Scommesse sul snooker, il calendario che decide le quote

Updated Novembre 2026
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Uno sport che si gioca con 22 palle e che in Italia si può giocare solo su ciò che l’ADM ha approvato evento per evento. È una contraddizione che vale la pena prendere sul serio, perché spiega molto di quello che un appassionato di snooker trova quando apre il palinsesto di un bookmaker.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Lo snooker si gioca con 22 palle: una bianca, 15 rosse e sei colorate dal valore di giallo 2, verde 3, marrone 4, blu 5, rosa 6 e nera 7.

3 Novembre 2026 — Verifica delle concessioni sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il calendario che conta davvero

Il quaderno di chi segue lo snooker si divide in due parti, e non sono due tornei: sono due tipi di evento completamente diversi per chi vuole scommettere. Da una parte il grande appuntamento che tutti conoscono, lungo e centrale nella stagione. Dall’altra i tornei brevi che si rincorrono ogni due o tre settimane e che, sul palinsesto italiano, sono la vera unità di misura della copertura offerta.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un tavolo da snooker a misura piena è di 12 piedi per 6 con sei buche.

Prendiamo il punto più alto. Il Campionato del mondo di snooker si tiene al Crucible Theatre di Sheffield dal 1977, e il formato racconta già molto del tipo di scommessa che è: dal meglio dei 19 frame del primo turno si arriva al meglio dei 35 della finale. È un’edizione 2026 che si è giocata dal 18 aprile al 4 maggio 2026, ancora al Crucible, e che si è chiusa con un finale 18-17: Wu Yize ha battuto Shaun Murphy. Il vincitore ha incassato 500.000 sterline da un montepremi di 2.395.000 sterline.

Quel 18-17 non è un dettaglio da cronaca. Un match che si decide all’ultimo frame è esattamente il tipo di evento su cui un mercato a due esiti si comporta in modo diverso da un incontro chiuso in quattro frame, e chi scommette dovrebbe saperlo prima di guardare le quote. La durata di un incontro non è rumore di fondo: è la variabile che rende il mercato vivo o piatto.

Storia, chi comanda, e perché te ne importa

Stephen Hendry e Ronnie O’Sullivan hanno sette titoli mondiali ciascuno nell’era moderna. Prima di loro Joe Davis ne vinse 15 di fila, dal 1927 al 1946. Sono numeri da albo d’oro, ma servono a qualcosa anche al banco: la longevità ai vertici spiega perché i nomi più forti restano a lungo nella parte bassa delle quote, e perché il pubblico vuole giocarli anche quando il prezzo è corto.

A governare la disciplina non sono i bookmaker. La WPBSA governa lo snooker professionistico e possiede il regolamento ufficiale, mentre l’IBSF governa le competizioni dilettantistiche. Questa distinzione ha una conseguenza pratica: il professionismo è un circuito chiuso, con un numero di eventi e di giocatori relativamente piccolo, e un circuito piccolo produce un mercato meno liquido di quello di un grande campionato di calcio. Meno liquidità non significa automaticamente quote peggiori, ma significa che il margine pesa di più su un listino corto che su uno lungo.

Il tavolo come dato, non come immagine

Un tavolo da snooker a misura piena è di 12 piedi per 6, con sei buche. La maggior parte degli incontri professionistici è al meglio di 7, 9 o 11 frame. Chi arriva dal tennis riconoscerà subito la logica: un incontro breve lascia più spazio al caso, un incontro lungo lo riduce. Ed è precisamente la ragione per cui lo stesso giocatore può risultare favorito a un prezzo diverso fra un torneo al meglio dei 7 e una sessione al meglio dei 19.

Lo snooker si gioca con 22 palle: una bianca, 15 rosse e sei colorate dal valore di giallo 2, verde 3, marrone 4, blu 5, rosa 6 e nera 7. Il break massimo nello snooker è 147, ottenuto imbucando tutte le 15 rosse con la nera e poi tutte le sei colorate. Sono i due numeri che ogni appassionato conosce a memoria, e sono anche i due mercati che un bookmaker prova a costruire intorno allo snooker quando il palinsesto lo consente: la dimensione del break, il numero di frame, il break più alto dell’incontro. Nessuno di questi mercati è garantito su un listino italiano, però.

Il percorso di chi vuole giocare: tre strade

Prima di guardare dieci nomi, conviene decidere che cosa si sta comprando, perché le strade sono tre e non portano nello stesso posto. Chiarirlo adesso fa risparmiare tempo dopo.

La prima strada è quella dell’operatore con concessione ADM. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un proprio dominio .it. È il percorso con più attrito: conto di gioco identificato, limiti scelti in registrazione, lista unica degli autoesclusi che blocca ogni piattaforma autorizzata. È però anche l’unico percorso in cui, se qualcosa va storto, esiste un soggetto vigilato a cui rivolgersi e un foro italiano.

La seconda strada è il bookmaker internazionale che accetta giocatori italiani. Nessuna concessione, nessuna connessione al RUA, nessuna tutela prevista dalla normativa italiana. Se il tema è la scelta, questa strada va nominata, non nascosta: esiste e si trova nei risultati di ricerca senza fatica.

La terza strada non è un bookmaker ed è quella che moltissimi lettori seguono senza ammetterlo:YouTube, forum e siti di pronostici, per capire chi è in forma prima di guardare le quote. È legittima, è gratuita, e non deve essere confusa con un metodo.

Cosa resta fuori da questo elenco

Un’app che promette sport, casino e live casinò insieme non è la stessa cosa di un bookmaker specializzato, e un brand che appare in una lista di confronto non è un brand che ha la concessione. La concessione si legge, non si intuisce.

Fondamenti: come è costruita una quota snooker

La quota è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il guadagno di chi lo fa. Il resto dell’articolo partirà da questa frase.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il break massimo nello snooker è 147, ottenuto imbucando tutte le 15 rosse con la nera e poi tutte le sei colorate.

Due esiti, una sola aritmetica

Un mercato a due esiti — il classico testa o croce di un match di snooker — si legge così: il payout di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote, e il margine è quello che resta fino al 100 %. Prendiamo un esempio didattico, non una quota reale di nessun operatore: un listino a 1,90 e 1,90 sul vincente dell’incontro. Un euro giocato sull’esito A, un euro sull’esito B. Con quota 1,90 su entrambi i lati, il payout di questo mercato sta al 105,3 % circa e il margine intorno al 5,3 %.

Il margine praticamente non cambia se il listino diventa 1,85 e 1,85: scende verso il 108 % di payout e si attesta attorno al 7,5-8 % di margine. Fra un listino e l’altro c’è una differenza di circa due-tre punti percentuali di margine, che su cento euro giocati significa circa due-tre euro di costo atteso in più. Non è una cifra che cambia la vita, ma è una cifra che si paga ogni volta.

Quota corta, quota lunga

Il margine in un mercato a due esiti è una parte della storia. In snooker buona parte del valore sta altrove: nei mercati derivati, dove il numero di esiti cresce e con esso la quota, e dove il margine del bookmaker tende a salire perché il modello è meno prevedibile.

Il caso limite è il break massimo. Un mercato sul 147 è, per definizione, un mercato a probabilità bassa e quota alta, ed è anche il tipo di mercato in cui una casa può permettersi un margine ampio senza che il cliente se ne accorga, perché nessuno ha un riferimento per sapere quanto dovrebbe costare. Chi gioca questo tipo di mercato lo fa per il gusto, non per il valore.

Dove il margine smette di contare

Su una quota di 1,20 il margine di 5 % ti costa 5 centesimi. Su una quota di 8,00 ti costa 40 centesimi, su una quota di 25,00 ti costa quasi un euro e mezzo. È la ragione per cui i giocatori di snooker che puntano sui match lunghi con quote basse se la cavano meglio di chi insegue i mercati esotici: non è una questione di fortuna, è una questione di dove sta il prezzo.

Sport e tornei: cosa entra in palinsesto

Qui entra in gioco la parola più importante della normativa italiana, e non è «concessione»: è «palinsesto». La legge lo definisce come il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una giocata può essere accettata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno.

Perché lo snooker è diverso dal calcio

Un campionato di calcio ha un calendario fisso, noto mesi prima, con decine di partite ogni settimana. Un torneo di snooker ha un tabellone che si definisce in pochi giorni e incontri che possono durare ore. Per un concessionario, questo significa che ogni singolo evento va autorizzato e che lo snooker, per sua natura, è più difficile da tenere in palinsesto rispetto a una partita di Serie A.

L’ADM non ha una lista pubblica che dica quali sport sono dentro il palinsesto di ogni operatore. Questo non rende impossibile la verifica: la si fa sul sito dell’operatore, nella sezione «palinsesto» o «sport», dove l’elenco viene pubblicato. È un controllo di trenta secondi che vale più di qualsiasi promessa.

Cosa dice la legge su ciò che si può giocare

L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 — il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.

Lo snooker rientra per forza nella prima lettera, insieme a tutto il resto dello sport. Non esiste una voce separata per la stecca e i panni puliti.

L’ippica, che è due cose diverse

Nella legge l’ippica compare due volte, e la differenza conta. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lett. a) insieme allo sport. I «giochi di ippica nazionale» di cui alla lett. c) sono un’altra cosa: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, scommesse a totalizzatore che richiedono una concessione propria. Un concessionario sportivo non li offre per forza.

Virtuali e simulati

L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: sport, cavalli e altre competizioni simulate al computer e mostrate in animazione oppure con un evento reale pre-registrato. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, ed è per questo che molti operatori hanno una sezione «Virtuali» accanto alla sezione sportiva.

Se stai cercando snooker in un palinsesto virtuale, sappilo: lì la partita è generata dal software, non si gioca al Crucible e nessun giocatore vero sta impugnando la stecca. Il calcio virtuale è lo stesso prodotto.

Live: la parte che nessuno regola in modo trasparente

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e anche io le trovo più divertenti. Sono però la parte del prodotto su cui c’è meno informazione pubblica: quali mercati live siano ammessi, con quali ritardi e su quali eventi, non è fissato una volta per tutte. Un mercato live esiste se l’operatore lo sta mostrando in quel momento sul suo sito, e non prima.

Exchange, la strada che in pochi percorrono

Il betting exchange è previsto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può essere scommettitore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Il meccanismo cambia completamente il rapporto con il margine: non c’è un bookmaker che fissa il prezzo, ci sono due giocatori che si incontrano su un prezzo, e il concessionario prende una commissione. Quanti brand italiani offrano oggi un exchange attivo è una domanda aperta, e la risposta cambia da anno a anno.

Le nostre dieci: i criteri della classifica

Un elenco di dieci nomi ha senso solo se si sa con quale metro sono stati ordinati. Ecco il metro, in chiaro.

Il primo criterio è la concessione. Ogni operatore di questa lista ha una concessione ADM per il gioco a distanza, con un proprio sito .it e un numero di concessione che l’operatore stesso dichiara nei propri termini. Il numero non è un ornamento: è l’unica cosa che si possa verificare con certezza, perché l’elenco ufficiale dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico e dice chi c’è.

Il secondo criterio è cosa dicono i termini dell’operatore sul punto che conta. Sull’identificazione, sui limiti, sull’autoesclusione, sulle condizioni di una promozione: le pagine contrattuali sono l’unico documento che vincola davvero l’operatore, molto più di una pagina descrittiva.

Il terzo è il tavolo da gioco. Dieci brand presenti nell’elenco ufficiale non sono dieci bookmaker identici, e la differenza si vede nel modo in cui costruiscono i mercati.

Quello che un confronto non può dire

Prima di passare ai nomi, una cosa da tenere a mente. Un brand che non compare in questa lista non è per questo privo di concessione: i concessionari autorizzati sono molti di più dei dieci recensiti qui, e l’assenza da un confronto editoriale non è una prova di illegalità.

Allo stesso modo, comparire in una lista di confronto non è una concessione. Nessun brand ottiene un’esclusiva su qualcosa: non esiste un mercato dove una sola casa possa offrire lo snooker.

La verifica in tre passi, dalla parte del lettore

C’è un ordine pratico per controllare un operatore, e conviene seguirlo prima di versare qualsiasi cifra.

Si parte dall’elenco ADM: si cerca il dominio esatto del sito, non il nome del gruppo, perché la concessione è per sito. Si controlla che il dominio corrisponda e che la riga dell’elenco sia quella giusta. Poi si apre la pagina dei termini dell’operatore e si legge il numero di concessione e la ragione sociale: nella maggior parte dei casi la società che compare nei termini non porta il nome del brand, e questo è normale, non sospetto. Infine, si guarda il palinsesto vero e si verifica se lo snooker c’è. Se manca, non c’è numero di concessione che lo faccia comparire.

Il punto vendita ricariche, il rail che pochi conoscono

Un conto di gioco si ricarica con carta, con un portafoglio elettronico, con un bonifico o con un voucher. Esiste però un canale che la legge italiana disegna a parte e che molti giocatori non conoscono: i «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, tenuti in un registro ADM che comprende tabaccai e ricevitorie.

Il funzionamento ha delle condizioni precise. Il punto vendita ricarica il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana complessivi. Non può pagare vincite né restituire saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € all’anno a chi gestisce il punto vendita.

Per un giocatore che non vuole collegare una carta a un conto di gioco, questa è la strada più interessante del panorama italiano, ed è anche quella con il limite più chiaro: 100 euro a settimana sono pochi, e sono pensati per esserlo. Chi vuole ricaricare di più deve passare da un altro strumento, e a quel punto torna la tracciabilità che il contante evitava.

La concessione ADM, spiegata senza scorciatoie

L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» la prima volta perché il mercato continua a usare la vecchia sigla — è l’autorità che vigila sul gioco pubblico in Italia. La licenza non è un permesso che si apre e si chiude: è una «concessione» assegnata per gara pubblica.

La gara del 2025 e i numeri che ne sono usciti

La gara bandita nel settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La durata dell’art. 6, comma 3 è al massimo nove anni, senza rinnovo automatico: chi vince la gara sa già che dovrà rigiocarsela.

L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda.

Perché il numero di concessione non basta

L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore.

È il punto che distingue una verifica da un’impressione. Chi controlla solo la presenza sull’elenco ha fatto metà del lavoro.

Offshore: la strada che la legge italiana non copre

Un brand senza concessione che accetta giocatori italiani non è collegato al RUA e non ha alcun obbligo di tutela previsto dalla normativa italiana. È soggetto al blocco DNS e, come l’ADM stessa ricorda citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’eventuale applicazione concreta a un giocatore sono cose che non si conoscono.

Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia; le copie degli stessi siti ricompaiono in poche ore. Chi cerca uno di questi domini lo trova, e trova anche l’assenza di tutto il resto.

La lista pubblica e chi la aggiorna

L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Pubblicità e bonus: la regola che nessuno cita

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano spazio: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

L’AGCOM la fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Cosa è successo davvero con le sanzioni

Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; il suo esito non è noto e il divieto è in vigore alla data della verifica.

Un bonus può esistere anche senza pubblicità

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto di legge all’importo di un bonus di benvenuto né ai requisiti di puntata, quindi condizioni e importi stanno nei termini di ciascun operatore, e vanno letti lì.

Dalla parte di chi gioca

Se il tema è la scelta, questa parte è quella che pesa di più sulla testa del giocatore: gli strumenti esistono solo sui siti con concessione. Il RUA blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche, ma non tocca un sito senza concessione, che non vi è collegato. Su un dominio non autorizzato un giocatore autoescluso è semplicemente un utente come gli altri.

Gioco responsabile: gli strumenti, per tipo di account

La normativa italiana non lascia gli strumenti alla buona volontà del cliente. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, lett. a), gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; lett. b), i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; lett. c), i messaggi automatici su durata e spesa; lett. e), gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; lett. f), un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.

Limiti: quali esistono e cosa significano

La distinzione che conta è fra i limiti che si scelgono e i limiti che si subiscono. Il limite di deposito è personale, lo sceglie il giocatore, e vale fino a quando non lo cambia. I limiti di cui alla lett. b) sono invece fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento, dentro protocolli approvati dall’ADM: sono più stretti e meno visibili.

Il livello di attenzione è importante: un limite di deposito è un tetto ai soldi che entrano nel conto, non alle giocate. Chi deposita 100 € al mese e li gioca dieci volte in una sera ha rispettato il limite e può comunque aver giocato dieci volte il suo deposito, se ha vinto e rigiocato. Il limite non protegge dal comportamento, protegge dal flusso di cassa.

Il RUA, il registro che blocca tutto

Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche sul territorio. È l’unico strumento a effetto realmente immediato: chi si autoesclude non deve spiegare niente a nessuno, e può farlo per una categoria di prodotto o per tutto. Da sempre, le condizioni dell’autoesclusione prevedono periodi definiti in giorni.

L’autoesclusione non ha un solo formato

La durata è una scelta strutturata, non un numero fisso. Le condizioni dell’autoesclusione prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure un periodo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La revoca è il punto da capire bene: un periodo indeterminato non significa permanente per sempre, significa che la riapertura richiede un passaggio formale e non un clic.

Le forme parziali di esclusione, per singola categoria di prodotto, partono dal 1° febbraio 2026 per come le riporta la stampa di settore. Sono forme pensate per chi vuole tenersi lontano da un prodotto senza chiudere tutto, ed è un cambiamento che vale la pena seguire.

Se il problema è già adesso

La legge prevede un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno, e impone al concessionario di destinare all’informazione il 0,2 % dei ricavi netti, con un tetto di 1.000.000 € all’anno, su temi definiti da una commissione governativa (art. 15, comma 2). Per i residenti in Italia esiste il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

I dieci operatori, uno per uno

Qui sotto ci sono i dieci concessionari dell’elenco ADM presi in esame. Per ognuno la scheda riporta la concessione dichiarata nei termini dell’operatore e quello che si sa del tavolo da gioco, e si chiude con un giudizio: se vale la pena e per chi. L’ordine è quello dell’elenco, non una graduatoria.

Brand Concessione Offerta Sportiva
AdmiralBet 16048, Admiral Bet S.r.l. Scommesse sportive e autoesclusione
StarCasinò 16026, Azzurri Limited Sport, slot e Live Casinò
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Sport pre-match e live, Champions League
William Hill 16044, William Hill Malta Plc Serie A e promozioni
NetWin 16035, Netwin Italia S.p.a. Sport, esports e virtuali
Betsson 16027, Azzurri Limited Mercati sportivi, pre-match e live
SNAI 16032, Snaitech Spa Scommesse, sistemi e Cash Out
Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Exchange, mercati combo e Supercombo
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Sport, intrattenimento e scacchi
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Calcio e oltre 20 sport

Admiral Bet S.r.l., concessione 16048: il limite che si sceglie in registrazione

AdmiralBet è un brand con concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., su un proprio sito .it.

Il pezzo più interessante di questa scheda non è una quota: sono i termini. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. È una scelta editoriale dell’operatore, e vale più di uno slogan: i limiti al rialzo non sono reversibili in un clic notturno.

Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure un periodo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il giudizio: AdmiralBet è la casa per chi vuole che il tetto di spesa sia una decisione presa prima di accendere la luce, non una spunta dopo la terza sconfitta. Chi cerca una quota lunga da inseguire troverà altrove argomenti migliori.

StarCasinò, concessione 16026: il casinò che ha anche una schedina

StarCasinò è un marchio con concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, su un proprio dominio .it. La società è la stessa che sta dietro a un altro nome di questa lista, ed è il promemoria che il concessionario è un’azienda e il brand è una vetrina.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La sequenza non è casuale: il casinò sta davanti e lo sport dietro, e le categorie di scommessa non vengono dettagliate.

Il giudizio: è una scelta ragionevole per chi cerca un’unica app dove tenere il casinò e buttare ogni tanto una giocata sullo sport, e una scelta debole per chi allo sport chiede un listino profondo. Chi vuole scommettere sullo sport con criterio trova altrove un tavolo specializzato.

bet365, concessione 16030: il partner che porta un torneo in palinsesto

bet365 ha concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su un proprio sito .it.

Il brand si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La collaborazione con i grandi organizzatori è il vero vantaggio competitivo di questa casa, e non riguarda lo snooker in modo diretto: significa però che quando un evento esce dall’ordinario, questa è spesso la prima casa a metterlo in listino.

Sui residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il giudizio: bet365 è la casa che ha l’evento poco comune prima degli altri, ed è la ragione per aprire il suo palinsesto quando lo snooker entra nel calendario. Il rovescio è che le freccette e la boxe ricevono la stessa attenzione dello snooker: non aspettarti una casa con una passione specifica per il tavolo verde.

William Hill, concessione 16044: una freebet che va costruita

William Hill ha concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su un proprio sito .it.

Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggi le condizioni e il club smette di sembrare un regalo: per incassare 5 € alla settimana bisogna costruire una multipla a cinque eventi con un prezzo complessivo da bola. La freebet, oltretutto, è una freebet: se vince non ti restituisce la puntata, e il valore reale è inferiore ai 5 € che leggi.

Il giudizio: conviene a chi gioca già multiple di quel tipo e può considerare il bonus come uno sconto su qualcosa che avrebbe fatto comunque. Chi gioca singole sullo snooker non lo incasserà mai, e farebbe bene a non scegliere la casa per una promozione che non lo riguarda.

NetWin, concessione 16035: virtuali ogni due minuti

NetWin è un marchio con concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su un proprio sito .it.

L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La lista di sport è la più larga di questo gruppo di dieci, e conferma che NetWin vende il volume: la produzione di eventi conta più della profondità su uno solo.

Il giudizio: è la casa giusta per chi vuole che il palinsesto non si fermi mai, e virtuali ogni due minuti sono esattamente quello. Chi gioca una volta a settimana su un torneo reale qui non trova il suo ambiente.

Betsson, concessione 16027: i mercati che conosci già

Betsson ha concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, su un proprio sito .it.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la proposta di un operatore che ha fatto della copertura over/under il proprio tratto, e che tratta i mercati come un catalogo, non come una scommessa intellettuale.

Il giudizio: Betsson è una casa solida per chi vuole trovare la struttura di mercato che conosce già, senza sorprese, e per chi apprezza il pre-match. Chi cerca listini sperimentali su uno sport di nicchia guardi altrove.

SNAI, concessione 16032: un secolo di schedine e il cash out

SNAI ha concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, su un proprio sito .it.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La parola «sistemi» è quella che distingue davvero: è una modalità di gioco che molti operatori hanno smesso di spiegare, e che su uno sport con esiti multipli come lo snooker ha una sua logica.

Il giudizio: SNAI è la scelta per chi non gioca solo singole e vuole una casa che tratti ancora il sistema come un prodotto, senza doverlo cercare in fondo al regolamento. Il catalogo è solido ma non enciclopedico.

Betfair, concessione 16028: il prezzo lo fanno i giocatori

Betfair è un marchio con concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., su un proprio sito .it.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La cosa interessante di questa casa, però, sta in una documentazione che il marchio è descritto produrre: regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.

È l’unica casa di questo gruppo associata al betting exchange, il gioco separato previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e). Su un mercato del genere il margine del bookmaker non esiste: c’è una commissione su una posizione che tu stesso hai fissato. È una logica diversa, e va capita prima di aprirci un conto.

Il giudizio: Betfair è la scelta di chi vuole decidere il prezzo invece di accettarlo, e chi è disposto a imparare il meccanismo. Chi cerca la comodità del listino pronto non è il suo pubblico.

Eurobet, concessione 16012: il palinsesto che non si ferma allo sport

Eurobet ha concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su un proprio sito .it. La stessa società gestisce più di un sito nell’elenco ufficiale.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Gli scacchi meritano una riga di commento: una casa che quota gli scacchi ha un atteggiamento verso lo sport mentale che rende più probabile trovarci anche un tavolo da snooker, quando il torneo lo consente.

Il giudizio: Eurobet è la casa per chi vuole scommettere su altro oltre allo sport, e per chi apprezza una casa che non restringe il campo a calcio e tennis. Il prezzo di questa ampiezza è che nessun singolo sport riceve un trattamento da specialista.

Planetwin365, concessione 16007: il calcio e i venti sport

Planetwin365 ha concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., su un proprio sito .it.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La sequenza racconta la gerarchia: prima il calcio, poi il resto. Ed è una gerarchia onesta, perché è quella della domanda italiana.

Il giudizio: Planetwin365 è una scelta di sostanza per chi vuole una copertura economica e ordinata del calcio, con uno sport secondario sempre presente ma mai protagonista. Chi cerca il listino più profondo su un torneo specifico guardi le case che vivono di eventi e non di campionati.

Quanto costa il margine, in pratica

Ogni volta che si parla di scommesse sul snooker in Italia, la domanda giusta non è su chi puntare ma quanto costa la puntata. Il margine è il prezzo, e il prezzo è quello che si può ancora controllare.

Il margine e il vantaggio di chi non lo guarda

Nei paragrafi sui fondamenti il margine è stato definito come la parte che resta dopo il payout. Su un listino a due esiti da 1,90 e 1,90, il payout sta al 105,3 % circa e il margine intorno al 5,3 %. Su un listino da 1,85 e 1,85 il margine sale a circa il 7,5-8 %.

La conclusione da tirare è semplice: su mille euro giocati, la differenza fra i due listini è di circa 20-30 euro nell’arco dell’anno, e va in tasca a chi pubblica il listino migliore. Non è una cifra drammatica, ma è l’unica cifra su cui un giocatore può agire. Il resto lo decide la pallina.

Dove finisce il margine e comincia la legge

Il margine del bookmaker e l’imposta unica sono due cose distinte e non vanno sommate come se fossero la stessa voce. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, di cui al D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi.

Per il giocatore, questo significa che il prelievo è già dentro la quota e non si aggiunge dopo. Chi incassa una vincita da un concessionario ADM riceve l’importo netto, senza trattenute aggiuntive e senza obblighi di dichiarazione, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale articolata farebbe bene a consultare un commercialista.

Il caso dei siti senza concessione è diverso, e non in meglio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». Chi scommette sullo snooker su un dominio estero si prende il rischio di un conto e quello di una dichiarazione.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM, che l’ADM aggiunge uno alla volta. Il concessionario prepara il programma di eventi e tipi di giocata, la vigilanza lo approva, e fuori da lì una puntata non può essere accettata. Quali sport stiano nel palinsesto di un singolo operatore si verifica nella sezione sportiva del suo sito.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, cercando il dominio .it esatto del sito e non il nome del gruppo: la concessione è per sito, non per azienda. L’operatore dichiara poi numero di concessione e ragione sociale nei propri termini, ed è la seconda conferma.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € a quota 1,85 la vincita è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto; in una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un unico prezzo prima del calcolo. La puntata non va mai sommata due volte.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende il reciproco di ogni quota dello stesso mercato, si sommano e si divide 1 per quella somma: il risultato è il payout. Su un listino a due esiti da 1,90 e 1,90 il payout sta intorno al 105,3 % e il margine intorno al 5,3 %; da 1,85 e 1,85 il margine sale verso il 7,5-8 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore né dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: è una ricostruzione della stampa di settore, quindi per i casi articolati conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 2010.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa; ai limiti scelti dal giocatore si aggiungono quelli fissati dal concessionario in base a età e comportamento, dentro protocolli approvati dall’ADM.

Contenuto creato dal team «Bonus Piuvantaggiosi»