì prima di depositare — non perché la promozione sia una trappola, ma perché è l’unico posto dove sta scritto quanto lavoro ti chiede.

Il raffronto con il margine rende il resto più chiaro. Il margine lo paghi su ogni schedina, sempre, senza accorgertene, e non lo recuperi mai. Il costo del rigioco lo paghi una volta, dentro un percorso che ha una fine, e per questo si può stimare in anticipo. È la ragione per cui un’attenta lettura dei requisiti vale più di qualunque classifica dei bonus più generosi: uno dei due costi si vede, l’altro no, e quello che non si vede è quello che ti accompagna per tutta la stagione.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia, che aggiunge gli eventi uno per uno. Fuori da quella lista il mercato non esiste, su nessun sito.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, con l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti tenuti con la Guardia di Finanza e Sogei. Va cercato il concessionario, non il marchio: Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy. La concessione vale per sito e non per azienda, e la lista non dice quali giochi il sito offra.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno di una singola è puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Una giocata da 10 € a 1,90 riporta 19 € se vince, con 9 € di profitto. Nella multipla le quote delle singole si moltiplicano in un prezzo unico, e con esse si moltiplicano anche i margini incorporati in ciascuna.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote di un solo mercato e si sottrae il totale da 1. Su quote di 1,90 e 1,90 il conto dà circa 0,95, quindi un margine di circa il 5 %. Il valore dipende dal numero di esiti: su un mercato a tre esiti come il risultato finale il margine sale.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri seguono un’altra strada, come redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si scegle un limite settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, lett. b), D.Lgs. 41/2024 prevede limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base a età e comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Contenuto creato dal team «Bonus Piuvantaggiosi»