Siti di scommesse con licenza: dieci concessionari ADM sotto esame, e cosa cambia per chi gioca
Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026, con i numeri di concessione e i riferimenti di licenza verificati sull’albo ufficiale dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sui termini dei singoli operatori.

C’è un equivoco che accompagna questa ricerca da anni, e conviene scioglierlo subito perché tutto il resto ne dipende. Un nome dentro l’albo ufficiale dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non significa «questo operatore accetta scommesse sportive». Significa una cosa sola: quella società ha vinto una gara pubblica e può offrire in Italia, su un sito con dominio .it, una o più delle attività elencate dalla legge. Le scommesse a quota fissa sono una di quelle attività, non il pacchetto intero. Un concessionario può avere diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità, al bingo, allo scambio di scommesse, e in qualsiasi combinazione. Per sapere se un bookmaker accetta davvero una giocata sul derby di domenica, l’elenco non serve: serve il suo palinsesto.
Il mercato italiano, dal canto suo, ha un vocabolario che ha smesso di seguire la realtà. Si continua a dire «AAMS» anche se l’autorità che rilascia le concessioni si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Chi cerca «siti di scommesse con licenza» trova quindi pagine che promettono legalità senza spiegare come si verifica, e operatori che si autodefiniscono «con licenza europea», espressione che in Italia non vale nulla: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’Agenzia. È il perno di questa analisi, ed è anche il punto in cui quasi tutti i confronti in circolazione si fermano troppo presto.
La classifica dei dieci concessionari: come sono stati valutati e chi resta fuori
Un criterio solo, applicato senza sconti. Per entrare in questa lista un operatore deve comparire nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, e deve avere un’offerta sportiva leggibile: mercati, funzioni, strumenti di conto. Il codice c’è per tutti e dieci, dal 16007 di Planetwin365 al 16048 di AdmiralBet. La seconda condizione è quella che fa la differenza fra una lista di nomi e una lista utile, e ho verificato la seconda solo su ciò che gli operatori stessi mettono per iscritto e su ciò che le loro applicazioni dichiarano.

Il resto è ordinamento, non promozione. Le posizioni seguono la profondità dell’offerta e degli strumenti messi a disposizione del giocatore, non la generosità di un benvenuto. Su questo gli operatori sono molto più simili di quanto la comunicazione lasci intendere: il bonus è la parte più visibile e la meno decisiva.
Vale la pena dire anche ciò che questa lista non è. Il mercato italiano ha altri concessionari oltre ai dieci esaminati, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. È un campione, non il censimento.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | apertura del conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | accesso al conto gioco anche con Touch ID e giocate da mobile |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi, con Cash Out per chiudere la schedina prima della fine |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus non subito prelevabili, da giocare secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | campionati nazionali ed europei, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | mercati combo e Supercombo a quote maggiorate |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione e limiti di ricarica, di spesa e di tempo scelti in registrazione |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over e marcatori |
Tre nomi che molta utenza italiana cerca non compaiono fra le 52 righe dell’elenco lette il 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Non significa che non esistano, né che non accettino giocate dall’Italia. Significa che in Italia non sono autorizzati, e le conseguenze di questo, per chi ci scommette, sono esattamente ciò che la sezione sulla legge spiega più avanti.
BetFlag, concessione 16008: l’identificazione come parte del prodotto
Il primo della lista è il marchio che tratta l’apertura del conto come una questione tecnica e non come un ostacolo. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, quella con il documento caricato. Due strade, stesso esito.

Perché conta, in concreto: un conto di gioco va identificato per intero prima di poter essere usato in modo pieno. Chi sceglie il percorso con SPID chiude la pratica in pochi minuti e senza inviare immagini di documenti; chi preferisce il modulo classico si assume i tempi della validazione. È la differenza fra un pomeriggio e un’ora, e per molti lettori è l’unico motivo per cui una registrazione viene abbandonata a metà. Il divieto di gioco ai minori di 18 anni è dichiarato apertamente, come su ogni concessionario serio.
Nel calcio, come in ogni sport, i minuti li decide il mercato. Su questo BetFlag non si distingue dai grandi, e non è un difetto: la profondità del palinsesto è una questione di accordi e di autorizzazioni, non di volontà del singolo operatore. La concessione è per sito, non per azienda: chi volesse verificare Betflag S.p.a. troverà il suo codice nell’elenco dell’Agenzia, non un sigillo sul sito.
Sisal, concessione 16020: il volume che cambia l’esperienza live
Il punto di forza dichiarato sta nei numeri, e sono numeri grossi: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. L’applicazione permette di entrare nel conto gioco anche con Touch ID, che è la piccola comodità che decide se una schedina viene piazzata o rimandata.
La scala cambia anche la qualità dei mercati. Con quel volume di eventi live, la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni non sono riempitivi: sono voci che un operatore con meno partite in cartellone non può sostenere. Il Cash Out, che chiude la giocata prima che l’evento finisca, funziona meglio dove l’evento è coperto davvero.
Il rovescio è noto a chi gioca da anni: con 15.000 eventi in diretta si passa più tempo a scegliere che a decidere. Un limite di tempo impostato al momento dell’iscrizione è il solo antidoto, e sta al giocatore, non a Sisal.
SNAI, concessione 16032: varietà nelle schedine, non nelle promozioni
Qui la copertura è fatta a mano. SNAI Sport mette sul tavolo singole, multiple e sistemi, e costruisce i mercati su dettagli che il giocatore occasionale non vede: risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori. È l’offerta di chi ha capito che una parte del pubblico non scommette il 1X2 e nient’altro.
Il Cash Out, per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, è dichiarato sulla stessa applicazione. Sui sistemi la differenza fra un operatore che li gestisce e uno che li tollera è tutta nel dettaglio della schedina, e Snaitech è fra i pochi in Italia a trattarli come un prodotto principale e non come un residuo del vecchio totalizzatore.
Di questi tre, SNAI è quello che vince sul giocatore di nicchia. Chi apre un conto cercando il bonus più alto troverà altrove numeri più appariscenti; chi scommette cartellini e tiri sta già bene qui.
William Hill, concessione 16044: il bonus che si comporta diversamente a seconda di come ti registri
È il primo della lista con un’indicazione precisa su un requisito, ed è anche il caso che meglio mostra perché convenga leggere i termini anziché la homepage. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; chi invece sceglie la registrazione manuale riceve un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due percorsi, due importi, e il percorso più rapido vale il doppio.
C’è poi la clausola che quasi nessuno legge. William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €. Il tetto per scommessa non è una curiosità tecnica: chi pensa di puntare l’intero bonus su una sola giocata deve sapere che la macchina lo spezzerà in più scommesse, e quindi in più rischio.
La conclusione della casa è che un’ora di attesa è il prezzo di dieci euro, mentre il percorso manuale costa novantasei ore per la metà. A ognuno la propria aritmetica.
bet365, concessione 16030: quando la tutela arriva per prima
Poche piattaforme italiane mettono gli strumenti di controllo nello stesso elenco con cui vendono il prodotto. bet365 lo fa: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione compaiono accanto al catalogo, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero stampato dove il cliente lo vede, non in fondo a una pagina legale.
Il catalogo, dal canto suo, si appoggia a un titolo importante: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La visibilità di quel ruolo si porta dietro una pressione di marketing a cui è bene che gli strumenti sopra facciano da contrappeso.
Chi ha già avuto problemi con il gioco troverà qui la strada più breve per fermarsi, perché il pulsante è dove ci si aspetta che sia. Sull’ampiezza del palinsesto, invece, il confronto con Sisal non lo vince: sono due filosofie diverse, una che vende un nome, l’altra un volume.
Planetwin365, concessione 16007: la copertura del calcio italiano
Il codice di concessione più basso del gruppo, il che non dà alcun vantaggio pratico ma dice quanto presto questo operatore sia entrato nel sistema. Pwo S.p.a. copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
È la fila di campionati a fare la differenza. Un giocatore di Serie C o di Coppa Italia trova qui una copertura che diversi concorrenti più grandi non offrono, perché il palinsesto segue la popolarità dell’evento e non la sua tradizione.
Sui mercati esotici, sulle quote a lungo termine e sulle scommesse sulla singola giocata di un giocatore, Planetwin365 resta più prudente di chi spinge sull’ippica o sulla boxe. Chi cerca quelle voci ha alternative nella lista.
Betfair, concessione 16028: il marchio che non è un bookmaker come gli altri
Betfair merita una spiegazione prima di qualunque giudizio, perché la sua presenza in questa lista ha un fondamento giuridico diverso dalle altre. Lo scambio di scommesse è un gioco autonomo previsto dalla legge italiana: il giocatore può essere puntatore o bancatore, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non fissa il prezzo, lo ospita.
Sul sito italiano la documentazione dell’operatore è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange nostrano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Nella sostanza, chi scommette sull’exchange non gioca contro una casa ma contro un altro utente, e paga una commissione per il servizio.
Sul lato scommesse tradizionali l’applicazione propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. La quota maggiorata è il linguaggio con cui si dice che il margine della casa è stato tagliato, e su una combo costruita a mano questo si sente. Chi cerca l’opposto della scommessa passiva, con tutti i rischi che comporta, lo trova qui e non altrove nella lista.
Lottomatica, concessione 16010: numeri forti, intestatario sorprendente
Il marchio italiano più conosciuto del gruppo appartiene a una società che porta un altro nome, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy): la concessione è intestata alla società, non al marchio. È il primo caso in cui la differenza fra concessionario e insegna commerciale diventa visibile, e vale la pena memorizzarlo, perché vale anche per bwin e per altri siti del gruppo Eurobet Italia.
L’offerta sportiva è quella di un generalista che punta sull’ampiezza: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming, in particolare, cambia il modo in cui si gioca in diretta: vedere l’azione e il mercato nello stesso schermo riduce la tentazione di reagire a un punteggio letto altrove.
Il difetto è quello dei generalisti: nessun mercato in cui Lottomatica sia la scelta obbligata. Chi vuole una sola piattaforma per tutto il calcio europeo più i motori la trova qui. Chi cerca una specializzazione guarda più avanti nella lista.
AdmiralBet, concessione 16048: l’operatore che mette i limiti davanti alla porta
AdmiralBet è il caso più interessante della lista per chi legge questa pagina con l’occhio ai meccanismi, perché i suoi termini parlano molto. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La regola che quasi nessuno nota: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Sette giorni sono una barriera e vanno letti come tale. Chi vuole alzare il tetto dopo una serata sfortunata lo scopre sulla propria pelle, e scopre che quella attesa è esattamente il momento in cui una decisione presa a caldo ha il tempo di raffreddarsi. È una frizione voluta, ed è fra le più efficaci.
Sull’identificazione la casa non è da meno: il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il titolo dichiarato nei termini è esplicito: Admiral Bet S.r.l. si presenta come concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM. Dirlo per esteso, con il numero, è la forma più onesta di presentarsi.
Betsson, concessione 16027: la piattaforma internazionale sotto insegna italiana
L’ultimo della lista è anche il più internazionale nel modo di costruire il prodotto. Azzurri Limited gestisce un sito .it con un catalogo che si muove fra pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La struttura è quella dei grandi bookmaker europei, tradotta in italiano.
La combinazione di pre-match e live su quella scala è il punto di forza e insieme il punto di attenzione. Più mercati aperti durante la partita significano più occasioni, ma anche più occasioni di sbagliare in fretta, e qui l’operatore non ha costruito un’offerta pensata per rallentare il giocatore. Chi arriva da piattaforme internazionali ritrova un ambiente familiare.
Sui mercati italiani di nicchia — ippica nazionale, sistemi complessi — Betsson non è la scelta ovvia. Sulla copertura dei campionati esteri e sulle quote del pre-match è invece fra i più solidi del gruppo.
Un foglio di concessione, un timbro e un numero: cosa dice davvero l’elenco ADM
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’ADM. Non è una formalità di cortesia: è la condizione che separa un’offerta legale da una che non lo è, e per verificarla esiste uno strumento pubblico, l’albo ufficiale dell’Agenzia, pubblicato sul sito dell’Agenzia.
Quell’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici che vanno da 16000 a 16051, e a ogni riga corrisponde un sito con dominio .it. Una stessa società può comparirvi più volte: Eurobet Italia S.r.l. vi compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, dunque, non per azienda, ed è una distinzione che sfugge a quasi tutti i confronti in circolazione.
Da dove arriva quel numero chiuso è presto detto. Le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» attribuite con gara pubblica. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, all’art. 6, comma 1 elenca le attività che si possono offrire in remoto con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. L’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne una o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi durante il periodo, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro e nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Non sono importi che si improvvisano, e non è un caso che dietro ogni concessione ci sia una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia fissa nella gara, come chiede l’art. 6, comma 5.
Tutto questo è il motivo per cui il timbro sull’elenco non è una decorazione. È il risultato di una selezione con requisiti patrimoniali e operativi.
La trappola del nome sull’elenco: perché il dominio .it non è una garanzia
Nell’elenco pubblico letto il 25 ottobre 2026, non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Sono quattro marchi che moltissimi giocatori italiani conoscono e cercano, e la loro assenza è il punto più delicato di questa pagina, perché è anche il più frainteso.
La prima conseguenza è tecnica. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: AdmiralBet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito, e lo stesso modello vale per gli altri. Il numero di concessione è quindi il documento d’identità dell’operatore, e sta nei termini, non nella pagina promozionale.
La seconda conseguenza riguarda il dominio. Un concessionario opera su un sito con dominio .it perché la concessione è riferita a quel sito: lo stesso marchio internazionale che gestisce anche una piattaforma .com non sta offrendo quel servizio in Italia quando lo offre dal dominio estero. Questo è il motivo per cui la sigla «bookmaker con licenza europea» è quasi sempre un modo elegante di non dire «nessuna concessione italiana».
La terza conseguenza è quella che pesa davvero, e non ha nulla di tecnico. Un’offerta priva di concessione non è collegata al RUA, non è sottoposta alla vigilanza dell’Agenzia, non è tenuta a mettere a disposizione gli strumenti di limitazione obbligatori, e non offre al giocatore un foro italiano per far valere un diritto. Sono quattro assenze che si notano solo nel momento in cui servirebbero, e allora è troppo tardi.
Dalla pubblicità al conto di gioco: come verificare un operatore in cinque minuti
La verifica non richiede competenze tecniche, solo un ordine preciso. Mettere insieme i pezzi nell’ordine sbagliato è il modo più comune di farsi un’idea sbagliata in poco tempo, quindi conviene partire dalla fonte e non dal marchio.
Primo passaggio: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia. Non serve leggere tutte le 52 righe: si cerca il marchio o la società. Se il marchio non compare e compare invece la società che lo gestisce, è la riga giusta.
Secondo passaggio: il dominio. Un operatore autorizzato serve i giocatori italiani da un sito .it. Un .com che accetta carte italiane e promette quote migliori è, quasi sempre, un’offerta che in Italia non ha titolo.
Terzo passaggio: i termini del conto di gioco. L’operatore vi dichiara il numero di concessione e la società concessionaria. Se il numero c’è e coincide con la riga trovata al primo passaggio, il cerchio si chiude. Se nei termini non compare alcun numero, la concessione non c’è.
Quarto passaggio: il palinsesto. L’elenco non ha una colonna che dica quali giochi l’operatore può offrire, e questo non è un difetto dell’elenco ma una caratteristica della concessione, che copre attività diverse. Solo il sito dell’operatore e la sua applicazione dicono se le scommesse sportive ci sono davvero.
Quinto passaggio: gli strumenti di tutela. Limite di deposito scelto in registrazione, limiti di tempo e di spesa, autoesclusione: se non compaiono da nessuna parte, la domanda giusta non è se l’operatore sia comodo, ma perché non li mostri.
Il tempo totale, per chi ha già il nome in mente, è di pochi minuti. È il miglior investimento possibile prima di versare denaro.
Il timbro sull’elenco non basta: cosa comporta un sito senza concessione
Qui la posta in gioco diventa concreta, e conviene dirlo senza addolcire. Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Il blocco opera a livello di DNS, e qualche operatore di rete è più lento di altri ad aggiornare. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ciascuna tornata, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato, in una parola, è «oscurati»: il sito sparisce e riappare sotto un altro indirizzo, senza alcuna garanzia per chi ci ha lasciato un saldo.
C’è poi il lato che riguarda direttamente il giocatore, e va letto con attenzione perché non è un avvertimento di stile. ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ricorda che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come l’Agenzia stessa la formula. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.
Accanto a questo esiste una norma che riguarda il denaro. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata, e conviene dirlo perché cambia la portata della norma.
Il confronto onesto, allora, è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori e una sede legale italiana. Un marchio .com privo di titolo non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’Agenzia, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Sui siti esteri che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, quelle licenze in Italia non hanno alcuno stato: la zona è senza protezione, e il conto che si apre lì è un conto su cui nessuna autorità italiana può intervenire.
Le regole di chi pubblica: perché il bonus non lo vedi in televisione
Un dettaglio che il giocatore nota e di rado collega alla legge. Il Decreto Dignità, all’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge n. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni e internet. L’Agenzia lo ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024, osservando fra l’altro che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.
A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro in movimento è però più complicato di così: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto.
Va detto anche che cosa il decreto non vieta, perché la confusione su questo punto è enorme: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. I «bonus di benvenuto» esistono, sono legittimi e sono descritti nei termini degli operatori, che ne determinano importi, requisiti di puntata e quote minime. Non esiste un tetto di legge al bonus né un tetto al requisito di giocata, e questo spiega perché due operatori con lo stesso bonus nominale possano chiedere cose molto diverse.
Nel 2026 è stata proposta, come emendamento di un gruppo parlamentare alla legge di bilancio, la rimozione del divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni. L’esito non è stato trovato e, alla data di verifica, il divieto è in vigore. Chi legge una pagina che promette lo sblocco delle sponsorizzazioni sta leggendo una previsione, non una norma.
Cosa finisce nel deposito e cosa torna indietro: limiti, ricariche e tasse
Il limite di deposito è lo strumento più concreto che il giocatore riceve, e va capito prima di tutto il resto. All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. I termini degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il meccanismo è asimmetrico di proposito: stringere è gratis, allargare costa una settimana di riflessione.
Il quadro legislativo è più largo. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È un impianto articolato, e vale la pena notare che il tetto di deposito che l’ADM fissa nella gara non è noto: quello che il giocatore vede è il limite che sceglie lui.
Nessun tetto di legge in euro sulle puntate nelle scommesse sportive risulta, invece, altrove. Gli strumenti vincolanti restano gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una cifra di legge da rispettare non la trova, e farebbe meglio a guardare i propri limiti di conto.
Sui movimenti di denaro il sistema italiano ha una sua particolarità. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: tabaccai e ricevitorie, iscritti in un registro che costa 100 € l’anno, che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né consentire prelievi. È il rimedio italiano all’obiezione più frequente di chi non vuole lasciare i dati della carta su una piattaforma, e va detto che il rimedio ha un tetto settimanale basso.
Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay o Mooney. L’elenco preciso, per ogni operatore, sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini le rotaie approvate.
Sul fisco conviene essere chiari, perché è il terreno su cui circolano più sciocchezze. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato), è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano del 43 % e del 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Per il giocatore che vince da un concessionario ADM, la conseguenza è semplice: le vincite corrisposte da un concessionario non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È un’affermazione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo merita la raccomandazione di sempre: consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto fuori dal sistema. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, sono trattate come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
La differenza fra le due posizioni, per chi gioca abitualmente, è la cifra più concreta di questa pagina: da una parte un importo netto che arriva senza adempimenti, dall’altra una somma che va sommata al reddito complessivo.
Se il tavolo diventa troppo comodo: cosa succede quando chiedi di fermarti
L’autoesclusione è la parte del sistema che nessun operatore può aggirare, e conviene spiegarla per come funziona davvero. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio.
Le forme sono tre, e la scelta è del giocatore. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, cioè riferita a tutti i concessionari, con blocco anche dell’apertura di nuovi conti; può riguardare un singolo concessionario; oppure una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi vuole smettere di giocare ma continuare a seguire altro, ha margini di manovra.
Le durate sono il punto in cui l’analisi diventa operativa. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Le condizioni di Admiralbet indicano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Chi decide di fermarsi per sei mesi deve sapere che quei sei mesi sono, per davvero, non negoziabili.
La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e su questo la legge e gli operatori sono allineati.
C’è poi la conseguenza più utile da conoscere in anticipo, perché nessuno la legge prima di averne bisogno. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il denaro non viene trattenuto: va ritirato. Chi si autoesclude senza toccare il saldo lo lascia lì per mesi, e questo è un errore banale con un costo reale.
E c’è il buco, che è il motivo per cui questa sezione appartiene alla pagina. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, quindi il giocatore autoescluso vi risulta un cliente qualsiasi. Un blocco che copre il sistema autorizzato, e solo quello, è esattamente ciò che promette.
Quanto costa davvero un’offerta: un conto illustrativo
Chiudo con un conto che vale più di qualunque promessa, perché mostra dove finisce il margine. L’esempio non è una quota di mercato: è un’illustrazione costruita su due numeri che il lettore può riconoscere come propri. Un giocatore si dà un limite di deposito di 100 € a settimana e li punta una volta sola, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 per ciascun esito.
La prima cosa che si può dire è quanto di quella posta torna indietro in media su questo mercato. Con due esiti a 1,90, la quota di restituzione è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa il 95 %; il margine della casa è il restante 5 %. Su 100 € puntati, il costo medio atteso è dunque di circa 5 €. In un mese di quattro settimane il giocatore che ripete la giocata per quattro volte mette in gioco 400 €, e il costo medio atteso sale a circa 20 €, con un intervallo che va grosso modo da 15 € a 25 € quando il margine del palinsesto considerato si muove fra il 4 % e il 6 %. Vale per le scommesse sportive a quota fissa su un mercato a margine basso: su una multipla, su una quota a lungo termine o su un mercato a margine alto, il costo per unità puntata è maggiore, e il divieto di pubblicità non cambia di una virgola il prezzo di una giocata.
Il numero va preso per quello che è. È una stima statistica, media su molte giocate e sotto l’ipotesi che venga puntato solo il deposito illustrato, senza bonus e senza rigiocate; non è il risultato garantito di nessuna singola scommessa, e non promette né vincite né perdite certe. Quello che dice, però, è che il margine lavora sempre, anche quando il risultato di una singola serata va bene. Un tetto di 100 € di bonus utilizzabile su ogni scommessa, come quello che i termini di William Hill indicano, va letto dentro questa cornice: non è denaro che aspetta solo di essere ritirato.
E infine il conto dell’autoesclusione, che è della stessa natura. Chi si iscrive, prende il benvenuto e si autoesclude per 270 giorni non perde solo l’accesso: perde anche il tempo. Un limite che si alza solo dopo sette giorni è una settimana di sosta obbligata, e 270 giorni sono nove mesi in cui il conto con concessione resta chiuso mentre i siti oscurati continuano a presentarsi con nomi nuovi.
Cosa succede se scegli il sito sbagliato: il conto della tutela mancante
Mettere i due scenari uno accanto all’altro è l’unico modo di dare un senso a questa pagina, e il conto è presto fatto. Da una parte un operatore con concessione: RUA che blocca davvero, limiti di deposito scelti dal giocatore, autoesclusione revocabile solo dopo nove mesi, un foro italiano, la vigilanza dell’Agenzia e nessuna tassazione in capo al giocatore sulle vincite. Dall’altra un marchio privo di titolo: nessuno di questi elementi, il blocco DNS in agguato, e la regola lato giocatore che l’Agenzia stessa richiama, con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Non c’è equivalenza fra le due situazioni, e non c’è modo di costruirla. Chi sostiene che una licenza estera offra le stesse garanzie di una concessione italiana sta confrontando due cose diverse: la licenza estera regola il comportamento dell’operatore nel suo paese, non il rapporto del giocatore italiano con l’autorità italiana.
Il punto pratico è che la differenza non si nota quasi mai nel momento in cui si apre il conto. Si nota quando serve il blocco che non arriva, quando un prelievo non viene pagato, quando una controversia non ha un giudice a cui rivolgersi. A quel punto il confronto non si fa più fra quote.
Domande frequenti su concessione, RUA e limiti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia, cercando il marchio o la società che lo gestisce. Poi si controlla che l’operatore dichiari il numero di concessione nei termini del conto di gioco: se il numero c’è e coincide con l’elenco, la verifica è chiusa.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è attribuita a un singolo sito, non a un’azienda o a un marchio. Nell’elenco ogni riga corrisponde a un dominio .it, e la stessa società può comparirvi più volte con siti diversi. Un marchio che gestisce anche una piattaforma .com non offre quel servizio in Italia dal dominio estero.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. L’autoesclusione può essere trasversale, riferita a un singolo concessionario o a una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata, e durante il blocco restano possibili solo i prelievi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e i termini degli operatori mostrano una riduzione con effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare il tetto. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita, e messaggi automatici su durata e spesa del gioco.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna connessione al RUA, nessuna vigilanza dell’ADM, nessun obbligo di strumenti di limitazione e nessun foro italiano. Si aggiungono il blocco DNS, con i mirror che ricompaiono in poche ore, e la regola che l’ADM stessa richiama: chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite corrisposte da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: una lettura riportata dalla stampa di settore, da confermare con un commercialista. Sui siti esteri o non autorizzati valgono invece i redditi diversi, da dichiarare nel Modello Redditi PF o nel 730 secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Licenza ADM e sicurezza – Bonus Piuvantaggiosi
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